fbevnts Università/Scienze linguistiche e letterature straniere/Ricerche - tutti i libri della collana Università/Scienze linguistiche e letterature straniere/Ricerche, Vita e pensiero - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 2
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Vita e pensiero: Università/Scienze linguistiche e letterature straniere/Ricerche

Il testo lirico

Logica e forma di un tipo letterario

di Giuseppe Bernardelli

editore: Vita e pensiero

pagine: 320

Empiricamente, ognuno sa o ritiene di sapere che cosa sia una lirica. La nomenclatura in uso e l’esperienza della lettura lo orientano verso un settore abbastanza preciso della creazione letteraria, e questo può bastare. Quando si tenti tuttavia di precisare i contenuti essenziali della nozione, tutto si complica, perché l’appello ai testi che essa abbraccia rivela tensioni e differenze apparentemente inconciliabili. L’idea complessiva sembra sottrarsi a ogni definizione, e i tratti solitamente enfatizzati (la ‘musicalità’ e la ‘soggettività’ in particolare) si rivelano, oltre che insufficienti, tutt’altro che costanti. La lirica come genere, o come idea poetica, pare non avere contorni certi e definiti. Di fronte a questo dato paradossale e contraddittorio, il presente volume prova a dare qualche riposta: anzitutto, riprendendo la questione dalle origini e ricostruendo, sia pure per sommi capi, la storia intera dell’idea, dall’antichità a oggi; poi, ed è la parte maggiore del lavoro, illustrando la particolare ‘logica’ – o specifica economia enunciativa – che nella maggioranza dei casi sottende i testi collocati dalla tradizione e dalla coscienza comune sotto l’insegna della liricità. Da quella logica dipendono come conseguenze normali, ma non necessarie né esclusive, i tratti di superficie che solitamente si assumono nel tentativo di caratterizzare questo particolare tipo di comunicazione letteraria.
Esaurito
22,00

Lingua e cultura ispanica contemporanea

di Dante Liano

editore: Vita e pensiero

pagine: 100

La letteratura spagnola contemporanea è una delle più vivaci e prolifiche nel panorama europeo di oggi. Dopo avere vissuto momenti molto difficili durante la Guerra Civile del ’36-’39 e la Seconda guerra mondiale, la creazione letteraria in Spagna cominciò a segnare una ripresa già dagli anni ’40, stimolata dalla comparsa sulla scena nazionale di autori di grande rinomanza e dallo stimolo di eventi come il Premio Nadal. Essi furono il segnale di partenza per nuove generazioni che si rifacevano alla grande tradizione nazionale spagnola con risultati assai significativi in qualità e quantità. La Cattedra di Lingua e letteratura spagnola e la Cattedra di Letteratura ispano americana dell’Università Cattolica del Sacro Cuore dedicano questo volume alla creazione letteraria della Spagna contemporanea e alle opere ispano americane. Ricercatori e collaboratori della Cattedra stessa presentano qui il risultato delle indagini e delle ricerche condotte con l’intento di legare all’esercizio della docenza lo stimolo fecondo dell’investigazione letteraria.
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7,50

Hofmannsthal e l'Italia

Fonti italiane nell'opera poetica e teatrale di Hugo von Hofmannsthal

di Elena Raponi

editore: Vita e pensiero

pagine: 316

Se non sono mancate saltuarie indicazioni della critica su origini e influenze italiane in Hugo von Hofmannsthal (1874-1929), questo studio indaga per la prima volta sistematicamente e in una prospettiva complessiva il fitto tessuto di relazioni che unisce Hofmannsthal alla letteratura italiana e in modo particolare, senza tacere il posto occupato da Manzoni, a D’Annunzio e a Goldoni. La ricerca si apre con la ricostruzione della formazione italiana e milanese del poeta, prosegue con l’analisi delle letture italiane di Hofmannsthal, dei saggi critici e delle traduzioni, e culmina nell’esame dei prestiti stilistici e tematici che il poeta austriaco derivò, nei due periodi fondamentali della sua attività, quello lirico giovanile e quello drammatico della maturità, dall’opera di D’Annunzio e di Goldoni. Ne emerge la novità stilistica e ideologica di Hofmannsthal che all’estetismo dannunziano contrappone l’ideale di una parola poetica discreta e rispettosa dell’alterità del reale, della verità e del mistero, e allo spazio vuoto dei drammi dannunziani, dominati da un io solitario inteso come potenza espressiva dell’artista, contrappone la trama tenue ma coesa dell’esistenza, lo spazio del sociale. Questo è per Hofmannsthal il regno della commedia umana, della relazione, nel quale la parola è vissuta come elemento di socialità, fragile ed esposta al rischio della falsificazione, come era prefigurato nella dialettica tra verità e menzogna incarnata in molti personaggi goldoniani, ma pur sempre strumento di dialogicità e allo stesso tempo di trascendenza nella socialità.
Esaurito
25,00

