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Vita e pensiero: Università/Scienze linguistiche e letterature straniere/Ricerche

La sinonimia tra langue e parole nei codici francese e italiano

Atti del Convegno - Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano - 24-27 ottobre 2007

di Marisa Verna

editore: Vita e pensiero

pagine: 630

Sono riunite in questo volume le relazioni pronunciate durante il Convegno Internazionale La sinonimia tra ‘langue’ e ‘parole’ nei codici francese e italiano, tenutosi all’Università Cattolica di Milano dal 24 al 27 ottobre 2007. La vastità e complessità del tema sinonimico è testimoniata dalle sei sezioni che compongono il volume e che riflettono i diversi ambiti ed approcci degli studi qui raccolti: dalla linguistica storica, all’ambito letterario, inteso sia da un punto di vista critico ed estetico che traduttologico, fino alla linguistica sincronica, in cui confluiscono saggi sulle lingue di specialità e sulla francofonia. Il volume si chiude sulla presentazione degli strumenti informatici ormai indispensabili all’analisi dei fenomeni linguistici.
55,00

Di libro in libro

Percorsi nella letteratura inglese e americana di Otto e Novecento

di Francesco Rognoni

editore: Vita e pensiero

pagine: 426

A studiare ed insegnare la letteratura, si rischia di dimenticare il gusto, l'entusiasmo, la curiosità, il piacere, su cui si
25,00

Europa plurilingue

Comunicazione e didattica

editore: Vita e pensiero

pagine: 320

Quale sia l'importanza degli scambi linguistici nella moderna società, globalizzata e informatizzata, è ormai evidente
24,00

Il trionfo della memoria

La Casa della vita di Mario Praz

di Arturo Cattaneo

editore: Vita e pensiero

pagine: 128

'La casa della vita' è al centro dello studio critico proposto da Arturo Cattaneo, negli ultimi due capitoli, e come prospetti
12,00

Camille Mauclair, homme de lettres fin-de-siècle

Critique littéraire, oeuvre narrative création poétique et théatrale

di Simonetta Valenti

editore: Vita e pensiero

pagine: 500

Camille Mauclair, l’un des disciples les plus fidèles de Mallarmé, appartient au panorama des méconnus de la fin-de-siècle. Injustement méconnu: sa vaste production (essais, romans, contes et poèmes) permet, en effet, de le situer parmi les premiers et les meilleurs historiens du Symbolisme, ainsi que de le placer à côté des écrivains qui ont le plus brillamment illustré le goût du mouvement symboliste à sa fin. Après avoir fourni une reconstruction de la biographie de Mauclair, cette étude vise donc à focaliser son œuvre à travers l’analyse des structures formelles, thématiques et idéologiques qui la composent, dans le but de suivre l’évolution et de bien définir le statut de Camille Mauclair dans le canon littéraire de la seconde moitié du XIXème siècle. Personnalité éclectique, auteur érudit, critique averti, narrateur fécond et poète discret, Mauclair comprend et exprime les instances les plus profondes de son époque. La lecture systématique de sa production littéraire, comprenant les poèmes inédits présentés dans la section finale de ce volume, permet ainsi de mieux connaître un écrivain trop longtemps oublié et de mieux pénétrer la koiné culturelle fin-de-siècle.
39,00

Il testo lirico

Logica e forma di un tipo letterario

di Giuseppe Bernardelli

editore: Vita e pensiero

pagine: 320

Empiricamente, ognuno sa o ritiene di sapere che cosa sia una lirica. La nomenclatura in uso e l’esperienza della lettura lo orientano verso un settore abbastanza preciso della creazione letteraria, e questo può bastare. Quando si tenti tuttavia di precisare i contenuti essenziali della nozione, tutto si complica, perché l’appello ai testi che essa abbraccia rivela tensioni e differenze apparentemente inconciliabili. L’idea complessiva sembra sottrarsi a ogni definizione, e i tratti solitamente enfatizzati (la ‘musicalità’ e la ‘soggettività’ in particolare) si rivelano, oltre che insufficienti, tutt’altro che costanti. La lirica come genere, o come idea poetica, pare non avere contorni certi e definiti. Di fronte a questo dato paradossale e contraddittorio, il presente volume prova a dare qualche riposta: anzitutto, riprendendo la questione dalle origini e ricostruendo, sia pure per sommi capi, la storia intera dell’idea, dall’antichità a oggi; poi, ed è la parte maggiore del lavoro, illustrando la particolare ‘logica’ – o specifica economia enunciativa – che nella maggioranza dei casi sottende i testi collocati dalla tradizione e dalla coscienza comune sotto l’insegna della liricità. Da quella logica dipendono come conseguenze normali, ma non necessarie né esclusive, i tratti di superficie che solitamente si assumono nel tentativo di caratterizzare questo particolare tipo di comunicazione letteraria.
22,00

