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Castelvecchi: Etcetera

La natura imperiale della Germania

di Marc Bloch

editore: Castelvecchi

pagine: 103

La storia della dinastia sveva degli Hohenstaufen, la ripresa della tradizione romana e carolingia, lo 'scontro con il papato,
14,00

L'aerostato della filosofia

di Michelstaedter Carlo

editore: Castelvecchi

pagine: 90

Nella sua celebre tesi di laurea, "La persuasione e la rettorica", Carlo Michelstaedter racconta una brevissima storia della f
10,00

Vesalio e il Rinascimento

di Ernst Cassirer

editore: Castelvecchi

pagine: 37

Andrea Vesalio, nato a Bruxelles nel 1514 e morto a Zante nel 1564, è considerato unanimemente il fondatore della scienza anatomica moderna. Medico imperiale alla corte di Carlo V e poi di Filippo II, fu - contro la consuetudine dell'epoca, che risaliva a Galeno e ad Avicenna - convinto assertore dell'investigazione diretta della natura per il progresso della medicina. Raccolse ed espose i risultati delle proprie ricerche in alcuni volumi, come le "Tabulae anatomicae sex" (1538) e soprattutto il "De humani corporis fabrica" (1543): un'opera di straordinaria fattura, dall'ampio corredo illustrativo, che forniva una descrizione minuziosa della morfologia del corpo umano, superiore per concezione, cura e completezza a qualsiasi studio precedente. Nel 1943, Ernst Cassirer, già autore d'illuminanti saggi sul tema della conoscenza nelle scienze, partecipa alle celebrazioni dell'Università di Yale per l'anniversario del "De humani corporis fabrica" con un intervento sul rapporto tra Vesalio e il Rinascimento. Ma l'intento di Cassirer non è di ribadire il ruolo di Vesalio nella medicina del tempo, quanto di chiarire l'enorme portata della sua influenza intellettuale, ricollocandolo tra i giganti del pensiero moderno occidentale.
9,00

L'altro ritratto

di Nancy Jean-Luc

editore: Castelvecchi

pagine: 125

Ripercorrendo la storia delle forme pittoriche, dai dipinti rupestri alle opere contemporanee, Jean-Luc Nancy approfondisce la
14,00

Solo se sono libera

di Ágnes Heller

editore: Castelvecchi

pagine: 48

Agnes Heller, una delle maggiori filosofe viventi e autrice di studi fondamentali sulla teoria politica, ripercorre alcuni deg
7,50

La fredda bellezza. Dalla metafisica alla matematica

di Weil André

editore: Castelvecchi

pagine: 78

Nel 1940, Simone Weil scrive al fratello André, una delle menti più geniali della matematica novecentesca, per chiedergli di s
12,00

Et cetera (and so on, und so weiter, and so forth, et ainsi de suite, und so überall, etc.)

di Jacques Derrida

editore: Castelvecchi

pagine: 55

Jacques Derrida fornisce una delle definizioni più sorprendenti della sua idea di "decostruzione", che non è una filosofia, né un metodo, né un concetto preciso, ma "solo ciò che capita se capita". Quel che è certo è che la decostruzione va sempre insieme a qualche altra cosa; essa, infatti, articola e disarticola ogni parte del discorso, riconoscendo tale divisione anche al proprio interno. L'elemento che rende concretamente possibile tutto questo è la congiunzione "e", un "sincategorema" capace di esprimere la correlazione tra insiemi eterogenei: la decostruzione e la scienza, la decostruzione e l'America, la decostruzione e l'amore ecc. Derrida, rifacendosi a Foucault, Borges e soprattutto a Husserl, spiega l'importanza della "e" quale collegamento logico (e fenomenologico) che può avere molte forme, usi e significati, perfino disgiuntivi, perché la congiunzione scivola e s'insinua dietro ogni disgiunzione. Testo breve quanto denso, "Et cetera" è anche una acuta e divertente riflessione metalinguistica, dal momento che non si può descrivere e formalizzare un'unità di linguaggio come la "e" senza farne già uso all'interno della stessa descrizione.
8,50

L'ultima notte del mondo

di Lewis Clive S.

editore: Castelvecchi

pagine: 137

Narratore di genio e pensatore originale, C
16,00

Tre parole sulla Resistenza

di Giacomo Noventa

editore: Castelvecchi

pagine: 96

La Resistenza fu qualcosa di più e di diverso dall'antifascismo, sostiene Noventa in questo libro provocatorio, scritto quando
9,00

Bertolt Brecht

di Roland Barthes

editore: Castelvecchi

pagine: 42

Nella seconda metà degli anni Cinquanta, la passione per il teatro di Roland Barthes si trasforma in un impegno critico continuativo e militante. Nel percorso del semiologo si tratta di una fase fondamentale e ancora poco conosciuta in Italia, che coincide con la partecipazione alla rivista "Théàtre populaire" e con la scoperta del teatro epico di Bertolt Brecht. Gli articoli contenuti in questo libro, scritti per diversi periodici tra il 1955 e il 1958, rappresentano il cuore della riflessione di Barthes sulla poetica brechtiana e hanno contribuito in maniera decisiva alla sua affermazione in Francia. Il bersaglio polemico è il teatro borghese - la sua estetica, il suo pubblico, le sue istituzioni -, contrapposto a un teatro davvero popolare, che sappia divertire mentre risveglia il senso critico dello spettatore: un ideale che sembrava realizzarsi nella rivoluzione della messa in scena praticata dal Berliner Ensemble. Lo stile vivace e l'entusiasmo a tratti aggressivo di questi testi ci mostrano un Roland Barthes inconsueto, intento ad affilare il suo metodo critico, mediando tra l'insofferenza per l'ideologia e l'impegno politico diretto.
7,50

Radical chic. Il fascino irresistibile dei rivoluzionari da salotto

di Tom Wolfe

editore: Castelvecchi

pagine: 135

"Radical Chic" è il tagliente articolo in cui Tom Wolfe descrive il curioso fenomeno sociale, sorto alla fine degli anni Sessa
12,00

I miti della ragione e della salvezza

di Ricoeur Paul

editore: Castelvecchi

pagine: 46

Il mito, quale espressione narrativa di un evento fondatore, assolve una funzione basilare per l'identità di ogni comunità uma
7,50

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