fbevnts Testi patristici - tutti i libri della collana Testi patristici, Città Nuova - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 18
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Città Nuova: Testi patristici

Difesa dei tre capitoli

di Facondio di Ermiane

editore: Città Nuova

pagine: 344

Nel 544-545 l'imperatore Giustiniano emanò un editto di condanna contro Teodoro di Mopsuestia, Teodoreto di Cirro e Ibas di Emessa, tre vescovi vissuti nel secolo precedente, per la loro dottrina cristologica, in realtà approvata nel 451 al concilio di Calcedonia. In un contesto ancora infuocato dalla disputa sulla vera natura di Cristo, tale atto costituiva il tentativo indiretto per screditare il concilio che aveva riconosciuto la coesistenza in Cristo delle nature umana e divina. Tale editto imperiale provoca la reazione del vescovo africano Facondo di Ermiane che pubblica intorno al 548 la Difesa dei Tre Capitoli. Si tratta di un'opera di vasto respiro, in dodici libri, dove il problema della condanna dei tre vescovi è analizzata dal punto di vista teologico e giuridico. Facondo difende il dogma calcedonese e solleva obiezioni sulla legittimità di una condanna inflitta a personaggi morti da tempo, che non possono chiarire la loro posizione. Un documento fondamentale per gli studiosi di storia della Chiesa durante il regno dell'imperatore Giustiniano e per gli studiosi di patristica per le innumerevoli citazioni di documenti e di passi dei Padri che esso contiene.
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34,00

L'errore delle religioni pagane

di Giulio Firmico Materno

editore: Città Nuova

pagine: 208

Composto intorno al 343-347 d.C. da Giulio Firmico Materno - avvocato siciliano convertito al cristianesimo - il De errore profanarum religionum costituisce non tanto un'apologia del cristianesimo quanto un forte attacco al paganesimo. L'opera vede la luce negli anni successivi alla morte di Costantino, quando la salita al potere dei figli Costante e Costanzo II determina un cambiamento profondo nella politica imperiale - ora fortemente repressiva - nei confronti della componente pagana. Sulla stessa lunghezza d'onda si muove Firmico. Lo scopo dichiarato dell'Autore è infatti di dimostrare le falsità delle religioni pagane. Con uno stile oratorio che ricorda quello utilizzato dall'Autore nelle arringhe che teneva in tribunale, il De errore profanarum religionum esige che il cristianesimo non si limiti solo a tollerare il paganesimo, ma lo distrugga. Un'opera che, grazie all'accurata descrizione dei culti orientali, si rivela per lo studioso del mondo religioso dell'età imperiale romana una fonte molto importante.
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21,00

Commento a Daniele

di Teodoreto di Ciro

editore: Città Nuova

pagine: 312

Teodoreto di Cirro inizia la grande serie dei commenti ai profeti dell'Antico Testamento con il Commento a Daniele, composto con ogni probabilità negli anni 432-434, nel periodo di calma che intercorre tra le decisioni del concilio di Efeso e il cosiddetto Atto d'unione. Uno dei motivi della composizione del commentario è il rifiuto giudaico di annoverare il Libro di Daniele tra quelli profetici, oltre al desiderio di confutare le esegesi giudaizzanti dei Padri antiocheni, che inclinavano pericolosamente al riconoscimento della deuterocanonicità di Daniele. Teodoreto conduce la propria esegesi con un metodo fondato sul letteralismo, senza trascurare la contestualizzazione storica degli eventi profetizzati, ma esplicitando fin da principio il ricorso alla lettura secondo il senso figurato, che praticherà soprattutto in relazione alle visioni che Daniele riceve dal capitolo 7 in poi.
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31,00

Commento ai Salmi

di Ilario di Poitiers (sant')

editore: Città Nuova

pagine: 440

Composti intorno al 364-367 d.C., i "Commenti ai Salmi" di Ilario di Poitiers rappresentano il primo commento in lingua latina che l'antichità cristiana abbia lasciato del Salterio. Scritto al rientro dall'esilio in Asia Minore, dove Ilario era entrato in contatto con l'universo teologico orientale e con la tradizione esegetica origeniana, il presente commento si ispira - ma con un atteggiamento libero e originale - all'imponente lavoro esegetico di Origene sui Salmi andato perduto.
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44,00

Commento ai salmi

di Ilario di Poitiers (sant')

editore: Città Nuova

pagine: 240

Composti intorno al 364-367 d.C., i "Commenti ai salmi" di Ilario di Poitiers rappresentano il primo commento in lingua latina che l'antichità cristiana abbia lasciato del Salterio. Scritto al rientro dall'esilio in Asia Minore, dove Ilario era entrato in contatto con l'universo teologico orientale e con la tradizione esegetica origeniana, il presente commento si ispira - ma con un atteggiamento libero e originale - all'imponente lavoro esegetico di Origene sui salmi andato perduto. Il presente volume, il secondo di tre tomi, è esclusivamente dedicato al salmo 118.
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24,00

