fbevnts Università/Scienze linguistiche e letterature straniere/Ricerche - tutti i libri della collana Università/Scienze linguistiche e letterature straniere/Ricerche, Vita e pensiero - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore
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Vita e pensiero: Università/Scienze linguistiche e letterature straniere/Ricerche

Varia Hispanica

di Dante Liano

editore: Vita e pensiero

pagine: 176

Varia Hispanica è il primo numero di una serie di miscellanee curate dalla Cattedra di Lingua e Letteratura Spagnola dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Questo libro fa seguito ad alcuni precedenti volumi dedicati alla lingua e alla letteratura spagnola e ispano-americana, pubblicati negli anni passati, e pertanto rappresenta un passo ulteriore verso il consolidamento di una tradizione che vede impegnati i membri della Cattedra. I contributi sono divisi in due sezioni: Letteratura e Linguistica, a testimonianza dei variegati campi esplorati dagli studiosi di ispanistica dell’Università Cattolica.
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14,00

Sýndesmoi

Connettivi nella realtà dei testi

editore: Vita e pensiero

pagine: 276

Gli studi di carattere empirico raccolti nel presente volume prendono le mosse dal lavoro sviluppato da Eddo Rigotti intorno alla nozione di congruità e alle sue funzioni nell’articolazione del testo. Tale ricerca dava peraltro già nel 1993 un frutto maturo con il saggio La sequenza testuale: definizione e procedimenti di analisi con esemplificazioni in lingue diverse. La Teoria della congruità viene qui applicata in particolare al connettivo sequenziale. Il connettivo è un elemento della rappresentazione del piano del senso e viene concepito come predicato. Esso ha un numero di posti argomentali, che devono essere saturati conformemente con i presupposti istituiti per ciascun posto argomentale. Un argomento è infatti un’istanza specifica di alcuni requisiti generici che il predicato istituisce per ciascuno dei suoi posti argomentali. La nozione di valenza, finora attribuita alle strutture linguistiche predicative, viene qui riconosciuta anche al livello dell’organizzazione testuale, secondo una reinterpretazione della platonica symploké. In questo modello, il connettivo ha, tra i suoi argomenti, non solo elementi semiotici, ma anche elementi del contesto. Nella comunicazione verbale, la componente logica e quella ontologica si richiamano vicendevolmente. Il senso di un testo si manifesta in questo intreccio di rapporti: «la lingua perde la sua innocenza» (Ducrot), e il mondo viene cambiato dal testo.
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Di libro in libro

Percorsi nella letteratura inglese e americana di Otto e Novecento

di Francesco Rognoni

editore: Vita e pensiero

pagine: 426

A studiare ed insegnare la letteratura, si rischia di dimenticare il gusto, l'entusiasmo, la curiosità, il piacere, su cui si
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25,00

Il trionfo della memoria

La Casa della vita di Mario Praz

di Arturo Cattaneo

editore: Vita e pensiero

pagine: 128

'La casa della vita' è al centro dello studio critico proposto da Arturo Cattaneo, negli ultimi due capitoli, e come prospetti
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12,00

Letture di Max Jacob

editore: Vita e pensiero

pagine: 168

L'immagine di Max Jacob (Quimper, 1876-Drancy, 1944) oscilla fra due miti: quello dell'angelo funambolo, dedito a creazioni poetiche stravaganti ed irresistibili, e quello dell'ebreo convertito, teso verso i vertici religiosi della pietà e del sacrificio. Due miti che sono, però, un'anima sola, come dimostrano i momenti più alti della sua produzione poetica, splendida sintesi fra virtù mistiche e stilistiche, religiose e letterarie. Due miti che, se osservati unicamente come entità autonome, non rendono giustizia alla densità spirituale del discorso poetico di Max Jacob. Le testimonianze raccolte in questo volume si propongono, seguendo percorsi di lettura e metodi interpretativi diversi ma complementari, di approfondire adeguatamente tale discorso e ribadire, così, l'affermazione del valore innegabile di quella che senza dubbio è una delle più ricche e strutturate voci poetiche del Novecento.
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15,00

