Castelvecchi: Etcetera
Garibaldi e Herzen
di Ginzburg Leone
editore: Castelvecchi
pagine: 56
In questo breve saggio scritto nel 1932, pochi anni prima del suo arresto per attività antifascista, Leone Ginzburg racconta i
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Tra Dio e il mondo
di Bonhoeffer Dietrich
editore: Castelvecchi
pagine: 62
Nell'estate del 1932, a pochi mesi dall'ascesa al potere di Hitler, il ventiseienne Dietrich Bonhoeffer tiene un corso univers
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La natura imperiale della Germania
di Marc Bloch
editore: Castelvecchi
pagine: 103
La storia della dinastia sveva degli Hohenstaufen, la ripresa della tradizione romana e carolingia, lo 'scontro con il papato,
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Cos'è l'arte?
di Joseph Beuys
editore: Castelvecchi
pagine: 96
Il lavoro radicale e utopistico di Joseph Beuys ha ispirato e continua a ispirare artisti, operatori culturali e pensatori di
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L'aerostato della filosofia
di Michelstaedter Carlo
editore: Castelvecchi
pagine: 90
Nella sua celebre tesi di laurea, "La persuasione e la rettorica", Carlo Michelstaedter racconta una brevissima storia della f
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L'altro ritratto
di Nancy Jean-Luc
editore: Castelvecchi
pagine: 125
Ripercorrendo la storia delle forme pittoriche, dai dipinti rupestri alle opere contemporanee, Jean-Luc Nancy approfondisce la
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Vesalio e il Rinascimento
di Ernst Cassirer
editore: Castelvecchi
pagine: 37
Andrea Vesalio, nato a Bruxelles nel 1514 e morto a Zante nel 1564, è considerato unanimemente il fondatore della scienza anatomica moderna. Medico imperiale alla corte di Carlo V e poi di Filippo II, fu - contro la consuetudine dell'epoca, che risaliva a Galeno e ad Avicenna - convinto assertore dell'investigazione diretta della natura per il progresso della medicina. Raccolse ed espose i risultati delle proprie ricerche in alcuni volumi, come le "Tabulae anatomicae sex" (1538) e soprattutto il "De humani corporis fabrica" (1543): un'opera di straordinaria fattura, dall'ampio corredo illustrativo, che forniva una descrizione minuziosa della morfologia del corpo umano, superiore per concezione, cura e completezza a qualsiasi studio precedente. Nel 1943, Ernst Cassirer, già autore d'illuminanti saggi sul tema della conoscenza nelle scienze, partecipa alle celebrazioni dell'Università di Yale per l'anniversario del "De humani corporis fabrica" con un intervento sul rapporto tra Vesalio e il Rinascimento. Ma l'intento di Cassirer non è di ribadire il ruolo di Vesalio nella medicina del tempo, quanto di chiarire l'enorme portata della sua influenza intellettuale, ricollocandolo tra i giganti del pensiero moderno occidentale.
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La fredda bellezza. Dalla metafisica alla matematica
di Weil André
editore: Castelvecchi
pagine: 78
Nel 1940, Simone Weil scrive al fratello André, una delle menti più geniali della matematica novecentesca, per chiedergli di s
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Perché non ci sono state grandi artiste?
di Linda Nochlin
editore: Castelvecchi
pagine: 94
Perché non ci sono state grandi artiste? Linda Nochlin ribalta il senso di questa capziosa domanda per denunciare con lucidità
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Solo se sono libera
di Ágnes Heller
editore: Castelvecchi
pagine: 48
Agnes Heller, una delle maggiori filosofe viventi e autrice di studi fondamentali sulla teoria politica, ripercorre alcuni deg
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L'ultima notte del mondo
di Lewis Clive S.
editore: Castelvecchi
pagine: 137
Narratore di genio e pensatore originale, C
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Et cetera (and so on, und so weiter, and so forth, et ainsi de suite, und so überall, etc.)
di Jacques Derrida
editore: Castelvecchi
pagine: 55
Jacques Derrida fornisce una delle definizioni più sorprendenti della sua idea di "decostruzione", che non è una filosofia, né un metodo, né un concetto preciso, ma "solo ciò che capita se capita". Quel che è certo è che la decostruzione va sempre insieme a qualche altra cosa; essa, infatti, articola e disarticola ogni parte del discorso, riconoscendo tale divisione anche al proprio interno. L'elemento che rende concretamente possibile tutto questo è la congiunzione "e", un "sincategorema" capace di esprimere la correlazione tra insiemi eterogenei: la decostruzione e la scienza, la decostruzione e l'America, la decostruzione e l'amore ecc. Derrida, rifacendosi a Foucault, Borges e soprattutto a Husserl, spiega l'importanza della "e" quale collegamento logico (e fenomenologico) che può avere molte forme, usi e significati, perfino disgiuntivi, perché la congiunzione scivola e s'insinua dietro ogni disgiunzione. Testo breve quanto denso, "Et cetera" è anche una acuta e divertente riflessione metalinguistica, dal momento che non si può descrivere e formalizzare un'unità di linguaggio come la "e" senza farne già uso all'interno della stessa descrizione.
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