L'umore bancario di Charles, già incrinato dalla vista di una lucertola che ingurgita una mosca e da un improvviso disgusto per le bistecche, è definitivamente scalfito dall'apparizione nel suo maniero in riva al lago di una giovane donna indipendente, determinata e molto sensuale: sua nipote Poppée. Poppée, da parte sua, nutre una strana ossessione per le orecchie maschili, sulle quali non può transigere, e quelle di zio Charles sono perfette. Date queste premesse, è chiaro che la situazione volge al peggio, ma l'inevitabile sfacelo che ne consegue (Charles è infatti il proprietario della banca che dirige ed è membro di associazioni come quella degli Amici della Castità) assume nello stesso tempo i tratti di una caduta e di un'ascesa, di una flagellazione e di una tardiva ma proprio per questo ancora più gioiosa liberazione. E gioiosamente libera è anche la penna di Pierre Girard, l'autore di questo racconto insieme poetico ed esilarante che, in un'epoca di guerre finanziarie, non potrà che farci rimpiangere l'umanità (repressa o meno) dei banchieri di una volta.
Il banchiere non gradisce le bistecche
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| Titolo | Il banchiere non gradisce le bistecche |
| Autore | Pierre Girard |
| Traduttore | C. Diez |
| Collana | Alfabeti |
| Editore | Casagrande |
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| Pagine | 120 |
| Pubblicazione | 2012 |
| ISBN | 9788877136343 |
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