Bollati Boringhieri
La sopravvivenza degli antichi dei
di Seznec Jean
editore: Bollati Boringhieri
Alterati nel loro aspetto tradizionale e spesso costretti a servire da involucro di idee morali o speculative, gli antichi dei
Contattaci
Il giardino come spazio interiore
di Ruth Ammann
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 152
Ruth Ammann, forte della doppia esperienza di architetto e psicoterapeuta, coniuga la concezione reale di giardino come elemento naturale con quella simbolica di "giardino dell'anima", ossia luogo terapeutico, archetipo della vita, immagine interiore positiva, fonte di energia e speranza, spazio vitale. Ricordi di gioventù, momenti di vita, sogni, viaggi e accenni alla pratica professionale accompagnano il racconto dell'affascinante relazione che lega l'autrice al giardino, per poi abbracciare in modo più ampio l'analisi di quel magico influsso benefico e rivitalizzante che la natura esercita sull'essere umano.
Fuori catalogo
Il bello di essere pianta
di Patrick Blanc
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 91
"Cresco, dunque esisto". A parlare è una piccola pianta che vive sulla sua roccia nel sottobosco della foresta tropicale, adeguandosi da millenni alle difficoltà quotidiane. Mantiene buoni rapporti di vicinato, ignorando quelle relazioni di competizione che alcune piante intrattengono solo perché ricevono più luce e si sviluppano più rapidamente: "Poverette, il risultato è molto triste, poiché da questo vigore deriva la terribile monotonia dei vincenti. Si direbbe si credano animali o uomini". L'autore riflette sulla similitudine tra il comportamento delle piante e quello dell'uomo: attraverso la sua storia, una Sonerila illustra il delicato equilibrio del proprio ecosistema e delle interazioni tra le specie vegetali e animali. In questo modo illustra i gravi problemi che interessano la Terra, quali la crisi ambientale, lo sviluppo sostenibile, la globalizzazione, per spronare l'uomo a preservare la qualità e la quantità del patrimonio naturale. Il libro si conclude con un breve excursus sul ruolo dei giardini verticali nella storia, insieme a un'analisi sull'aspetto innovativo delle realizzazioni di Patrick Blanc.
Fuori catalogo
La quercia. Storia sociale di un albero
di William B. Logan
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 253
Gli alberi sono gli esseri viventi più alti, più imponenti e più antichi al mondo. Ma la quercia non detiene nessuno di questi record. Quindi, che cosa ha di così speciale? A quanto pare niente, ma ciò che colpisce è che si può andare dal Massachusetts a Città del Messico e trovare ovunque lo stesso genere di albero, la quercia, che fa della non-specializzazione la sua specialità. Ecco una prospettiva affascinante e inattesa che William Bryant Logan coglie per raccontare come il tratto caratterizzante di quest'albero sia proprio la sua pertinacia, la sua adattabilità. Possente, maestosa e necessaria, ha favorito in modo vitale l'evoluzione economica, geografica e culturale dell'umanità; a partire dalle ghiande, alimento base dell'Homo sapìens, passando per le resistenti imbarcazioni delle prime armate che circumnavigarono il globo, fino agli attuali articoli d'arredamento, la quercia ha rappresentato, nel corso dei secoli, un'onnipresente ricchezza. Ed è con imperturbato entusiasmo che Logan descrive, in tono informale, le caratteristiche di questa risorsa naturale versatile e preziosa, offrendo al lettore un'esplorazione completa della sua storia.
Contattaci
La mia opera
di Le Corbusier
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 312
La sorprendente autobiografia del grande architetto svizzero uscita (in tedesco, francese e italiano) nel 1961, alla vigilia d
Contattaci
Il filosofo della domenica. La vita e il pensiero di Alexandre Kojève
di Marco Filoni
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 259
Alexandre Kojève (1902-1968), aristocratico russo rifugiatosi in Francia, entrò nell'amministrazione francese subito dopo la fine della guerra. Da quel momento dirà di aver tempo per la filosofia soltanto la domenica. E infatti "il filosofo della domenica" era il nome con il quale lo scrittore Raymond Queneau era solito chiamarlo, a partire dagli anni Cinquanta. Kojève passò felicemente gli ultimi vent'anni della sua vita fra l'elite della diplomazia mondiale e dell'alta finanza. Così la sua fu un'attività filosofica "semiclandestina", riservata ai fine settimana, una circostanza che unitamente al fascino del personaggio ha determinato un singolare destino della ricezione kojèviana. Kojève è diventato una sorta di citazione obbligata per gli studi hegeliani, così come per gli esiti della fenomenologia e dell'esistenzialismo in Francia. Ma solo diversi anni dopo la sua morte, in seguito alla pubblicazione di molti suoi testi inediti, vennero alla luce opere con le quali il dibattito contemporaneo ancora si confronta. Il libro ricostruisce gli ambienti culturali di provenienza, gli studi, le scelte teoriche fondamentali e la rete intellettuale entro cui presero forma i primi scritti di Kojève.
