Una vasta erudizione e sconfinate letture si fanno notare in questo libro, frutto della più meticolosa applicazione. Sebbene Martini avvisi nella prefazione che mancano testimonianze sufficienti per la musica delle prime età del mondo, nondimeno si impegna a trattarle, in ben dieci capitoli del I volume della sua storia (Della musica dopo la Creazione di Adamo e fino al Diluvio, Dopo il diluvio fino a Mosè, Dopo la nascita di questo legislatore degli Ebrei, fino alla sua morte...). Tre dissertazioni vennero in seguito a riempire la restante parte del volume (Qual è il canto naturale agli uomini, Di quale canto gli antichi fecero uso e Quali furono i canti e gli strumenti di cui gli ebrei si servivano nel tempio). Una moltitudine di cose curiose, citazioni piene d’interesse e utili accostamenti sono mescolati a divagazioni interminabili. Il II e il III volume sono riempiti da ricerche sulla musica dei Greci o da elementi che vi si ricollegano. Il IV volume doveva contenere le ricerche sulla musica del Medioevo fino all’XI secolo.
Biografia dell'autore
Padre Giambattista Martini
sacerdote francescano, pubblicò un importante trattato di contrappunto intitolato Esemplare, o sia Saggio fondamentale pratico di contrappunto e una Storia della musica in tre volumi, più altre opere teoriche. Per ottenere i volumi di musica che gli servivano o gli interessavano, inviava lettere ai proprietari dei libri, molto spesso proponendo uno scambio tra il testo richiesto e una sua composizione. Avviato giovanissimo alla musica dal padre violinista, apprese l’arte del violino e del violoncello; proseguì gli studi del clavicembalo, canto e contrappunto con alcuni validi maestri. Il 20 gennaio 1721 iniziò il noviziato nel monastero francescano di Lugo di Romagna e l’11 settembre 1722 prese i voti. Cominciò ad alimentare la sua fama di eccellente maestro e conoscitore di musica allorché “vinse” la disputa sorta con il dotto Redi sull’interpretazione di un misterioso canone dell’Animuccia esistente nella cantoria della santa Casa di Loreto, di cui il Redi stesso era maestro di cappella. Nel frattempo aveva ricevuto gli ordini minori e il 24 febbraio 1729 fu ordinato sacerdote. Da quel momento visse sempre in convento. Morì a Bologna il 3 agosto 1784, pronunciando le seguenti parole: «Muoio contento; so in che mani lascio il mio posto e i miei scritti». La fama di Padre Martini come studioso e teorico della musica ha finito per mettere in secondo piano le sue composizioni musicali, ma egli fu autore di numerose partiture dei più disparati generi musicali.


