Castelvecchi: Etcetera
Il decennio dell'io
di Wolfe Tom
editore: Castelvecchi
pagine: 89
In questo saggio, pubblicato per la prima volta sulla "New York Review" nell'agosto del 1976, Tom Wolfe coniò un'espressione c
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Perché non è già tutto scomparso?
di Baudrillard Jean
editore: Castelvecchi
pagine: 51
Perché esiste qualcosa anziché niente?: era questa per Leibniz una delle domande a cui la metafisica era tenuta a rispondere
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Cosa si prova ad essere un pipistrello?
di Nagel Thomas
editore: Castelvecchi
pagine: 54
Le teorie di taglio materialista sul funzionamento e le modalità dell'esperienza sembrano inesorabilmente destinate a trascura
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Long play e altri volteggi della puntina
di Adorno Theodor W.
editore: Castelvecchi
pagine: 60
L'interpretazione della figura di Adorno astretta a quella di un severo moralista che con accademica alterigia disprezza il mo
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Guida filosofica del denaro
di Coudray Jean-Luc
editore: Castelvecchi
pagine: 128
Racconto filosofico, umorismo, riflessione, parodia, solo alcuni degli ingredienti di questa originale guida del poeta frances
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Manifesto per la soppressione dei partiti politici
di Weil Simone
editore: Castelvecchi
pagine: 96
Il semplice uso delle parole democrazia e repubblica obbliga a interrogarsi con estrema attenzione sulle seguenti questioni: c
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Con le donne monologo spesso. Morale, stampa e vita erotica nella Vienna d'inizio Novecento
di Kraus Karl
editore: Castelvecchi
pagine: 141
Aforismi sulle donne, battute fulminanti, umorismo di uno dei creatori della modernità
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Elogio del traditore
di Christian Petr
editore: Castelvecchi
pagine: 57
"Intendo qui rivolgere un elogio al traditore, ma desidero essere compreso bene: non ho alcuna intenzione di esaltare il corruttore, l'approfittatore, l'imbroglione, il delatore, il rinnegato o la spia. Conosciamo tutti degli amanti segretamente volubili, dei borghesi puritani che di nascosto diventano festaioli, degli ecclesiastici che di notte si travestono da laici e si danno all'amore o al denaro". Dunque, chi è il traditore? Stando ai Vangeli, è colui che fa un atto arbitrario di libertà e di conoscenza verso il male, e involontariamente con il suo tradimento mette in movimento la storia. Ma è anche il figlio ribelle, la serpe in seno, colui che solidarizza all'improvviso col nemico. È il lato imprevedibile dell'animo umano, che merita forse, dice paradossalmente l'autore, di essere elogiato più che vituperato.
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