Castelvecchi: Etcetera
L'ultima notte del mondo
di Lewis Clive S.
editore: Castelvecchi
pagine: 137
Narratore di genio e pensatore originale, C
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Et cetera (and so on, und so weiter, and so forth, et ainsi de suite, und so überall, etc.)
di Jacques Derrida
editore: Castelvecchi
pagine: 55
Jacques Derrida fornisce una delle definizioni più sorprendenti della sua idea di "decostruzione", che non è una filosofia, né un metodo, né un concetto preciso, ma "solo ciò che capita se capita". Quel che è certo è che la decostruzione va sempre insieme a qualche altra cosa; essa, infatti, articola e disarticola ogni parte del discorso, riconoscendo tale divisione anche al proprio interno. L'elemento che rende concretamente possibile tutto questo è la congiunzione "e", un "sincategorema" capace di esprimere la correlazione tra insiemi eterogenei: la decostruzione e la scienza, la decostruzione e l'America, la decostruzione e l'amore ecc. Derrida, rifacendosi a Foucault, Borges e soprattutto a Husserl, spiega l'importanza della "e" quale collegamento logico (e fenomenologico) che può avere molte forme, usi e significati, perfino disgiuntivi, perché la congiunzione scivola e s'insinua dietro ogni disgiunzione. Testo breve quanto denso, "Et cetera" è anche una acuta e divertente riflessione metalinguistica, dal momento che non si può descrivere e formalizzare un'unità di linguaggio come la "e" senza farne già uso all'interno della stessa descrizione.
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Bertolt Brecht
di Roland Barthes
editore: Castelvecchi
pagine: 42
Nella seconda metà degli anni Cinquanta, la passione per il teatro di Roland Barthes si trasforma in un impegno critico continuativo e militante. Nel percorso del semiologo si tratta di una fase fondamentale e ancora poco conosciuta in Italia, che coincide con la partecipazione alla rivista "Théàtre populaire" e con la scoperta del teatro epico di Bertolt Brecht. Gli articoli contenuti in questo libro, scritti per diversi periodici tra il 1955 e il 1958, rappresentano il cuore della riflessione di Barthes sulla poetica brechtiana e hanno contribuito in maniera decisiva alla sua affermazione in Francia. Il bersaglio polemico è il teatro borghese - la sua estetica, il suo pubblico, le sue istituzioni -, contrapposto a un teatro davvero popolare, che sappia divertire mentre risveglia il senso critico dello spettatore: un ideale che sembrava realizzarsi nella rivoluzione della messa in scena praticata dal Berliner Ensemble. Lo stile vivace e l'entusiasmo a tratti aggressivo di questi testi ci mostrano un Roland Barthes inconsueto, intento ad affilare il suo metodo critico, mediando tra l'insofferenza per l'ideologia e l'impegno politico diretto.
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Radical chic. Il fascino irresistibile dei rivoluzionari da salotto
di Tom Wolfe
editore: Castelvecchi
pagine: 135
"Radical Chic" è il tagliente articolo in cui Tom Wolfe descrive il curioso fenomeno sociale, sorto alla fine degli anni Sessa
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Edmund Husserl. Ricordo di un filosofo
di Sestov Lev
editore: Castelvecchi
pagine: 55
In queste pagine, scritte poche settimane prima della morte di Sestov, il filosofo russo offre un ricordo intenso e appassiona
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Tre parole sulla Resistenza
di Giacomo Noventa
editore: Castelvecchi
pagine: 96
La Resistenza fu qualcosa di più e di diverso dall'antifascismo, sostiene Noventa in questo libro provocatorio, scritto quando
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Storia della menzogna
di Derrida jacques
editore: Castelvecchi
pagine: 109
La favola e il mito mentono? Esistono bugie necessarie o inevitabili? La menzogna fa parte strutturalmente della cultura umana
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Il silenzio e l'ascolto. Conversazioni con Panikkar, Jodorowsky, Mandel e Rocchi
di Franco Battiato
editore: Castelvecchi
pagine: 54
Quattro incontri con altrettanti ricercatori di verità, esseri umani dai percorsi di vita molto diversi, ma uniti dalla stessa
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Che cosa chiedere alla storia?
di Bloch Marc
editore: Castelvecchi
pagine: 76
Il 29 gennaio 1937, venticinque giorni dopo essere stato nominato "professeur sans chaire" alla Sorbona, Marc Bloch pronuncia
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Machiavelli scrittore
di Fichte J. Gottlieb
editore: Castelvecchi
pagine: 128
Un uomo assennato e coerente, capace di scorgere la complessità dell'animo umano e di comprendere come la vita di una comunità
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Poesia nera e poesia bianca
di René Daumal
editore: Castelvecchi
pagine: 54
Acosa serve la poesia? Qual è la sua origine? Quale la sua natura e quali le leggi che la governano? L'uso delle parole richiede una precisa assunzione di responsabilità, e il dono della poesia impone la cura di un "mestiere interiore": l'umile e vertiginoso lavoro quotidiano che si fonda sulla conoscenza di noi stessi. Per René Daumal - poeta e filosofo tra i più originali del Novecento - la teoria non è mai disgiunta dalla pratica, e i sei testi proposti in questa raccolta sono altrettante sfide, a se stesso e al lettore, per imparare a dire la verità. Sempre attraverso una scrittura attenta all'esattezza della metafora e venata d'ironia, che assume, volta per volta, forma di apologo (Le ultime parole del poeta e La parola e la mosca), di riflessione aperta e rigorosa ( Tra due fuochi, L'esperienza poetica, Poesia nera e poesia bianca), di studio sull'articolazione della forma (Suggestioni per un mestiere poetico). Senza illusioni, Daumal lascia emergere una possibilità di scelta: riacquisire il potere perduto della parola, la sua "magia", ciò che ci mette in contatto con il nostro essere profondo, oppure perderci definitivamente nel rumore.
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