Sin dall'antichità, la comunicazione politica permette a uno Stato di auto-rappresentarsi, sia al proprio interno, sia all'esterno. L'utilizzo della retorica, soprattutto quella epidittica, solidifica la comunità intorno a valori condivisi, ma offre anche i mezzi per adattare tali valori a mutamenti storico-politici potenzialmente destabilizzanti per la comunità stessa. È quanto accade alla Repubblica di Venezia tra il 1499 e il 1530. Di fronte alla crisi d'identità provocata dall'effetto combinato della perdita del ruolo di Venezia nel Mediterraneo a causa dell'espansionismo ottomano e dal ridimensionamento in Italia a seguito del conflitto cambraico, il patriziato veneziano fu costretto ad adattarsi alla nuova situazione geopolitica e lo fece attraverso una spettacolare operazione di comunicazione politica, che aveva nella meraviglia il proprio obiettivo. La magnificenza, esibita negli edifici progettati a partire dal 1530, e l'abilità tecnica dei veneziani, in grado di rendere "possibile l'impossibile", divennero i cardini attraverso cui Venezia poté comunicare la propria "meraviglia". Una meraviglia che, per molti sensi, perdura ancor oggi.
La repubblica delle emozioni. Retorica e comunicazione politica nella Venezia rinascimentale
| Titolo | La repubblica delle emozioni. Retorica e comunicazione politica nella Venezia rinascimentale |
| Autore | Luigi Robuschi |
| Argomento | Storia, Religione e Filosofia Storia |
| Collana | Parva historica |
| Editore | Mimesis |
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| Pagine | 450 |
| Pubblicazione | 2022 |
| ISBN | 9788857594439 |
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