Audino
Showrunner. Grandi storie, grandi serie
di Neil Landau
editore: Audino
pagine: 223
Non tutti sanno che le grandi storie raccontate oggi dalla serialità televisiva statunitense sono scritte e poi seguite nella fase realizzativa dai loro creatori, gli sceneggiatori. In questo nuovo ruolo di ideatori, scrittori e controllori della realizzazione visiva delle loro serie, gli sceneggiatori vengono chiamati "showrunner". Ed è proprio attraverso le interviste agli showrunner delle serie più acclamate che Neil Landau costruisce una guida alla creazione e alla realizzazione di serie tv, affrontando tutti gli aspetti della scrittura e della conduzione della complessa struttura organizzativa di queste produzioni. Con l'autore si entra nelle più famose writers'room, dove gli showrunner si aprono e offrono tutta la loro personale esperienza, raccontando curiosi retroscena sulle singole serie e, soprattutto, rivelando i fondamentali del mestiere. Da ogni intervista scaturisce un elemento specifico della scrittura che Landau illustra e risolve in una sintesi che supera il dialogo con il singolo showrunner e restituisce un quadro più generale. Con questo approccio, Landau riesce a discutere di argomenti teorici rimanendo sempre su un profilo molto pragmatico e soddisfacendo tutte quelle domande di ordine pratico che, di solito, non trovano risposta. In appendice un'intervista con i creatori della serie italiana "1992".
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La mia vita nel teatro russo
di Vladimir I. Nemirovic-Dancenko
editore: Audino
pagine: 191
Nemirovic-Dancénkò con il suo Teatro d'Arte di Mosca ha cambiato la storia teatrale del Novecento. Questa autobiografia rende giustizia alla figura di Nemirovic, dimostrando come il prestigio del Teatro d'Arte nei primi anni fu dovuto prima a lui che a Stanislavskij. Alla fine dell'Ottocento Nemirovic a Mosca era un drammaturgo popolarissimo, un critico ascoltato e rispettato, un docente della scuola di recitazione della Filarmonica, mentre Stanislavskij era ancora un ricco imprenditore che calcava da dilettante le scene dei teatrini privati e non aveva alcun peso nella vita culturale russa. Per Stanislavskij le cose cambiarono proprio quando cominciò a firmare le prime regie con Nemirovic. Grande organizzatore capace di tenere le redini del Teatro d'Arte dal punto di vista sia culturale sia finanziario, Nemirovic descrive la vita del teatro con lo sguardo del letterato e dell'intellettuale sempre alle prese con il problema di coniugare l'arte con il denaro. Nelle sue memorie Nemirovic racconta fatti, persone, autori senza alcun compiacimento, riportando incontri e idee e descrivendo gli inizi duri la ricerca dei finanziamenti, lo scarso successo dei primi spettacoli, il rischio di chiudere prima della fine della prima stagione. Il libro offre inoltre uno spaccato straordinario della letteratura russa, teatrale e non solo, raccontando i rapporti fra Nemirovic e autori del calibro di Cechov, Gor'kij, Tolstoj.
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Ruoli maschili. Grandi monologhi del cinema e della serialità ad uso di attori e scrittori
editore: Audino
pagine: 77
Il successo di un provino per un attore dipende anche dal testo con il quale si presenta
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Fare il rap
di Yamanouchi Taiyo
editore: Audino
pagine: 112
Partendo dall'assunto che è inconcepibile e forse quasi blasfemo tentare di "manualizzare" una disciplina che nasce dalla stra
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Recitare al cinema e in tv
di Tony Barr
editore: Audino
pagine: 144
"Recitare al cinema e in tv" è un manuale di recitazione fortemente orientato alla pratica: il miglior modo di recitare è iniziare a farlo. L'autore riesce a mettere l'attore in grado di muoversi in maniera convincente e coinvolgente in un set cinematografico o televisivo. Ma la sua riflessione non è diretta solo a chi già sa recitare, perché investe anche le fondamenta stesse della recitazione, a prescindere dal mezzo. Che si tratti di teatro, cinema o tv, le cose importanti sono sempre le stesse. L'ascolto, prima di tutto, e la paziente costruzione del ruolo (e non del personaggio, attenzione!) un mattoncino alla volta, in un continuo processo di stimolo e risposta, per arrivare, alla fine, ad ammirare il personaggio in tutto il suo splendore, battute comprese. Non è un caso che le battute vengano menzionate per ultime: sono in effetti il passo finale del percorso che porta l'attore a entrare nel ruolo. Chi va in scena deve pronunciarle solo quando sarà talmente immerso nel ruolo da farle sorgere spontaneamente. Tony Barr invita addirittura a non evidenziare le proprie battute nella lettura di un copione, ma a prestare attenzione a quelle precedenti, che le causano e mettono in moto il processo emotivo che le genererà. "Recitare al cinema e in tv" è dunque un manuale utile anche agli scrittori, per prendere coscienza di come va scritto un personaggio e di come questo sia profondamente interconnesso alle dinamiche drammaturgiche di tutta la sceneggiatura.
