Carocci
Metodologia della progettazione educativa. Competenze, strumenti e contesti
di Andrea Traverso
editore: Carocci
pagine: 197
Il volume analizza la complessità della competenza progettuale, frutto del dialogo tra tecnica ed esperienza all'interno dei servizi educativi, in riferimento alle metodologie più affermate. Progettare, in educazione, impone il controllo e la gestione di variabili afferenti a diversi ambiti disciplinari e culturali, che devono essere utilizzate adottando principi di flessibilità, innovazione e sostenibilità. Il progetto educativo rappresenta quindi la matrice culturale di appartenenza di un'intera generazione professionale, di un modo di vedere le cose e di leggere il mondo, di dare risposte, di entrare in relazione con sé e con gli altri. Nella prospettiva adottata dal libro, la competenza progettuale è articolata in sette estensioni, a loro volta ripartite in dimensioni di natura pedagogica, educativa, didattica, sociale e culturale, a rappresentare un mosaico nel quale ogni educatore possa trovare senso.
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Valutare e certificare le competenze
di Mario Castoldi
editore: Carocci
pagine: 275
La certificazione delle competenze è ormai a regime anche nella scuola italiana, sia per il primo che per il secondo ciclo di istruzione, e costituisce un radicale cambiamento nei modi e nelle forme della valutazione scolastica. Per applicarla si tende a focalizzare l'attenzione su come compilare le diverse voci del documento: di fatto rimane sostanzialmente immutato il processo valutativo che ne precede la compilazione, salvo qualche piccola revisione formale alle intestazioni del registro (elettronico) o alla delibera del collegio docenti. Nel volume si propone di ribaltare la prospettiva e di assumere il modello come ultimo passo di una revisione profonda del processo valutativo; si tratta di una strada decisamente più impervia e impegnativa, ma ineludibile. In gioco c'è un diverso modo di pensare l'apprendimento, un allargamento dello sguardo valutativo ad aspetti spesso trascurati quali: i processi attraverso cui mobilitare i propri apprendimenti, una pluralità di punti di vista e di strumenti con cui raccogliere dati e informazioni, una diversa gestione della fase di attribuzione del giudizio, la valutazione vista come risorsa per l'apprendimento.
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La lingua italiana e i mass media
editore: Carocci
pagine: 412
La nuova edizione di questo volume fotografa una situazione linguistica molto cambiata negli ultimi anni e fornisce una guida non solo chiara e aggiornata, ma profondamente ripensata, alla lingua dei media: la radio, la TV, il cinema, i quotidiani cartacei e on line, il fumetto, la pubblicità, la canzone, le scritture digitali telematiche e le varie forme di interazione su web (posta elettronica, SMS, chat, blog, social network ecc.). I saggi contenuti nel libro presentano con linguaggio lineare e rigore scientifico un'ampia e articolata panoramica della lingua dei media. La struttura modulare, una serie di approfondimenti e una ricca antologia di testi commentati on line offrono al lettore gli strumenti per orientarsi con sicurezza nell'universo linguistico dei diversi media e della crossmedialità, cioè delle loro dinamiche convergenti e interattive sempre più forti. Questa guida vuole appunto mettere a fuoco il rapporto della lingua dei media con l'italiano comune e le loro diverse funzioni, illustrare i cambiamenti, le trasformazioni e la complessità delle modalità comunicative, fino alle tendenze più recenti.
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Il Movimento del 1977 in Italia
di Luca Falciola
editore: Carocci
pagine: 270
In tutto il mondo l'esperienza del Sessantotto si è esaurita entro la prima metà degli anni Settanta, di fronte al tramonto delle ideologie al riflusso nel privato. Invece in Italia, nel 1977, una generazione di militanti di sinistra ha creduto ancora nella possibilità di una rivoluzione e ha messo in atto un estremo tentativo di sovvertire a società. Ne è scaturito un movimento in bilico tra l'esaltazione e i superamento della politica, aperto a spericolate contaminazioni culturali e capace di audaci sperimentazioni creative, ma anche indissolubilmente legato a dottrine e pratiche violente, tanto da inaugurare la fase più buia degli "anni di piombo". Il movimento del '77 attende ancora un'analisi sistematica, oltre a lasciare aperti interrogativi che sono ineludibili per capire e finalmente storicizzare gli anni Settanta. Il volume ricostruisce, sulla base di un'imponente ricerca archivistica e documentaria, il contesto di crisi nel quale maturò questo ciclo di protesta, i riferimenti intellettuali che ispirarono la mobilitazione, la visione del mondo e le rivendicazioni dei contestatori, gli schemi interpretativi che favorirono l'escalation violenta, la reazione delle istituzioni e la dialettica tra movimento e organizzazioni armate clandestine.
