Nel 1884, quando apparve la prima edizione dei "Poeti maledetti", il mondo intellettuale e artistico francese viveva un fervore di progetti, di suggestioni e idee. Negli anni delle polemiche intorno al simbolismo e alla décadence la raccolta presentata da Verlaine esplose come una meteora, additando tendenze del gusto e influenzando profondamente le sensibilità. Per il lettore odierno, questo studio-antologia svolge innanzitutto il compito fondamentale di riportare al suo significato primigenio un emblema, quello del "maudit", che troppo spesso è stato frettolosamente appiccicato a qualsiasi poeta, propenso a un'esistenza sregolata, a un fondato o ingenuo estremismo, che abbia scritto versi francesi durante gli ultimi due secoli. Ma come dice Verlaine nella sua breve, intensa introduzione, i poeti maledetti sono soprattutto poeti dell'assoluto, di un assoluto che si connota come odio del volgare, della mondanità, del consenso...
I poeti maledetti
| Titolo | I poeti maledetti |
| Sottotitolo | Testo francese a fronte |
| Autore | Verlaine Paul |
| Argomento | Narrativa Poesia |
| Collana | Biblioteca della Fenice |
| Editore | Guanda |
| Formato |
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| Pagine | 153 |
| Pubblicazione | 2008 |
| ISBN | 9788860887702 |
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