Per molti dei nostri contemporanei presenta qualche difficoltà l'accettare la descrizione del mondo così come ce la offrono oggi gli scienziati, in particolare i biologi, eredi di Charles Darwin. I creazionisti - questi fondamentalisti che pretendono che il nostro mondo sia stato creato letteralmente in sei giorni - vogliono imporre la Bibbia come un'autorità decisiva in materia scientifica. Altri, senza essere così estremisti, rifiutano qualsiasi teoria che attribuisca al caso un qualsiasi ruolo in seno al vivente e vanno a caccia della più piccola informazione scientifica che confermerebbe la loro visione deterministica della storia del mondo. Sullo sfondo di questi duelli e di queste controversie, si delinea una grossa sfida per il credente: superare le sue paure, cercare di comprendere le poste in gioco della visione evoluzionista del mondo e del vivente, per elaborare un discorso sulla creazione che possa veramente rendere conto della speranza cristiana. In altre parole, «rendere a Cesare quello che è di Cesare, per potere invitare Cesare a rendere, a sua volta, a Dio ciò che è Dio» (Dalmace Leroy). Questo libro vuole innanzi tutto offrire al lettore l'occasione per riflettere sulle sue domande personali (e sulle sue risposte) circa l'origine, il senso e il fine della realtà che è la sua e quella del mondo che lo circonda.
Dio, la scimmia e il big bang. Alcune sfide lanciate ai cristiani dalla scienza
| Titolo | Dio, la scimmia e il big bang. Alcune sfide lanciate ai cristiani dalla scienza |
| Autore | Jacques Arnould |
| Traduttore | P. Crespi |
| Collana | Giornale di teologia |
| Editore | Queriniana |
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| Pagine | 160 |
| Pubblicazione | 2001 |
| ISBN | 9788839907820 |
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