Testi, intertesti, contesti

Seminario su «The Wife of Bath» di Éilís Ní Dhuibhne

editore: Vita e pensiero

pagine: 180

I contributi raccolti in questo volume sono l’esito di un seminario sul testo narrativo inteso come vero e proprio laboratorio nel quale confrontare diverse pratiche di traduzione e di analisi testuale, affinando gli strumenti metodologici e critici. Oggetto di studio è un racconto della scrittrice irlandese contemporanea Éilís Ní Dhuibhne, The Wife of Bath, di cui esistono due redazioni distinte, pubblicate nel 1989 e nel 1991, affatto diverse per trama, personaggi e stile. Entrambe vengono qui presentate, con le rispettive traduzioni italiane e un saggio che analizza le sfide linguistiche e culturali con le quali si è confrontata la traduttrice. Il racconto viene quindi sottoposto a un fuoco incrociato di analisi e interpretazioni, tutte rigorosamente fondate sui testi. Vengono così esaminati di volta in volta: le matrici intertestuali (Chaucer e Jane Austen); le due versioni del racconto a confronto; la struttura linguistica che sostiene il tema del viaggio; la struttura narrativa, con particolare riferimento allo spazio e al tempo; la narrazione come scrittura al femminile; le analogie con la narrativa di Anita Brookner. The Wife of Bath è poi collocato nel suo contesto storico-culturale e nel corpus dell’opera della sua autrice. Il lavoro è completato da un’intervista alla stessa Ní Dhuibhne e da un’ampia bibliografia.
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6,30

I Tre dialoghi e il racconto dell'Anticristo

Introduzione di Aldo Ferrari

di Vladimir Solov'ev

editore: Vita e pensiero

pagine: 272

I Tre dialoghi e il racconto dell’Anticristo sono l’opera ‘ultima’ di Solov’ëv, l’apice e forse la ritrattazione di tutta la sua precedente riflessione. In queste pagine, scritte poco prima della morte, la fiducia nella storia viene sostituita da una più drammatica interpretazione del divenire terreno. Se nei Tre dialoghi il bersaglio polemico di Solov’ëv è costituito soprattutto dal cristianesimo mutilo di Tolstoj, il Racconto dell’Anticristo è un testo che continua a inquietare per la chiaroveggenza con cui ci rivela il volto – o, meglio, uno dei volti – dell’Anticristo nell’epoca moderna. Il suo Anticristo irrompe in una storia umana desacralizzata, svuotata di orizzonti trascendenti, agendo nel vuoto, in una frammentazione orizzontale di religioni, culture, popoli, accogliendo ogni aspetto del reale ma spogliandolo al tempo stesso del suo significato essenziale. In questo senso l’Anticristo di Solov’ëv, portatore di un’ideologia conciliatrice, ‘inclusiva’, capace di una quasi infinita capacità di allontanamento dalla Verità, appare particolarmente attuale e minaccioso oggi, nell’odierno deserto del senso e dei valori.
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15,00

La sinonimia tra langue e parole nei codici francese e italiano

Atti del Convegno - Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano - 24-27 ottobre 2007

di Marisa Verna

editore: Vita e pensiero

pagine: 630

Sono riunite in questo volume le relazioni pronunciate durante il Convegno Internazionale La sinonimia tra ‘langue’ e ‘parole’ nei codici francese e italiano, tenutosi all’Università Cattolica di Milano dal 24 al 27 ottobre 2007. La vastità e complessità del tema sinonimico è testimoniata dalle sei sezioni che compongono il volume e che riflettono i diversi ambiti ed approcci degli studi qui raccolti: dalla linguistica storica, all’ambito letterario, inteso sia da un punto di vista critico ed estetico che traduttologico, fino alla linguistica sincronica, in cui confluiscono saggi sulle lingue di specialità e sulla francofonia. Il volume si chiude sulla presentazione degli strumenti informatici ormai indispensabili all’analisi dei fenomeni linguistici.
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55,00