Fuori catalogo
Filosofia della comunicazione
di Ronchi Rocco
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 235
La modernità ha trasformato in un dogma l'incomunicabilità del vero
Fuori catalogo
I neuroni specchio. Come capiamo ciò che fanno gli altri
di Marco Iacoboni
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 260
Come descrivere la capacità umana di leggere nella mente degli altri individui, comprendendo in modo immediato i loro pensieri e sentimenti e reagendo in modo appropriato alle azioni da essi compiute? Finora la scienza non era riuscita a spiegare questa fondamentale possibilità del nostro cervello, che, creando un ponte tra il sé e l'altro, permette lo sviluppo della cultura e della società. Oggi, grazie alla scoperta dei neuroni specchio si è aperta una prospettiva di ricerca rivoluzionaria. I neuroni specchio sono stati localizzati inizialmente, circa una ventina di anni fa, e la loro attività è stata subito connessa al riconoscimento di azioni finalizzate al raggiungimento di oggetti. In particolare, si è constatato che durante l'osservazione di un'azione eseguita da un altro individuo, il sistema neurale dell'osservatore si attiva come se fosse egli stesso a compiere la medesima azione che osserva: di qui il nome "neuroni specchio". Si ritiene che essi rendano possibile l'apprendimento imitativo e la comunicazione verbale, e che un loro cattivo funzionamento provochi un grave deficit come l'autismo. Marco Iacoboni ci conduce direttamente al cuore di queste ricerche, illustrando i principali esperimenti che ne hanno segnato le tappe e discutendo la loro ricaduta a livello scientifico, filosofico e sociale.
Fuori catalogo
Diari di un partigiano ebreo, gennaio 1940-febbraio 1944
di Menachem E. Artom
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 247
I diari di Emanuele Artom sono composti di due parti distinte
Contattaci
Il grande crollo
di Galbraith John K.
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 218
In queste pagine si racconta la storia del più grande rialzo speculativo e relativo crollo delle azioni dei tempi moderni
Fuori catalogo
Morte e pianto rituale nel mondo antico. Dal lamento funebre antico al pianto di Maria
di Ernesto De Martino
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 438
Il pianto antico, la lamentazione mediterranea e precristiana sui defunti, è il tema cruciale su cui Ernesto de Martino mette alla prova l'efficacia delle categorie interpretative elaborate nel "Mondo magico". L'esistenza dell'uomo primitivo è perennemente in bilico tra l'affermazione di sé e della propria presenza e l'universo della labilità in cui è costretto a vivere, dove tutto congiura per l'annullamento e la dissoluzione. La morte di una persona cara e necessaria è l'evento che può provocare il tracollo della instabile bilancia: essa appare uno scandalo irreversibile, una crisi senza orizzonte e apre la strada alla estraniazione dal mondo, al delirio di negazione, al furore distruttivo omicida e suicida. Ma proprio sull'orlo del rischio estremo l'uomo primitivo impara a difendere il proprio precario esserci: nasce il controllo rituale del patire, il pianto collettivo. Il rito - e le molte tecniche di cui si sostanzia - può ora percorrere tutta la tastiera della disperazione, ma appunto in forma controllata. E l'uomo è restituito alla vita, mentre la presenza assillante del morto è trasformata in un'ombra protettrice.
Fuori catalogo
La metafora dello specchio. Lineamenti per una storia simbolica
di Andrea Tagliapietra
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 433
Nella storia del pensiero lo specchio non è una metafora come tutte le altre. All'adeguata duplicazione del mondo cui questo instrumentum philosophiae bisognerà aggiungere la sua funzione primaria, vale a dire quella di includere nel mondo l'osservatore stesso: colui che guarda può ora guardarsi. Dal suggerimento che invita a descrivere l'essenza degli specchi in relazione al mistero del linguaggio, del pensiero e dell'essere, muove l'indagine condotta in questo libro. A partire dai territori del mito greco, l'enigma dello specchio sarà, infatti, l'enigma dell'altro e dello stesso, l'enigma dell'identità e della differenza, della verità e dell'illusione, il luogo in cui si genera la tensione istitutrice del simbolo. Ripercorrendo i momenti cruciali della vicenda filosofica della nostra cultura si intende mostrare come l'oggetto riflettente sia stato, dagli inizi greci della riflessione scientifica fino al pensiero contemporaneo, la metafora della filosofia. Infatti, la figura dell'uomo che si guarda, con la vertiginosa fuga dell'autoreferenza, riassume, con la potenza che e propria dell'immagine, la ricorrente ambizione della filosofia per un sapere assoluto e senza resti, totalizzante e autofondato. Ma di fronte a questo sapere l'avventura figurale dello specchio racconta anche la storia, simmetrica e speculare di quel soggetto che, alla scuola del riflesso, diviene conoscitore di se stesso, ma anche, come suggeriva l'ultima saggezza di Nietzsche, carnefice di se stesso.
Fuori catalogo