Commento ai salmi

di Ilario di Poitiers (sant')

editore: Città Nuova

pagine: 480

II Commento ai Salmi di lIario di Poitiers rappresenta il primo commento al Salterio, seppure incompleto (58 trattati in tutto) in lingua latina giuntoci dall'antichita. Databile all'incirca tra iI 364 e il 367, l'opera costituisce pertanto una testimonianza fondamentale del pensiero e dell'esegesi dei primi secoli sui Salmi, e raccoglie nel contempo il pensiero teologico più maturo di Ilario, dalla cristologia alla dottrina trinitaria, dall'ecclesiologia all'escatologia. Il vescovo di Poitiers riconosce nei Salmi il testo biblico più idoneo a esprimere la maturazione della sua dottrina e della sua esperienza umana, e il loro commento gli consente di esporre le verità di fede in un'ottica pedagogica e spirituale, al cui centro si colloca il mistero del Cristo.
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48,00

Contro gli ariani

di Vigilio di Tapso

editore: Città Nuova

pagine: 216

Nella veste di vescovo di Tapso, Vigilio partecipò alla conferenza di Cartagine convocata dal re vandalo Unerico nel 484 nella quale furono messe a confronto la fede ariana e quella cattolica. La conferenza si svolse in un momento storico molto difficile per il clero e i cristiani in Africa, allora esposti alla persecuzione di Unerico, filo-ariano. È in questo contesto che vede la luce questo "Dialogo contro gli Ariani". Vigilio si rivolge a un pubblico preparato teologicamente sulle verità di fede, con l'intento di convincerlo della coerenza del cattolicesimo, facendo ricorso alle Sacre Scritture da un lato e, dall'altro, sottolineando la ragionevolezza del cattolicesimo e la contraddittorietà delle tesi degli avversari.
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22,00

La regola

di Eugippio

editore: Città Nuova

pagine: 224

Tra il 530 e il 535, poco prima di morire, l'abate Eugippio indirizza ai monaci della comunità di San Severino una Regola quasi un testamento spirituale. Nella letteratura monastica questo genere conosce una straordinaria fioritura: con l'intento di offrire uno strumento per la formazione di intere comunità di asceti, la Regola raccoglie, attraverso una selezione di testi e di autori, il meglio della tradizione ascetica. Tra le antiche regole religiose, quella di Eugippio occupa una posizione di rilievo: è forse l'ultima precedente o addirittura contemporanea a quella di san Benedetto ed è una delle più lunghe.
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Protrettico ai greci

di Clemente Alessandrino (san)

editore: Città Nuova

pagine: 248

Tra i più significativi mediatori del Cristianesimo con il mondo dell'alta cultura tra la fine del I secolo e l'inizio del II, Tito Flavio Cemente, formatosi nel raffinato ambiente intellettuale di Alessandria d'Egitto, e per questo conosciuto come l'Alessandrino, si converte al Cristianesimo dopo aver conosciuto i diversi indirizzi filosofico-religiosi contemporanei. Forte di questa esperienza, nel Protrettico ai greci si rivolge ai non credenti, invitandoli a convertirsi al cristianesimo, presentato come l'unica, vera religione in grado di procurare la salvezza all'uomo. Pur prevalendo il tono esortativo, l'opera è nella prima parte apologetica, nella seconda è più propriamente esortativa. Consapevole di rivolgersi ad un pubblico colto, Cemente ricorre a tutte le sue risorse di scrittore, dispiegando ricercatezze estetiche, artifici letterari e giochi linguistici. Il risultato è uno stile vario e versatile, ora vivace ed espressivo, ora impetuoso e prorompente, ora accattivante, appassionato e ispirato.
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25,00

Commento ai Salmi

di Eusebio di Cesarea

editore: Città Nuova

pagine: 552

Libro di preghiera liturgica e personale ereditato da Israele, il Salterio è stato e continua ad essere nella storia della Chiesa, dopo i Vangeli, il testo sacro più letto, più commentato e più pregato. Il "Commento ai Salmi" di Eusebio di Cesarea si colloca ad un bivio nella storia della sua esegesi: profondamente influenzato infatti dal genio di Origene, Eusebio prende a modello la lettura allegorica origeniana del Salterio, ma contemporaneamente si apre ad un'interpretazione tipologica e letterale, inserita in un attento quadro storico. Proprio per la cura che dedica all'accostamento filologico al testo, è dunque un lavoro "all'avanguardia" rispetto al suo tempo e costituisce ancora oggi una solida base alla lettura dei Salmi.
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55,00

Commento ai Salmi (1-71)

di Eusebio di Cesarea

editore: Città Nuova

pagine: 616

Libro di preghiera liturgica e personale ereditato da Israele, il Salterio è stato e continua ad essere nella storia della Chiesa, dopo i Vangeli, il testo sacro più letto, più commentato e più pregato. Il "Commento ai Salmi" di Eusebio di Cesarea si colloca ad un bivio nella storia della sua esegesi: profondamente influenzato infatti dal genio di Origene, Eusebio prende a modello la lettura allegorica origeniana del Salterio, ma contemporaneamente si apre ad un'interpretazione tipologica e letterale, inserita in un attento quadro storico. Proprio per la cura che dedica all'accostamento filologico al testo, è dunque un lavoro "all'avanguardia" rispetto al suo tempo e costituisce ancora oggi una solida base alla lettura dei Salmi.
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Trattati

di Cipriano di Cartagine (san)

editore: Città Nuova

pagine: 280

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