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Vita e pensiero: Università/Storia/Storia moderna

Morte e resurrezione di un Ordine religioso

Le strategie culturali ed educative della Compagnia di Gesù durante la soppressione (1759-1814)

editore: Vita e pensiero

pagine: 232

Che cosa avvenne alla Compagnia di Gesù dopo che fu soppressa nel 1773? Gli oltre 15
18,50

Annali di Storia Moderna e Contemporanea

Anno IX - 2003

Autori vari

editore: Vita e pensiero

pagine: 768

Gli Annali di storia moderna e contemporanea, nati nel 1995, escono a scadenza annuale. La rivista è espressione del lavoro svolto presso l'Istituto di Storia Moderna e Contemporanea dell'Università Cattolica, i cui membri costituiscono il comitato direttivo. Gli Annali sono caratterizzati per l'apertura internazionale, ospitando sistematicamente contributi di storici americani, francesi, inglesi, spagnoli accanto a quelli dei colleghi italiani. Particolare cura viene prestata nel dar conto con saggi originali, interventi critici e rassegne, dei temi emergenti o controversi nella storiografia: dalla storia di genere a quella di corte, dalle nuove tendenze negli studi delle istituzioni politiche contemporanee a quelli sulla Controriforma. La pubblicazione offre inoltre un'ampia e aggiornata informazione bibliografica internazionale attraverso recensioni e schede. Indifferenti al grado accademico dei contributori, offrono ampio spazio a storici giovani e a puntuali ricerche innovative, nel segno di una costante inquietudine e tensione intellettuale.
46,00

Libri, biblioteche e cultura nell'Italia del Cinque e Seicento

editore: Vita e pensiero

pagine: 474

La fioritura della cultura italiana si è arrestata con il Rinascimento? Ciò che segue fu a lungo solo una cultura clericale riducibile alla formula della «Controriforma»? Come accostarsi a tale ambito di studi, al di là dei luoghi comuni più schematici? Le ricerche riunite in questo volume, frutto dell’opera di un gruppo di esperti in diversi settori e discipline (dalla storia istituzionale a quella culturale, dalla letteratura alla linguistica, dalla bibliografia alla storia delle biblioteche), tentano di rispondere a interrogativi che restano cruciali per la comprensione della nostra identità ‘italiana’. I libri sono stati, infatti, un veicolo potente per la circolazione delle idee e delle conoscenze all’inizio dell’età moderna. Non solo i libri in quanto prodotto di una scelta intellettuale, esito di operazioni tecnologiche e di una impresa economica, in ambito di divulgazione editoriale, ma proprio in quanto deposito privilegiato della memoria. Come tali, li vediamo raccogliersi nelle biblioteche, nelle collezioni di testi, piccole e grandi, di singoli individui e di istituzioni prestigiose. Prima ancora, i libri hanno suscitato domande, stimolato la ricerca; si sono incontrati con gli interessi e le curiosità dei loro autori e di fruitori sempre diversi. In questo dinamismo, la capacità dei libri di edificare cultura non si è bloccata con la fine della stagione rinascimentale; piuttosto, ha assunto nuove forme e nuovi linguaggi che caratterizzano, con un timbro specifico, l’età della Controriforma e del Barocco.
32,00

Comune di Milano nell'età napoleonica

di Emanuele Pagano

editore: Vita e pensiero

pagine: 348

L’età napoleonica fu decisiva per il destino storico di Milano, città divenuta capitale del vasto Stato fondato per la prima volta su basi nazionali con la Repubblica Cisalpina, ingrandito e consolidato sotto la Repubblica Italiana e il Regno d’Italia. Sulla scorta di una documentazione ampia e inedita, in questo volume si ricostruisce il processo storico che trasformò il Comune di Milano, dal sistema di potere municipale dei corpi e delle magistrature dell’epoca prerivoluzionaria agli organi e agli uffici del moderno ente locale. Il Comune viene collocato nel quadro della riforma napoleonica delle istituzioni statali e degli ordinamenti locali: se ne analizzano la composizione sociale degli organi – Amministrazione municipale, Consiglio comunale e Podestà – e il concreto funzionamento della macchina burocratica. Tra tiepida adesione e sottile resistenza al regime napoleonico, il notabilato posto alla guida dell’ente locale riesce a sviluppare un’azione amministrativa sulla società milanese avvalendosi di due strumenti principali: la leva fiscale e il bilancio di previsione. E proprio nella radicalità della riforma fiscale e finanziaria compiuta dal governo napoleonico si individua la maggiore novità anche per la vita degli enti locali: una brusca rottura con il tradizionale sistema di privilegio della «Città di Milano» sul territorio e l’affermazione dell’uguaglianza giuridica e fiscale dei comuni italici.
27,00