Europa plurilingue

Comunicazione e didattica

editore: Vita e pensiero

pagine: 320

Quale sia l'importanza degli scambi linguistici nella moderna società, globalizzata e informatizzata, è ormai evidente
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24,00

Simbolismo e naturalismo: un confronto

di Marisa Verna

editore: Vita e pensiero

pagine: 608

Questo volume si occupa dei due principali movimenti letterari dell'ultimo Ottocento francese: il Simbolismo e il Realismo/Nat
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40,00

cofanetto III voll. Lingua, cultura e testo

Miscellanea di studi francesi in onore di Sergio Cigada

editore: Vita e pensiero

pagine: 2132

Da qualche parte negli scritti di critica artistica o letteraria Baudelaire ricorda che non è indifferente, quando si voglia provare a misurare la statura intellettuale di una persona, la capacità che questa ha di abbracciare ambiti diversi e questioni anche sensibilmente differenziate. Vi sono artisti – e studiosi –, magari prolifici, originali e sottili, i quali tendono tuttavia a essere specialisti di un solo genere o di un solo problema; ve ne sono altri invece che senza perdere quelle qualità riescono per rara grazia ad aprirsi alla totalità degli aspetti e dei problemi intuibili dal punto di osservazione in cui le circostanze li hanno collocati. A questa seconda famiglia di spiriti appartiene Sergio Cigada, ed è paradossalmente per questo dono che il suo complessivo profilo intellettuale e scientifico non risulta di così agevole ricostruzione. Certo, all’inizio – e poi in modo ininterrotto fino ai settant’anni di oggi, come una specie di filo robusto che lega tutto il suo percorso culturale e accademico – vi è l’interesse per la letteratura francese, nel quadro dei cui studi egli rappresenta da lungo tempo e senza dubbio alcuno una delle figure di maggior prestigio. Notoriamente – e aldilà della capacità di muoversi in modo non occasionale in direzioni diverse – due sono gli ambiti storici sistematicamente frequentati, di ambedue giungendo ad aggiornare e modificare sensibilmente l’immagine corrente: il primo è quello della cultura letteraria medio-francese, con perno sulle figure di Charles d’Orléans, François Villon e i Grands Rhétoriqueurs di fine Quattrocento e primo Cinquecento; il secondo è il passaggio dal Romanticismo alla modernità novecentesca, con centro sulle personalità fondanti di Flaubert, Baudelaire e i simbolisti maggiori. Aperte quasi simultaneamente alla metà degli ormai lontanissimi anni Cinquanta, e successivamente consolidate attraverso vere e proprie, fortunate istituzioni (in particolare, il «Centro Studi sulla letteratura medio-francese», fondato nel 1977 e giunto alla pubblicazione del suo dodicesimo volume), queste linee di studio continuano ancora oggi a portare i loro frutti, sia in modo diretto, come testimonia la bibliografia del festeggiato, sia in modo indiretto e collegato, attraverso le iniziative di aggiornamento e di riflessione che egli continua a promuovere (per sua iniziativa si è appena celebrato nello scorso mese di maggio il «IIIème Colloque International sur la Littérature en Moyen Français»; e tra maggio e settembre, in due distinte sessioni, il terzo «Convegno Internazionale sul Simbolismo», dedicato ai rapporti istituzionali tra Simbolismo e Naturalismo). Ma ben presto e parallelamente, in modo sempre più aperto e consistente, gli interessi di Sergio Cigada si sono appuntati anche su questioni di ordine linguistico, spaziando progressivamente dagli aspetti fonetico-fonologici (per lunghi anni è stato titolare, dopo averlo istituito, dell’insegnamento di Fonetica e fonologia in Università Cattolica), a quelli traduttologici, ai problemi di semantica testuale, alle questioni di linguistica applicata e di politica linguistica generale. Attualmente, egli è certamente il principale punto di riferimento non solo della francesistica letteraria italiana, ma anche e soprattutto della linguistica francese operante nella nostra realtà accademica. Luogo di innesto – e insieme collegamento di questa seconda competenza con la prima – è stata l’attenzione fin dagli inizi portata agli aspetti metrici e retorici del testo letterario: la coscienza cioè, in un periodo in cui dominanti erano ancora l’accostamento di stampo crociano o il filologismo storicistico di derivazione positivista, che un testo letterario è anzitutto un oggetto linguistico, e che come tale – e dal proprio interno – va prioritariamente considerato. Esplorare la letteratura significava quindi certo in questa prospettiva immergersi nella storia, e nel mondo interiore di un individuo, ma anche, inevitabilmente, confrontarsi con i meccanismi e la sostanza della lingua che ne costituisce lo strumento di attuazione. Chi sedeva allora sui banchi ricorda ancora con commozione lo stupore dei seminari organizzati in margine alle lezioni ufficiali e dedicati a sondare l’impatto degli artifici retorici, a indagare l’effetto degli schemi ritmici, a cogliere e valutare le coloriture degli intrecci sonori, ossia a confrontarsi con l’arte insieme concretissima e sottilissima della parola capace di poetica suggestione. Tutti gli sviluppi teorici successivi sono nati da lì. Senonché, nella doppia, parallela vocazione letteraria e linguistica di Sergio Cigada, rispecchiata inevitabilmente dall’organizzazione di questi studi, gioca anche