Adelphi: Biblioteca Adelphi
Perelandra
di Clive S. Lewis
editore: Adelphi
pagine: 281
Quando Clive S. Lewis si lanciò, nel corso degli anni Trenta, nella azzardata impresa di scrivere una trilogia di fantascienza metafisica, il mondo non era ancora invaso da miriadi di racconti di guerre stellari. Lewis li anticipò, ma andò ben oltre. Di fatto, ciò che più gli stava a cuore, non era la creazione di remoti scenari cosmici, ma qualcosa di più avventuroso: narrare una nuova sfida fra Bene e Male in cui il Bene riesca a vincere in modo plausibile. E qui, nella descrizione della lotta fra l'eroe Ransom e il feroce Weston che vuole corrompere l'innocenza del pianeta abitato dalla Signora Verde, sta l'essenza del romanzo.
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Intransigenze
di Vladimir Nabokov
editore: Adelphi
pagine: 394
Nabokov aborriva le interviste. Eppure, soprattutto quando diventò una celebrità, dovette subirne alcune. Ma il lavoro di quei malcapitati giornalisti si trasformava in puro pretesto per una strepitosa reinvenzione con cui egli si proponeva innanzitutto di cancellare "ogni traccia di spontaneità, ogni parvenza di effettiva conversazione". Il risultato fu una sorta di concrezione madreporica, dove con gli anni finirono per depositarsi non tanto le idee quanto le "intransigenze" di Nabokov, come dire le reazioni della sua fisiologia di scrittore ai grandi temi (e spesso alle grandi scemenze, come l'"impegno") che vagavano per l'aria. Egli spara bordate in tutte le direzioni: dalla letteratura all'arte, dalla politica alla sociologia e alla psicoanalisi.
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Il libro dell'orologio a polvere
di Ernst Junger
editore: Adelphi
pagine: 272
Junger, anziché fuggire il tempo, lo ha sempre indagato con amorosa pazienza. Per catturare l'essere imprendibile per eccellenza egli ha avuto l'accortezza di scegliere non già la via della pura speculazione ma quella della divagazione, alla maniera dei grandi eruditi seicenteschi. Così al centro ha posto un oggetto, l'orologio a polvere, e intorno a esso, con giri sempre più larghi, ha spinto la sua analisi a investire i diversi modi di vivere il tempo che hanno scandito il corso della civiltà. Dalla clessidra all'orologio meccanico, attraverso la storia di questi oggetti, attraverso il succedersi di queste concezioni, una lunga vicenda ci conduce fino a oggi, e ci fa capire alcuni presupposti taciuti della nostra esistenza.
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I testamenti traditi
di Kundera Milan
editore: Adelphi
pagine: 279
I personaggi sono Stravinskij e Kafka con i loro singolari amici Ansermet e Max Brod; o Hemingway perseguitato dal suo biograf
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Piccole storie senza morale
di Polgar Alfred
editore: Adelphi
pagine: 417
Il libro raccoglie, nella prima traduzione italiana, un ampio fascio di schizzi, glosse, critiche letterarie, cronache, raccon
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Le feste di Billancourt
di Nina Berberova
editore: Adelphi
pagine: 218
Billancourt è un sobborgo parigino dominato dalle officine Renault
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Il rumore sottile della prosa
di Giorgio Manganelli
editore: Adelphi
pagine: 261
Quasi una prosecuzione ideale di La letteratura come menzogna, questa raccolta che comprende testi scritti fra il 1967 e il 1990, costituisce un corpus poderoso. Spartito negli "eventi sostanzialmente teatrali" dello scrivere, del recensire e del leggere, il volume rappresenta una vera summa della visione dell'autore che cerca di rispondere alla domanda insieme "buffa e sconvolgente" circa le motivazioni della scrittura, che si interroga sui classici e sulle avanguardie, che bizantineggia sulla censura e sulla stroncatura, che indaga insomma sistematicamente non solo il reame della letteratura, ma quello assai più vasto della parola.
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La poesia
di Benedetto Croce
editore: Adelphi
pagine: 415
A distanza di trent'anni dall'"Estetica" Croce volle tornare, nel 1933, sui grandi temi di quel libro, precisando tutti i punti delicati della sua teoria e sottoponendoli a sottili mutazioni. Il risultato fu "La poesia" che può essere considerata l'opera più matura e complessa di Croce nell'ambito estetico. La forma di questo libro è singolare: Croce ha voluto creare una tensione tra la generalità massima (le considerazioni sul "regno della bellezza" e i suoi caratteri, che formano la prima parte) e l'imprescindibile dettaglio (le preziose Postille che formano la seconda parte e che Croce presentava come "una conversazione che segue alla tensione del discorso dottrinale").
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