Hofmannsthal e l'Italia

Fonti italiane nell'opera poetica e teatrale di Hugo von Hofmannsthal

di Elena Raponi

editore: Vita e pensiero

pagine: 316

Se non sono mancate saltuarie indicazioni della critica su origini e influenze italiane in Hugo von Hofmannsthal (1874-1929), questo studio indaga per la prima volta sistematicamente e in una prospettiva complessiva il fitto tessuto di relazioni che unisce Hofmannsthal alla letteratura italiana e in modo particolare, senza tacere il posto occupato da Manzoni, a D’Annunzio e a Goldoni. La ricerca si apre con la ricostruzione della formazione italiana e milanese del poeta, prosegue con l’analisi delle letture italiane di Hofmannsthal, dei saggi critici e delle traduzioni, e culmina nell’esame dei prestiti stilistici e tematici che il poeta austriaco derivò, nei due periodi fondamentali della sua attività, quello lirico giovanile e quello drammatico della maturità, dall’opera di D’Annunzio e di Goldoni. Ne emerge la novità stilistica e ideologica di Hofmannsthal che all’estetismo dannunziano contrappone l’ideale di una parola poetica discreta e rispettosa dell’alterità del reale, della verità e del mistero, e allo spazio vuoto dei drammi dannunziani, dominati da un io solitario inteso come potenza espressiva dell’artista, contrappone la trama tenue ma coesa dell’esistenza, lo spazio del sociale. Questo è per Hofmannsthal il regno della commedia umana, della relazione, nel quale la parola è vissuta come elemento di socialità, fragile ed esposta al rischio della falsificazione, come era prefigurato nella dialettica tra verità e menzogna incarnata in molti personaggi goldoniani, ma pur sempre strumento di dialogicità e allo stesso tempo di trascendenza nella socialità.
25,00

Testi, intertesti, contesti

Seminario su «The Wife of Bath» di Éilís Ní Dhuibhne

editore: Vita e pensiero

pagine: 180

I contributi raccolti in questo volume sono l’esito di un seminario sul testo narrativo inteso come vero e proprio laboratorio nel quale confrontare diverse pratiche di traduzione e di analisi testuale, affinando gli strumenti metodologici e critici. Oggetto di studio è un racconto della scrittrice irlandese contemporanea Éilís Ní Dhuibhne, The Wife of Bath, di cui esistono due redazioni distinte, pubblicate nel 1989 e nel 1991, affatto diverse per trama, personaggi e stile. Entrambe vengono qui presentate, con le rispettive traduzioni italiane e un saggio che analizza le sfide linguistiche e culturali con le quali si è confrontata la traduttrice. Il racconto viene quindi sottoposto a un fuoco incrociato di analisi e interpretazioni, tutte rigorosamente fondate sui testi. Vengono così esaminati di volta in volta: le matrici intertestuali (Chaucer e Jane Austen); le due versioni del racconto a confronto; la struttura linguistica che sostiene il tema del viaggio; la struttura narrativa, con particolare riferimento allo spazio e al tempo; la narrazione come scrittura al femminile; le analogie con la narrativa di Anita Brookner. The Wife of Bath è poi collocato nel suo contesto storico-culturale e nel corpus dell’opera della sua autrice. Il lavoro è completato da un’intervista alla stessa Ní Dhuibhne e da un’ampia bibliografia.
6,30