il senso acutissimo della realtà, letteraria e non, che egli sempre ha avuto, come gioca la concezione dell’Università intesa non come accademia, luogo di conservazione e di elaborazione di un sapere dato, bensì come istituto culturale socialmente orientato che approfondisce istanze di sapere circoscritte tramite un rapporto dialettico con la società in cui si trova immerso. Ciò che di fatto corrisponde alle attese culturali e professionali del proprio tempo è l’oggetto essenziale del sapere universitario. Questa convinzione ha portato lentamente Sergio Cigada a privilegiare almeno per qualche tempo gli interessi linguistici, sia settoriali che generali, anche in questo caso consolidandoli in una specifica istituzione, il «Centro di Linguistica dell’Università Cattolica» (CLUC, fondato nel 1979), il cui catalogo registra a oggi, tra saggi, trattati e ricerche di carattere puntuale, più di trenta pubblicazioni. Questa convinzione lo ha portato ugualmente in modo costante a cogliere – se non addirittura ad anticipare – i segnali emergenti dai nuovi contesti socio-economici: tra questi, – l’insegnamento precoce delle lingue oggetto di Convegni del Centro sin dal 1979 e poi ancora nel 1989 («L’insegnamento delle lingue nella scuola elementare»); – la rivoluzione informatica e le nuove tecnologie, con l’apertura del corso di Laurea in Tecnologie Informatiche presso la Facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere; – la sfida lanciata al mondo sociale ed educativo dall’integrazione e dalla multiculturalità con la creazione del corso di Laurea in Esperto per la mediazione interculturale e il sostegno alle esperienze pilota per l’insegnamento dell’italiano L2; – l’appello rivolto ai colleghi del raggruppamento di Lingua e linguistica riuniti a Milano in occasione del recente Convegno nell’aprile 2002, per la costruzione di programmi di base on-line che vedessero la cooperazione di tutti gli specialisti del settore; – infine, l’idea, propugnata da oltre un ventennio, che se da un lato riuscirebbe vano e antistorico contrastare il predominio dilagante della lingua inglese, dall’altro la riduzione dell’insegnamento linguistico in ambito europeo alla sola lingua inglese risulterebbe nefasto e alla lunga insostenibile. Il plurilinguismo è un valore irrinunciabile e tale valore si difende con l’insegnamento di almeno due lingue straniere. Tali orientamenti, com’è noto, sono diventati gli orientamenti del Consiglio d’Europa. Profondamente convinto dei progressi realizzati nell’area delle scienze linguistiche, Sergio Cigada ha operato con acume, lungimiranza e abilità strategica impegnando cospicue energie nella costruzione dell’identità spirituale del raggruppamento di Linguistica francese nel quale, per primo, ha fermamente creduto. Su almeno due versanti simultanei non facilmente controllabili dalla stessa persona si colloca dunque, eccezionalmente e ad altissimo livello di qualità, la produzione scientifica di Sergio Cigada. La francesistica italiana nella sua globalità si identifica largamente nella sua figura. Non possiamo, tuttavia, non accennare qui anche ad altri due aspetti essenziali della sua personalità. Il primo è la grande capacità di lavoro, la quotidiana pazienza nel dovere che, unita al senso della responsabilità e alla capacità progettuale, lo ha portato a esercitare quasi ininterrottamente negli ultimi trent’anni funzioni di direzione (dal 1973 al 1983 è stato preside della Facoltà di Magistero dell’Università Cattolica; dal 1983 al 1989, direttore, dopo averlo fondato, del Dipartimento di Lingue e letterature straniere della stessa Università; dal 1990, dopo esserne stato il creatore, preside della Facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere). Senza di lui, la realtà delle lingue e letterature straniere in Italia, dentro l’Università Cattolica e fuori di essa, non sarebbe quella che è. Ma questi talenti ‘politici’, se possiamo dire così, che discendono anzitutto da eccezionale vivezza e prontezza dell’intelligenza, da capacità di autocontrollo e da acuto senso della complessità dei rapporti umani, trovano appoggio in qualità dell’animo che non sfuggono a chi, non prevenuto, lo accosta: mitezza, equilibrio, garbo del tratto, disponibilità all’ascolto e all’incoraggiamento generoso… Così, non temiamo di dire, lavorare accanto a Sergio Cigada è stata certamente un’esperienza di rigore intellettuale e di crescita professionale, ma anche, più largamente e profondamente, di personale, umana maturazione. Della lezione del Maestro ci illudiamo di aver colto l’essenziale e di aver conservato qualche cosa; qualche cosa certamente hanno colto e conservato i moltissimi – colleghi, amici, operatori culturali, responsabili di istituzioni – che hanno voluto collaborare con noi a questo ponderoso omaggio o hanno creduto, a significare la loro stima, di iscrivere il loro nome nella Tabula gratulatoria. La comunanza del loro sentire col nostro ci lusinga e la loro partecipazione ci onora. A essi, come a tutti coloro che hanno in qualche modo contribuito alla realizzazione di questi studi, che resteranno per la mole – ma, pensiamo, anche per la qualità di non pochi interventi – un caso forse unico nella storia della francesistica italiana, il nostro più vivo ringraziamento. Gli allievi
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Camille Mauclair, homme de lettres fin-de-siècle