Rafael Alberti: l'esilio italiano

di Maira Negroni

editore: Vita e pensiero

pagine: 120

Il presente volume illustra la relazione che Rafael Alberti intrecciò con l’Italia durante il suo esilio nella penisola (1963-1977). Il libro contiene una biografia, che ripercorre gli episodi letterariamente e artisticamente salienti del periodo considerato, nonché un’analisi dei componimenti tratti da "Roma, peligro para caminantes" e "Canciones del Alto Valle del Aniene", due delle raccolte scritte da Alberti in Italia. Esse permettono di cogliere il cambiamento di tono e di temi della poesia albertiana rispetto alle precedenti raccolte composte in Argentina. Inoltre, sono stati riuniti e ordinati, sia cronologicamente sia tematicamente, gli interventi della critica italiana sulla produzione di Alberti.
Esaurito
8,00

Novantotto e Modernismo

Dal disastro spagnolo alla rinascita modernista

di Dante Liano

editore: Vita e pensiero

pagine: 112

«Generazione del '98» e «Modernismo» sono categorie che spesso, nella critica letteraria ispanica, si sono contrapposte e mescolate, generando fra gli specialisti polemiche di non poco rilievo. Negli ultimi decenni, si può affermare di essere arrivati a una sorta di accordo generale nella critica, per cui si accetta che la cosiddetta «generazione del '98» abbia utilizzato, come mezzo espressivo, il Modernismo letterario. Il movimento fondato da Rubén Darío, avrebbe avuto nella Spagna uno sviluppo specifico e molto personalizzato, a seconda dell'autore trattato. La Cattedra di Lingua e Letteratura spagnola dell'Università Cattolica presenta in questo volume una serie di riflessioni su alcuni degli autori più rappresentativi di quel periodo.
Esaurito
10,00

Magia e invenzione

Studi su Cyrano de Bergerac e il primo Seicento francese

di Luciano Erba

editore: Vita e pensiero

pagine: 286

Sono qui raccolti 13 studi di Luciano Erba dedicati a Cyrano de Bergerac e altri autori francesi della prima metà del Seicento. Alcuni lavori risalgono ai lontani anni in cui cominciava appena a profilarsi la possibilità di situare in una nuova prospettiva critica i più interessanti scrittori dell’età di Luigi XIII e Anna d’Austria, tradizionalmente considerati personaggi irregolari e grotteschi – si pensi all’immagine vulgata di Cyrano – oppure, a tutto concedere, letterati preclassici. La rivalutazione, se non proprio la scoperta, di tale periodo letterario, diversamente battezzato e ribattezzato per lasciarsi infine classificare – ma fin quando? – come età barocca, ha comportato una sempre più vasta mole di studi orientati in tutte le direzioni, spesso influenzati dalle nuove correnti critiche. Nei suoi scritti, sia remoti sia recenti, Luciano Erba ha tuttavia preferito continuare a valersi dei collaudati strumenti della ricerca filologica, procedendo lungo un percorso che, pur assecondando le intuizioni critiche, non ha mancato di tener conto dei ‘paletti’ imposti dal rigore scientifico, trovando anzi in questi impensate aperture. La scrittura saggistica dei capitoli non ha nulla di esornativo, ma rende un po’ meno distante il linguaggio imparziale delle date e dei dati, meno pedante, ma non meno meticoloso, il riscontro sui testi o la verifica delle testimonianze.
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26,00

