Adelphi: Biblioteca Adelphi
Centuria. Cento piccoli romanzi fiume
di Giorgio Manganelli
editore: Adelphi
pagine: 316
"Un libro straordinario": così Calvino saluta, nel 1985, la versione francese di "Centuria", il primo libro di Giorgio Manganelli a essere tradotto e pubblicato oltralpe. "Cento piccoli romanzi fiume", recita il sottotitolo; e ancora Calvino ne sottolinea la "scrittura concisa ed essenziale", le "invenzioni narrative sintetiche e concentrate", nelle quali prende vita l'universo dell'autore. In questa nuova edizione, insieme alle centurie originali pubblicate nel 1979 e alla citata prefazione di Calvino, di cui si offre qui per la prima volta il testo italiano, sono comprese le venti "Altre centurie" uscite nel marzo 1980 sul "Caffè" e undici inedite; il volume contiene anche una Nota al testo che ricostruisce la genesi della raccolta.
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Tour de France
di Cobb Richard
editore: Adelphi
pagine: 483
Questo "Tour de France" è un vagabondaggio di cui lo stesso Richard Cobb ha fissato le tappe con capricciosa imprevedibilità,
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La caduta nel tempo
di Emil M. Cioran
editore: Adelphi
pagine: 131
"Non siamo realmente noi se non quando, mettendoci di fronte a noi stessi, non coincidiamo con niente, nemmeno con la nostra singolarità" leggiamo già alle prime righe di questo libro. E subito sappiamo di trovarci di fronte a qualcuno che non si identifica né con l'uomo, né con la specie, né con una causa qualsivoglia, e neppure con se stesso. Pubblicato nel 1964, questo testo mostra con evidenza come il pensiero dell'autore fosse proiettato in avanti, verso temi che oggi appaiono ancora più urgenti. Si parla dell'albero della vita, della civiltà, dello scetticismo, della barbarie, della gloria, della malattia come in una sequenza di meditazioni segretamente collegate.
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Romanzi brevi. La tela del ragno-Hotel Savoy-La ribellione-Il peso falso
di Joseph Roth
editore: Adelphi
pagine: 455
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I cento giorni
di Joseph Roth
editore: Adelphi
pagine: 224
Roth racconta in questo libro (apparso per la prima volta nel 1935) una storia di Napoleone, precisamente la fase più drammatica del suo epos, quella che va dalla fuga dall'Elba sino alla disfatta di Waterloo e all'imbarco per Sant'Elena. Sono "cento giorni" che fecero sognare al mondo, per un'ultima volta, prospettive nuove. Ma a Roth lo sfondo storico non interessa se non in quanto occasione per giungere a qualcos'altro. Ciò che lo attira innanzitutto è la possibilità di mostrare Napoleone "nella sola fase della sua vita in cui è 'uomo' e infelice... Vorrei fare di un grande un umile".
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Perelandra
di Clive S. Lewis
editore: Adelphi
pagine: 281
Quando Clive S. Lewis si lanciò, nel corso degli anni Trenta, nella azzardata impresa di scrivere una trilogia di fantascienza metafisica, il mondo non era ancora invaso da miriadi di racconti di guerre stellari. Lewis li anticipò, ma andò ben oltre. Di fatto, ciò che più gli stava a cuore, non era la creazione di remoti scenari cosmici, ma qualcosa di più avventuroso: narrare una nuova sfida fra Bene e Male in cui il Bene riesca a vincere in modo plausibile. E qui, nella descrizione della lotta fra l'eroe Ransom e il feroce Weston che vuole corrompere l'innocenza del pianeta abitato dalla Signora Verde, sta l'essenza del romanzo.
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Intransigenze
di Vladimir Nabokov
editore: Adelphi
pagine: 394
Nabokov aborriva le interviste. Eppure, soprattutto quando diventò una celebrità, dovette subirne alcune. Ma il lavoro di quei malcapitati giornalisti si trasformava in puro pretesto per una strepitosa reinvenzione con cui egli si proponeva innanzitutto di cancellare "ogni traccia di spontaneità, ogni parvenza di effettiva conversazione". Il risultato fu una sorta di concrezione madreporica, dove con gli anni finirono per depositarsi non tanto le idee quanto le "intransigenze" di Nabokov, come dire le reazioni della sua fisiologia di scrittore ai grandi temi (e spesso alle grandi scemenze, come l'"impegno") che vagavano per l'aria. Egli spara bordate in tutte le direzioni: dalla letteratura all'arte, dalla politica alla sociologia e alla psicoanalisi.
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Il libro dell'orologio a polvere
di Ernst Junger
editore: Adelphi
pagine: 272
Junger, anziché fuggire il tempo, lo ha sempre indagato con amorosa pazienza. Per catturare l'essere imprendibile per eccellenza egli ha avuto l'accortezza di scegliere non già la via della pura speculazione ma quella della divagazione, alla maniera dei grandi eruditi seicenteschi. Così al centro ha posto un oggetto, l'orologio a polvere, e intorno a esso, con giri sempre più larghi, ha spinto la sua analisi a investire i diversi modi di vivere il tempo che hanno scandito il corso della civiltà. Dalla clessidra all'orologio meccanico, attraverso la storia di questi oggetti, attraverso il succedersi di queste concezioni, una lunga vicenda ci conduce fino a oggi, e ci fa capire alcuni presupposti taciuti della nostra esistenza.
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I testamenti traditi
di Kundera Milan
editore: Adelphi
pagine: 279
I personaggi sono Stravinskij e Kafka con i loro singolari amici Ansermet e Max Brod; o Hemingway perseguitato dal suo biograf
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Piccole storie senza morale
di Polgar Alfred
editore: Adelphi
pagine: 417
Il libro raccoglie, nella prima traduzione italiana, un ampio fascio di schizzi, glosse, critiche letterarie, cronache, raccon
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Le feste di Billancourt
di Nina Berberova
editore: Adelphi
pagine: 218
Billancourt è un sobborgo parigino dominato dalle officine Renault
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