Offese razziste, insulti a sfondo sessuale, ingiurie che feriscono minoranze e soggetti deboli: si tratta di parole che provocano e che sfuggono facilmente al controllo. Come rispondere a parole come queste? Basta fare appello alla censura per renderle innocue e poterle contenere? Secondo Judith Butler, non serve a nulla cadere nella trappola di una limitazione della libertà di parola e di espressione. Conta invece rivendicare una diversa possibilità di intervento politico. Si possono sempre citare quelle parole fuori controllo per rimetterle continuamente in atto e farle agire contro gli scopi per cui erano state pronunciate in un determinato contesto di violenza. Si può sempre far sì che, ripetendo quelle parole, esse circolino in ambiti diversi e acquisiscano nuovi significati, arrivando ad agire contro la stessa violenza che le ha prodotte.
Parole che provocano. Per una politica del performativo
| Titolo | Parole che provocano. Per una politica del performativo |
| Autore | Judith Butler |
| Traduttore | S. Adamo |
| Argomento | Storia, Religione e Filosofia Filosofia |
| Collana | Minima, 105 |
| Editore | Raffaello Cortina Editore |
| Formato |
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| Pagine | 260 |
| Pubblicazione | 2009 |
| ISBN | 9788860303158 |
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