Il cerchio incantato del linguaggio

Moderno e antimoderno nel simbolismo di Vjaceslav Ivanov

di Maria Candida Ghidini

editore: Vita e pensiero

pagine: 292

Vjaceslav Ivanov, poeta simbolista, è senza dubbio figura di rilievo nel primo Novecento russo, di cui esprime le problematiche e alcuni orientamenti critici. La sua opera si presenta come un fenomeno complesso, in cui non soltanto è formulata una precisa visione del mondo, ma emerge la domanda sul senso della scelta di scrivere. In tale prospettiva, la creazione letteraria ivanoviana rivela una dimestichezza inconsueta con la filosofia. Questo saggio, partendo dall’indagine sulla concezione di parola e linguaggio del poeta, intende mettere in luce le radici filosofiche del suo pensiero in rapporto sia con la tradizione sia con la riflessione contemporanea. Si evidenzia così la tormentata relazione tra tradizione e modernità, entro cui matura la concezione ivanoviana. Più che sulla linea di un immanentismo formalistico-strutturale, proprio di un certo simbolismo, essa si muove verso un romanticismo platonizzante, in cui la parola conserva la nostalgia per «la pienezza celeste perduta», per la propria densità ontologica. Ma il radicamento nell’alveo della tradizione, proprio di Ivanov e di altri autori del pensiero religioso d’inizio secolo quali Pavel Florenskij e Vladimir Ern, pur sconfinando in un appassionato rifiuto delle istanze culturali della modernità, paradossalmente appare anch’esso figlio della modernità, che tra Ottocento e Novecento, in tutta Europa, a Occidente come a Oriente, appare impegnata nella critica di se stessa. Lo studio della cosiddetta specificità russa diventa così una ricerca sulle innegabili radici comuni che improntano la cultura europea.
Esaurito
23,24

Il malinconico incantesimo

La narrativa di Georges Rodenbach

di Marco Modenesi

editore: Vita e pensiero

pagine: 264

Il successo straordinario che, nel 1892, conosce Bruges-la-Morte – uno dei massimi esempi della narrativa simbolista-decadente di lingua francese –, impone il topos della «città morta» nell’immaginario di tutta la letteratura fin-de-siècle. Bruges affascina il lettore con le sue tonalità grigie, la sua luce crepuscolare e l’incantevole, quanto malinconico languore che, nel romanzo, traduce l’identità di una città, ma soprattutto la storia di un’anima in cui viene a riconoscersi una generazione intera di scrittori, quella di Camille Mauclair, di Jean Lorrain, di Joris-Karl Huysmans, di Joséphin Péladan, di Camille Lemonnier, di Maurice Barrès, di Thomas Mann, di Gabriele D’Annunzio e di Antonio Fogazzaro. Appoggiandosi su teorie e metodi narratologici, l’analisi attenta delle strutture formali e di quelle tematiche dei romanzi e dei racconti di Georges Rodenbach mette in luce i tratti fondamentali della sua produzione narrativa. Oltre a rivelarsi sovente degna di grande rispetto a livello estetico, la narrativa rodenbachiana, mantenendosi comunque fedele al modello antropologico baudelairiano da cui tutta la narrativa simbolista prende le mosse, si dimostra interpretazione ed espressione squisitamente personale della cultura fin-de-siècle di cui rimane eccellente e raffinata testimonianza.
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20,00

In attesa della vita

Introduzione alla poetica di Derek Mahon

di Enrico Reggiani

editore: Vita e pensiero

pagine: 432

Derek Mahon (Belfast 1941), uno dei protagonisti più significativi della letteratura irlandese degli ultimi tre decenni, esplo
Esaurito
34,00

1926-1939 Circolo linguistico di Praga

Radici storiche e apporti teorici

di Savina Raynaud

editore: Vita e pensiero

pagine: 464

La città di Praga, «situata a un quadrivio di culture diverse», secondo l'espressione di Jakobson, non casualmente consentì fra le due guerre l'incontro di uno stuolo di studiosi dotati di spiccata personalità scientifica e provenienti da esperienze culturali assai diverse. Ne nacque il Circolo di Praga, una delle scuole della linguistica del Novecento, unanimemente riconosciuta dai contemporanei come ineludibile termine di confronto per la ricerca in atto. Le vicende drammatiche che segnarono questa stessa città fin dalla vigilia del secondo conflitto mondiale costrinsero - scomparse alcune figure di primo piano come Trubeckoj e Mathesius - al silenzio o all'«adattamento» chi era rimasto in patria, alla diaspora chi, come Jakobson, a motivo delle leggi razziali aveva dovuto lasciare la Cecoslovacchia: una diaspora feconda, vera disseminazione delle teorie del Circolo. Il silenzio sceso sul «laboratorio» praghese sarebbe stato interrotto, per breve tempo, solo a metà degli anni Sessanta per essere poi nuovamente imposto, fino all'ultima, recentissima ricostituzione del Circolo: 15 febbraio 1990. Questo testo, dedicato alla fase «classica» della sua storia - 1926-1939 - intende metterne a fuoco gli apporti teorici fondamentali, indagandone le profonde anche se non sempre evidenti connessioni: con la filosofia della scuola brentaniana e del primo Husserl o con la fonologia psicologistica di Baudouin de Courtenay, con il formalismo russo o con l'estetica herbartiana. Si delinea un coerente metodo strutturale e funzionale, interessato anche alla storia delle lingue e delle letterature, che viene evidenziato e messo alla prova in molteplici campi d'applicazione -dalla fonologia alla sintassi funzionale - con esiti che precorrono le acquisizioni successive della linguistica, in particolare testuale.
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