Come i cinesi divennero gialli

Alle origini delle teorie razziali

di Walter Demel

editore: Vita e pensiero

pagine: 124

Nella nostra cultura la convinzione che vi siano diverse razze e che ciascuna di esse sia connotata da un differente colore della pelle è presente come un dato pressoché ovvio: l’idea di una distinzione primigenia delle razze risale nell’immaginario ebraico cristiano e occidentale fin dalle figure primordiali di Sem, Cam e Jafet. In realtà, la netta distinzione per razze delle popolazioni del mondo e la caratterizzazione di esse in forza del colore della pelle sono avvenute relativamente di recente. Il saggio di Demel determina e mette a fuoco questo passaggio storicamente importante per la coscienza europea attraverso la ricognizione di una vicenda esemplare: come i cinesi divennero ‘gialli’. Dagli inizi del Cinquecento alla fine del Settecento viaggiatori e missionari recatisi in Estremo Oriente relazionano sull’aspetto fisico dei cinesi affermando che essi sono di aspetto e di carnagione molto simili agli europei. Se in Occidente i pregiudizi nei confronti di popoli diversi sono di antica data, le prime formulazioni di vere e proprie teorie della razza risalgono solo alla seconda metà del secolo xvii. Demel ripercorre sinteticamente le posizioni di autori quali Bernier, Buffon, Kant e Linneo, variamente impegnati nello sforzo di creare ciascuno una propria teoria della razza imperniata fra l’altro sul riconoscimento del differente colore della pelle: nella ricostruzione di Demel risulta interessante e significativo il contributo dato dall’Illuminismo al consolidamento del pregiudizio razziale. Dalla convinzione che i cinesi non possano essere del tutto bianchi si passa, durante il secolo XIX, ad attribuire loro il colore giallo. Ma perché il giallo? In quanto intermedio fra il bianco e il marrone, il giallo esprime l’immagine ambivalente della civiltà cinese: per quanto apparisse arretrata nei confronti della coeva civiltà europea, ben difficilmente si poteva negare la sua superiorità rispetto al livello culturale di altri popoli e, in particolare, l’imponenza della sua passata grandezza. Nel contempo il giallo consente di fissare gerarchicamente la posizione dei Cinesi nella mappa delle razze, che pone gli Europei (bianchi) alla sommità e gli Africani (neri) al limite inferiore. «La razza gialla – conclude Demel – non è certamente nata nelle plaghe dell’Asia, ma nelle stanze anguste degli studiosi europei».
12,00

Stampa, libri e letture a Milano nell'età di Carlo Borromeo

di Nicola Raponi

editore: Vita e pensiero

pagine: 336

Quale importanza e quale valore hanno il libro e la politica editoriale nella strategia pastorale di Carlo Borromeo? Qual era nella seconda metà del Cinquecento la circolazione del libro religioso a Milano e in particolare dei testi di teologia e di spiritualità che costituivano il supporto della formazione del clero e della pratica pastorale, della predicazione, dell'insegnamento morale? E quanto la diffusione di una certa letteratura religiosa fra il clero secolare, nei monasteri, nell'ambito delle confraternite e più in generale fra i laici, è stata effettivamente recepita e ha inciso sulle coscienze e sui comportamenti, contribuendo ad una formazione aderente insieme allo spirito della riforma cattolica e al disciplinamento imposto dai canoni e dalle tendenze controriformistiche? Su questi problemi - e su temi ad essi connessi: la disciplina sulla stampa, le iniziative editoriali della Curia milanese, la legislazione conciliare e sinodale sugli studi e le letture del clero, le biblioteche dei monasteri e delle confraternite, la produzione e la circolazione del libro religioso - si sono appuntate le indagini raccolte in questo volume, aperto da un saggio postumo di Enrico Cattaneo e frutto della collaborazione di più autori: Riccardo Bottoni, Claudia di Filippo Bareggi, Kevin Stevens, Danilo Zardin. Le ricerche originali presentano un quadro inedito della cultura e della società milanese del tardo Cinquecento, allorché si contrae la produzione di letteratura di svago e cresce l'editoria religiosa, moderno strumento di comunicazione, espressione di un nuovo modello di cultura, frutto di scelte e di indirizzi editoriali ben precisi. Il volume dialoga con la più significativa produzione europea sulla storia del libro e costituisce una anticipazione di una più specifica ricerca sulla cultura del clero milanese nel secondo Cinquecento.
24,00

Per i bisogni dei 'non raggiunti'

L'Istituto Suore delle Poverelle tra Lombardia orientale e Veneto (1869-1908)

di Giovanni Gregorini

editore: Vita e pensiero

pagine: 130

Il volume rende conto di una ricerca dedicata alla storia dell'Istituto Suore delle Poverelle di Bergamo, fondato nel 1869 dal
12,00