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Sul teatro. Scritti 1907-1912
di Vsevolod Mejerchold
editore: Audino
pagine: 126
Questo libro, uscito a Pietroburgo nel 1913, raccoglie testi, in parte ritradotti in questa nostra edizione presentata da Rais
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La regia teatrale
di Harold Clurman
editore: Audino
pagine: 159
"La regia teatrale", scritto da quella che è considerata una delle figure più influenti del teatro statunitense, è un classico nel campo della formazione. Il libro costituisce una delle prime riflessioni organiche su quel "teatro di regia", di stampo statunitense, che veniva contrapposto al "teatro d'attore" o al "teatro d'autore", di taglio più europeo. Clurman, formatosi negli Usa ma sotto una forte influenza stanislavskijana, ci offre infatti un primo sguardo originale sul teatro: quello del regista. Cioè di chi decide di affrontare un copione e, attraverso il proprio punto di vista, lo trasforma in uno spettacolo guidando gli attori nella loro performance. Di questo parla Clurman, seguendo passo passo il lavoro del regista: dalla scelta del testo al lavoro interpretativo - spesso a contatto con il commediografo -, dall'individuazione dello spazio scenico e del team di attori che ne saranno protagonisti alle prime letture del dramma e via via alle prove che si susseguono incessanti fino a quella generale che precede il debutto. In tutto questo l'esperienza e la cultura di Clurman rendono "La regia teatrale" molto più di un semplice manuale, ovvero la ricostruzione di un mondo con le sue atmosfere, i suoi miti e i suoi riti, capace di coinvolgere non solo gli addetti ai lavori ma tutti gli spettatori e gli amanti del teatro.
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Respiro e voce. Manualetto di istruzioni per usare bene la voce
editore: Audino
pagine: 111
"Parlare in modo corretto non è un lusso, e non è importante solo per gli attori
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Leggere con il corpo. Per una tecnica di lettura ad alta voce
di Giorgina Cantalini
editore: Audino
pagine: 127
L'attore ha a che fare con le parole: le "maneggia" fino a farle proprie
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La suspense. Forme e modelli della tensione cinematografica
di Giampiero Frasca
editore: Audino
pagine: 126
Perché si trepida per la sorte di un personaggio? In che modo la materialità del tempo agisce sulle attese dello spettatore? Come fa il film a chiamare direttamente in causa il pubblico? Questi sono alcuni dei quesiti che possono essere spiegati ricorrendo al concetto di suspense. La suspense è comunemente intesa come - la tensione che caratterizza le vicende di alcuni determinati generi, spesso di argomento criminale, come il thriller - , il mystery o la spy story. In realtà si tratta di un procedimento narrativo complesso e trasversale che investe uno spettro molto più ampio, collocandosi concettualmente a metà tra l'effetto emotivo provocato nel pubblico e l'incertezza creata ad arte all'interno di una storia. La sua presenza è uno dei cardini del sistema narrativo e si lega strettamente ai principi del racconto come l'articolazione del tempo e la gestione della consapevolezza dello spettatore. Giocando esplicitamente sul desiderio di un mutamento imminente rispetto a una situazione particolarmente sfavorevole, la suspense è la prassi impiegata per incatenare il pubblico alla vicenda narrata sfruttandone il pieno coinvolgimento e instaurando un rapporto dialettico di identificazione con i protagonisti. Esplorando l'ansia generalizzata che intende suscitare e indagando le strategie adottate dal racconto, questo volume discute le teorie esistenti sull'argomento.
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Sei lezioni sulla recitazione
di Rikard Boleslavskij
editore: Audino
pagine: 111
Scritte sotto forma di dialogo tra un insegnante di teatro e un'allieva, queste "Sei lezioni" espongono con chiarezza ed efficacia i punti fondamentali dell'elaborazione stanislavskijana all'inizio degli anni '20, Boleslavskij, che ha lavorato a Mosca per quindici anni con Stanislavskij, nel 1922 si stabilisce negli USA. Qui, attraverso conferenze, lezioni e articoli, diventa il maggior divulgatore del Sistema e forma quella generazione di attori e registi da cui nascerà l'Actors Studio. In "Sei lezioni" si trovano spiegati passi importanti su come allenare la concentrazione, l'osservazione, il ritmo e soprattutto come utilizzare la "memoria emotiva" per il proprio lavoro sul personaggio. Un libro di grande impatto didattico, testimonianza di una transizione già in atto in cui non è difficile riconoscere i segni precorritori del coach di concezione americana, al servizio non più dell'opera d'arte da allestire, ma del giovane attore di talento, a cui spalancare le porte del successo. In altri termini, il primo grande classico di una nuova pedagogia teatrale in cui Boleslavskij si pone come anello di congiunzione tra il Sistema di Stanislavskij e il Metodo di Strasberg.
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Training forever! Oltre cento esercizi per allenare il corpo e sviluppare la creatività
di Jurij Alschitz
editore: Audino
pagine: 163
Il training è il fattore più importante per fare l'attore e, se praticato regolarmente, garantisce longevità artistica. Tutti gli esercizi qui proposti hanno lo scopo di predisporre l'attore non soltanto all'esecuzione ma anche, e soprattutto, allo sviluppo della sua creatività; preparando il suo apparato psicofisico all'incontro artistico con la scena e con i partner. Questo libro costituisce un seminario sull'arte dell'attore e raccoglie più di cento esercizi, con le rispettive varianti. La maggior parte degli esercizi nasce dalla collaborazione con i teatri e con le scuole teatrali dei molti paesi in cui Alschitz ha insegnato negli ultimi vent'anni, a partire dal GITIS e dalla Scuola di Arte Drammatica di Anatolij Vasil'ev. Il testo è strutturato in dieci sezioni che prendono in esame i singoli elementi del training dell'attore: la liberazione dai riflessi della vita quotidiana, la ricerca e l'organizzazione dell'energia recitativa, le leggi sceniche, la sintonizzazione dell"Io" artistico, la preparazione alla recitazione con il partner, i principi dell'accordo collettivo e della recitazione d'ensemble e così via. Si tratta di esercizi elaborati sia per le lezioni di gruppo, sia per la preparazione individuale. Prefazione di Anatolij Vasil'ev.
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