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Pantomima per un'altra volta-Normance

Pantomima per un'altra volta-Normance
titolo Pantomima per un'altra volta-Normance
autore
traduttore
argomento Letteratura e Arte Classici
collana Letture Einaudi
editore Einaudi
formato Libro
pagine 592
pubblicazione 2020
ISBN 9788806244958
 

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I due romanzi autobiografici di Céline pubblicati nel 1952 e nel 1954 sono stati scritti come un unico corpo narrativo, tanto che in un primo momento l'autore li aveva intitolati 'Féerie pour une autre fois I e II'. In Italia ora vengono riuniti insieme in un unico volume. Leggendo di seguito l'andirivieni delle vicende raccontate, dai bombardamenti su Parigi alla prigionia in Danimarca, al ritorno in Francia dopo l'amnistia, si può cogliere nei due romanzi contigui un'unica storia in cui si rincorrono continuamente gli stessi furiosi deliri e le stesse ossessioni paranoiche. «Il romanzo dell'esordio da Gallimard esce nel '52 con scarso consenso di pubblico e di critica, si intitola "Féerie pour une autre fois" ed è doppiato nel '54 da "Normance" che ne costituisce la prosecuzione. Reso in italiano con «Pantomima», per la versione del poeta Giuseppe Guglielmi che Einaudi stampa nel 1987, il termine 'féerie' è in effetti polisemico perché associa il senso della fiaba alla fantasmagoria o insomma rimanda sia a un'astrazione fantastica sia a una sua teatralizzazione. La materia è nella prima parte fornita dal ricordo della vita quotidiana di Ferdinand e Lili a Montmartre durante l'occupazione, poco prima della fuga verso la Danimarca. Virata nei colori più tetri della malinconia, immaginata nello spazio asfissiante della reclusione a Copenaghen, ritmata sui lacerti della memoria che deraglia di continuo, la narrazione va e viene nello spazio-tempo, a strappi, il ricordo si interpone dilatandosi nei modi di un delirio che sappia liberare musica e sia pure una musica che esala dalla vita in rovina. La parola torna infatti sulla pagina a scosse e soprassalti, il ricordo si confonde con la sua stessa invenzione, la Storia non è altro se non la massima espressione del teatro del mondo». (dalla prefazione di Massimo Raffaeli)
 

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