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Poesia popolare e poesia d'arte
Studi sulla poesia italiana dal Tre al Cinquecento
di Croce Benedetto
editore: Bibliopolis
pagine: 570
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Scritti italiani. 1944-2000
di Gustaw Herling
editore: Bibliopolis
pagine: 1311
L'edizione integrale della pubblicistica italiana di Gustaw Herling comprende circa 500 articoli, dal 1954 al 2000, raccolti d
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Commento a «Umano, troppo umano» aforisma per aforisma
di Sossio Giametta
editore: Bibliopolis
pagine: 608
Perché un commento a "Umano, troppo umano"? Perché "Umano, troppo umano", scritto come opera unica e testamentaria, è in realt
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La poesia di Dante
di Benedetto Croce
editore: Bibliopolis
pagine: 246
«Nel 2021 sarà celebrato il settimo centenario della morte di Dante, ma ricorrono anche i cento anni della prima edizione di q
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Etica e politica
di Benedetto Croce
editore: Bibliopolis
pagine: 563
Si è riprodotto il testo dell'edizione ne varietur di "Etica e politica" (Bari, Laterza, 1945) correggendone ope codicum errori di stampa e refusi. L'apparato delle varianti esclude i testi apparsi come anticipazioni parziali sulla stampa quotidiana, di cui si dà opportuna notizia in nota, per le ovvie ragioni correlate alla prassi redazionale consueta a questo tipo di documenti, in cui sono incerti il controllo e la sorveglianza diretta dell'autore. Considerata la struttura testuale del volume, che raccoglie e riorganizza in una cornice unitaria quattro singole opere apparse indipendentemente tra il 1918 e il 1928 e poi nuovamente scorporate nelle ristampe del "Contributo alla critica di me stesso" successive al 1931 (anno dell' editio princeps dell'opera) e nella selezione antologica "Filosofia, poesia e storia: pagine tratte da tutte le opere" (Ricciardi Milano-Napoli, 1951), si è proceduto alla raccolta di un'appendice di testi (Avvertenze, Note e Postille) che documentano questo multiforme percorso editoriale.
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Bollettino del Centro di studi vichiani. Vol. 12/13
editore: Bibliopolis
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Ontologia e storia. Vico versus Spinoza
di Aniello Montano
editore: Bibliopolis
pagine: 230
Spinoza e Vico sono pensatori centrali dell'età moderna. Ma sono anche in larga parte simboli di due tendenze profonde e diverse della modernità. A partire di qui si può capire quanto sia ambiziosa la scommessa di Aniello Montano. La domanda, in ultima analisi, è che cosa è stata la "storia" come l'hanno pensata coloro che, da Vico ai primi filosofi della storia illuministi, da Hegel agli idealisti del Novecento, l'hanno trasformata in un oggetto filosofico di primaria importanza. Si tratta della dimensione, che proprio la nuova scienza e il nuovo naturalismo anti-finalistico ci hanno aperto e a cui ci hanno indirizzato per risolvere i nostri problemi? O si tratta dell'ultima retraite, in cui è stato ancora possibile poter usare schemi di pensiero finalistici e provvidenzialistici, e, dunque, del luogo di un paradossale "reincanto" dell'uomo nei confronti di se stesso e del proprio destino? Molto probabilmente le alternative coesistono, in Vico stesso, ma coesistono anche dopo di Vico. Da questo punto di vista il libro presenta un'unità profonda al di là della partizione tra un plesso centrale (Spinoza e Vico) e una galleria di figure del '900 che forma quasi un'appendice.
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