«Mario Lodi è stato e continua a essere un maestro da ascoltare, leggere, studiare, perché la sua scuola era rigorosa ed esigente e insieme appassionata e divertente» (Franco Lorenzoni). Il paese sbagliato alla sua prima pubblicazione, nel 1970, mise a nudo le deficienze di una scuola rigida che escludeva i più fragili. Da allora è trascorso mezzo secolo, ma siamo ancora lontani dal garantire un'istruzione capace di contrastare ogni forma di discriminazione, mentre è cambiata profondamente la relazione dell'infanzia con il gioco, l'intrattenimento e le fonti di informazione. I bambini trascorrono sempre piò ore davanti a schermi di ogni dimensione, spesso cercando nel virtuale una via di fuga dalla solitudine. Capire che scrivere è «scoprire gli altri», che le parole sono anche suoni e colori, che ci sono molti modi per incontrare la storia e che si può costruire conoscenza insieme, anche se diversi, è quanto hanno imparato gli allievi di Mario Lodi. Il suo diario racconta quell'esperienza suggerendo una scuola inclusiva e aperta che innanzitutto vuole educare, e che crede nello studio come occasione di crescita morale e civile. Con una «Lettera aperta ai giovani maestri».
Il paese sbagliato. Diario di un'esperienza didattica
| Titolo | Il paese sbagliato. Diario di un'esperienza didattica |
| Autore | Mario Lodi |
| Argomento | Scienze Umane Pedagogia |
| Collana | Einaudi tascabili. Scrittori |
| Editore | Einaudi |
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| Pagine | 512 |
| Pubblicazione | 2022 |
| ISBN | 9788806252601 |
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