Critique littéraire, oeuvre narrative création poétique et théatrale

di Simonetta Valenti

editore: Vita e pensiero

pagine: 500

Camille Mauclair, l’un des disciples les plus fidèles de Mallarmé, appartient au panorama des méconnus de la fin-de-siècle. Injustement méconnu: sa vaste production (essais, romans, contes et poèmes) permet, en effet, de le situer parmi les premiers et les meilleurs historiens du Symbolisme, ainsi que de le placer à côté des écrivains qui ont le plus brillamment illustré le goût du mouvement symboliste à sa fin. Après avoir fourni une reconstruction de la biographie de Mauclair, cette étude vise donc à focaliser son œuvre à travers l’analyse des structures formelles, thématiques et idéologiques qui la composent, dans le but de suivre l’évolution et de bien définir le statut de Camille Mauclair dans le canon littéraire de la seconde moitié du XIXème siècle. Personnalité éclectique, auteur érudit, critique averti, narrateur fécond et poète discret, Mauclair comprend et exprime les instances les plus profondes de son époque. La lecture systématique de sa production littéraire, comprenant les poèmes inédits présentés dans la section finale de ce volume, permet ainsi de mieux connaître un écrivain trop longtemps oublié et de mieux pénétrer la koiné culturelle fin-de-siècle.
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