Sulle orme di Vincenzo de'Paoli

Jeanne-Antide Thouret e le Suore della Carità dalla Francia Rivoluzionaria alla Napoli della Restaurazione

editore: Vita e pensiero

pagine: 328

Questo volume accoglie i risultati di una ricerca dedicata alla figura e all’opera di Jeanne-Antide Thouret (1765-1826) e ai primi sviluppi dell’istituto religioso delle Suore della Carità da lei fondato a Besançon nel 1799. Costruito prevalentemente su fonti archivistiche e a stampa e su una vasta bibliografia, esso colloca la vicenda umana e religiosa di suor Thouret e l’attività assistenziale ed educativa del suo istituto nel quadro dei radicali mutamenti e delle profonde lacerazioni che, in Francia e nella penisola italiana, contrassegnarono la vita sociale e civile, così come la presenza e l’iniziativa pastorale della Chiesa, nel passaggio dall’ancien régime alla restaurazione post-napoleonica. Alla base della ricerca si collocano due diverse sollecitazioni. La prima attiene alla questione dei mutamenti che, all’indomani della stagione rivoluzionaria, resero possibile, in Francia e in Italia, la fioritura di istituti regolari di vita attiva, i quali elessero come ambiti privilegiati – e talora esclusivi – del loro apostolato caritativo l’assistenza agli infermi e alla gioventù povera, la cura degli orfani e dell’infanzia abbandonata, l’istruzione e l’educazione di fanciulli e ragazzi d’ambo i sessi, la catechesi e l’animazione religiosa nelle parrocchie. La seconda riguarda il ruolo esercitato dalle nuove congregazioni religiose nel rinnovamento dei modelli educativi, delle istituzioni e delle pratiche scolastiche dell’ancien régime e, più in generale, nei processi di modernizzazione dei sistemi formativi nazionali che interessarono l’Europa del secolo XIX.
25,00

La Guardia di Napoleone re d'Italia

di Emanuele Pigni

editore: Vita e pensiero

pagine: 336

Nel 1801 veniva costituita a Milano la Guardia provvisoria del governo cisalpino, corpo militare d’élite che fu trasformato nel 1803 nella Guardia del presidente della Repubblica italiana (Bonaparte); da questo corpo nacque, per ulteriore trasformazione, nel 1805, la Guardia di Napoleone I re d’Italia. Questi si aspettava così tanto dalla sua Guardia italiana che, pochi giorni prima di firmare il decreto sull’organizzazione della stessa, scrisse: «Organizzata questa guardia, si avrebbe così organizzato la nazione». La Guardia reale, costituita da corpi militarmente scelti (Guardia di linea) e da corpi socialmente scelti di nuova concezione, che Napoleone volle sperimentare nel suo esercito italiano prima di istituirne di analoghi nel suo esercito francese (la Guardia d’onore e il reggimento Veliti reali), si dimostrò degna del suo fondatore. Essa partecipò da protagonista a tutte le guerre combattute dal Regno italico come alleato dell’Impero francese, meritando che Napoleone le tributasse altissimi elogi nei bollettini delle armate e le concedesse numerose decorazioni italiane e francesi, equiparandola alla Guardia imperiale francese. Diversamente dalla sua omologa francese, la Guardia reale ha però risentito, sul piano storiografico, della soluzione di continuità tra il Regno italico di Napoleone (cessato nel 1814) e lo Stato italiano nato nel 1861, e della continuità storica che questo Stato stabilì invece con le istituzioni politiche e militari del Regno di Sardegna ante 1861. La presente opera, infatti, è il primo saggio a misura di libro che finora sia stato dedicato alla Guardia italiana di Napoleone, della quale si analizzano – prevalentemente sulla base di una vasta documentazione inedita – le origini, l’organizzazione, l’amministrazione, il reclutamento e il ruolo (per quanto riguarda la Guardia d’onore e il reggimento Veliti reali) di scuola allievi ufficiali e sottufficiali, non meno che i fasti bellici di dieci campagne.
23,00

Uno storico umanista alla corte sforzesca

Biografia di Bernardino Corio

di Stefano Meschini

editore: Vita e pensiero

pagine: 356

In questo volume è, per la prima volta in modo esauriente, ricostruita la biografia dello storiografo sforzesco Bernardino Corio (1459-1505). Sullo sfondo degli eventi politico-militari dell’Italia della seconda metà del Quattrocento e dei primi anni del Cinquecento, culminati nella tragica perdita dell’indipendenza del ducato di Milano di fronte allo straniero, le vicende dello scrittore sono qui ripercorse grazie all’ausilio soprattutto di documenti notarili rimasti sinora inesplorati. Ne emerge, con dovizia di particolari ma in una organica visione d’insieme, la figura, restata sinora in ombra, del Corio uomo di corte, ufficiale ducale, storico, amministratore, non troppo fortunato, degli affari e dei beni di famiglia.
26,00

Istruzione professionale e società nella Lombardia austriaca

di Mario Scazzoso

editore: Vita e pensiero

pagine: 132

L'intervento dello Stato sull'istruzione nella Lombardia austriaca del Settecento smaschera la realtà del pensiero illuminista in campo scientifico e pedagogico: la costruzione del nuovo Stato tra finzione e realtà, tra ricerca del progresso scientifico ed esigenze pratiche della Corte di Vienna, tra sentimenti egalitaristici ed interventi per l`emancipazione sociale come pretesto per perseguire il vero obiettivo dell'amministrazione pubblica: l'utilità del Principe.
11,00

Dal costituzionalismo alle costituzioni

Fonti

di Giovanni Ancarani

editore: Vita e pensiero

pagine: 188

11,00

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