Il malinconico incantesimo

La narrativa di Georges Rodenbach

di Marco Modenesi

editore: Vita e pensiero

pagine: 264

Il successo straordinario che, nel 1892, conosce Bruges-la-Morte – uno dei massimi esempi della narrativa simbolista-decadente di lingua francese –, impone il topos della «città morta» nell’immaginario di tutta la letteratura fin-de-siècle. Bruges affascina il lettore con le sue tonalità grigie, la sua luce crepuscolare e l’incantevole, quanto malinconico languore che, nel romanzo, traduce l’identità di una città, ma soprattutto la storia di un’anima in cui viene a riconoscersi una generazione intera di scrittori, quella di Camille Mauclair, di Jean Lorrain, di Joris-Karl Huysmans, di Joséphin Péladan, di Camille Lemonnier, di Maurice Barrès, di Thomas Mann, di Gabriele D’Annunzio e di Antonio Fogazzaro. Appoggiandosi su teorie e metodi narratologici, l’analisi attenta delle strutture formali e di quelle tematiche dei romanzi e dei racconti di Georges Rodenbach mette in luce i tratti fondamentali della sua produzione narrativa. Oltre a rivelarsi sovente degna di grande rispetto a livello estetico, la narrativa rodenbachiana, mantenendosi comunque fedele al modello antropologico baudelairiano da cui tutta la narrativa simbolista prende le mosse, si dimostra interpretazione ed espressione squisitamente personale della cultura fin-de-siècle di cui rimane eccellente e raffinata testimonianza.
20,00

In attesa della vita

Introduzione alla poetica di Derek Mahon

di Enrico Reggiani

editore: Vita e pensiero

pagine: 432

Derek Mahon (Belfast 1941), uno dei protagonisti più significativi della letteratura irlandese degli ultimi tre decenni, esplo
34,00

I Tre dialoghi e il racconto dell'Anticristo

Introduzione di Aldo Ferrari

di Vladimir Solov'ev

editore: Vita e pensiero

pagine: 272

I Tre dialoghi e il racconto dell’Anticristo sono l’opera ‘ultima’ di Solov’ëv, l’apice e forse la ritrattazione di tutta la sua precedente riflessione. In queste pagine, scritte poco prima della morte, la fiducia nella storia viene sostituita da una più drammatica interpretazione del divenire terreno. Se nei Tre dialoghi il bersaglio polemico di Solov’ëv è costituito soprattutto dal cristianesimo mutilo di Tolstoj, il Racconto dell’Anticristo è un testo che continua a inquietare per la chiaroveggenza con cui ci rivela il volto – o, meglio, uno dei volti – dell’Anticristo nell’epoca moderna. Il suo Anticristo irrompe in una storia umana desacralizzata, svuotata di orizzonti trascendenti, agendo nel vuoto, in una frammentazione orizzontale di religioni, culture, popoli, accogliendo ogni aspetto del reale ma spogliandolo al tempo stesso del suo significato essenziale. In questo senso l’Anticristo di Solov’ëv, portatore di un’ideologia conciliatrice, ‘inclusiva’, capace di una quasi infinita capacità di allontanamento dalla Verità, appare particolarmente attuale e minaccioso oggi, nell’odierno deserto del senso e dei valori.
15,00

1926-1939 Circolo linguistico di Praga

Radici storiche e apporti teorici

di Savina Raynaud

editore: Vita e pensiero

pagine: 464

La città di Praga, «situata a un quadrivio di culture diverse», secondo l'espressione di Jakobson, non casualmente consentì fra le due guerre l'incontro di uno stuolo di studiosi dotati di spiccata personalità scientifica e provenienti da esperienze culturali assai diverse. Ne nacque il Circolo di Praga, una delle scuole della linguistica del Novecento, unanimemente riconosciuta dai contemporanei come ineludibile termine di confronto per la ricerca in atto. Le vicende drammatiche che segnarono questa stessa città fin dalla vigilia del secondo conflitto mondiale costrinsero - scomparse alcune figure di primo piano come Trubeckoj e Mathesius - al silenzio o all'«adattamento» chi era rimasto in patria, alla diaspora chi, come Jakobson, a motivo delle leggi razziali aveva dovuto lasciare la Cecoslovacchia: una diaspora feconda, vera disseminazione delle teorie del Circolo. Il silenzio sceso sul «laboratorio» praghese sarebbe stato interrotto, per breve tempo, solo a metà degli anni Sessanta per essere poi nuovamente imposto, fino all'ultima, recentissima ricostituzione del Circolo: 15 febbraio 1990. Questo testo, dedicato alla fase «classica» della sua storia - 1926-1939 - intende metterne a fuoco gli apporti teorici fondamentali, indagandone le profonde anche se non sempre evidenti connessioni: con la filosofia della scuola brentaniana e del primo Husserl o con la fonologia psicologistica di Baudouin de Courtenay, con il formalismo russo o con l'estetica herbartiana. Si delinea un coerente metodo strutturale e funzionale, interessato anche alla storia delle lingue e delle letterature, che viene evidenziato e messo alla prova in molteplici campi d'applicazione -dalla fonologia alla sintassi funzionale - con esiti che precorrono le acquisizioni successive della linguistica, in particolare testuale.
26,00

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