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Un tempo altro, estraneissimo. Studio sul futuro composto in poesia

Un tempo altro, estraneissimo. Studio sul futuro composto in poesia
Titolo Un tempo altro, estraneissimo. Studio sul futuro composto in poesia
Autore
Argomento Letteratura e Arte Critica letteraria e Linguistica
Collana Quodlibet Studio Estetica E Critica
Editore Quodlibet
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 125
Pubblicazione 2021
ISBN 9788822907295
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Come dire il futuro? Se da un lato siamo protesi nel tempo imperfetto del nostro voler o dover essere che plasmiamo attraverso il tema del presente e del futuro semplice, dall'altro possiamo pensare a un tempo futuro già compiuto, un futuro perfetto che si sottrae alle nostre intenzioni e che ci appare come oggetto di malinconica contemplazione o di visione profetica. Come dire allora ciò che va oltre la nostra ipotesi di esperienza ed è addirittura caratterizzato da necessità e certezza? La lingua si è fornita di una forma verbale capace di articolare ciò che non è ancora e di marcarne al contempo l'ineluttabilità: essa coniuga tale modalità del futuro come ciò che "sarà stato". Le valenze aspettuali del futuro composto, ancora vive nella letteratura profetica delle lingue indoeuropee delle origini, e considerate come scomparse nel processo di temporalizzazione delle lingue romanze e germaniche e nella progressiva secolarizzazione delle istanze trascendenti, sono sopravvissute in modo carsico, al di sotto della norma linguistica, nel linguaggio poetico. L'analisi stilistica del futuro composto nelle opere di Orazio, Dante, Donne, Montale, Celan e Anedda intende decifrare l'uso poetico di questa rara e affascinante forma verbale, declinata al fine di guadagnare un punto di vista futuro e retrospettivo, per trasvalutare il tempo a venire da dimensione dell'attesa e della speranza in una sfera dell'assolutamente determinato e del ricordo.
 

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