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Verso la terra promessa. Scrittori italiani a Gerusalemme da Matilde Serao a Pier Paolo Pasolini
di Alberto Cavaglion
editore: Carocci
pagine: 133
Il libro affronta il tema del viaggio a Gerusalemme nella cultura letteraria italiana del Novecento. Nel periodo preso in esame (dal tramonto della dominazione ottomana al 1967), Gerusalemme è di gran lunga la città più temuta e perciò la meno raccontata dagli scrittori-viaggiatori. Il volume indaga le ragioni per cui la paura ha indotto molti a disputare su Gerusalemme senza esserci mai andati. La tragedia del Medio Oriente viene quindi affrontata inseguendo le forme, i modi e i tempi attraverso cui alcuni protagonisti della letteratura italiana - tra questi Ungaretti. Buzzati, Montale, Flaiano, Silone, Moravia, Meneghello - hanno saputo vincere la paura e si sono messi in movimento, con il piroscafo e con la penna. Matilde Serao, Angelo De Gubernatis, Orio Vergani erano stati i loro illustri precursori. La ricerca nasce dalla convinzione che la letteratura sappia sempre offrire un'angolatura alternativa alla storia e, quindi, proporre una scansione degli eventi diversa da quella della politica internazionale.
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Arte e modernità. Una guida filosofica
di Giuseppe Di Giacomo
editore: Carocci
pagine: 150
Il volume affronta alcuni problemi essenziali dell'estetica dalla metà dell'Ottocento ai giorni nostri ricorrendo alla riflessione estetico-filosofica di Theodor W. Adorno e alle opere di alcuni protagonisti dell'arte moderna, nella convinzione che attraverso questi strumenti sia possibile fare luce sugli aspetti più importanti della produzione artistica e della cultura dell'immagine degli ultimi decenni. Da Manet e Cézanne fino alle più recenti tendenze delle neoavanguardie e a Kiefer, viene proposto un percorso che, attraverso, tra gli altri, Picasso e Klee, Kandinskij e Duchamp, Pollock e Warhol, aiuta a comprendere i fenomeni che caratterizzano non solo l'arte, ma anche l'orizzonte culturale segnato dall'ibridazione di società e mercato, tipica dell'epoca della globalizzazione e dell'attuale capitalismo estetico.
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Leggere Austen
di Diego Saglia
editore: Carocci
pagine: 142
Jane Austen è, ai giorni nostri, la scrittrice più famosa, universalmente amata e acclamata del canone letterario in inglese, e non solo tra i lettori di madrelingua. Rappresenta, infatti, un fenomeno di risonanza e diffusione internazionali, parte integrante della letteratura nell'età globale, anche se non è sempre conosciuta tramite le sue opere, quanto piuttosto grazie a varie forme di "rimediazione", tra cui gli adattamenti televisivi e cinematografici. Riportando i romanzi al centro dell'attenzione, il libro esplora la produzione narrativa dell'autrice in relazione al contesto biografico, letterario e storico-culturale, nonché attraverso le molteplici ramificazioni del suo universo di trame, temi e personaggi.
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Filosofia della fisica. Un'introduzione
di Matteo Morganti
editore: Carocci
pagine: 216
La rilevanza della fisica è oggi difficile da sottovalutare. Oltre a essere considerate fondamentali nei loro aspetti tecnici e applicativi, le teorie fisiche sono generalmente viste come la forma più alta e sofisticata di conoscenza a nostra disposizione. Al tempo stesso, però, la comprensione effettiva del significato e delle conseguenze di teorie come la relatività di Einstein o la meccanica quantistica richiede una riflessione attenta e complessa. In questo contesto, si rivelano utili gli strumenti dell'analisi filosofica e si delinea di conseguenza una disciplina nuova, la "filosofia della fisica". Ma che cos'è esattamente la filosofia della fisica? Che cosa aggiunge una riflessione non basata sul metodo scientifico a quello che ci dicono i fisici? Inoltre, che rilevanza ha la fisica odierna per questioni filosofiche più o meno tradizionali? Il volume risponde a queste domande, introducendo i lettori a un ambito di ricerca che si trova al confine fra scienze naturali e studi umanistici e che ci pone di fronte alle più profonde questioni sulla natura della realtà.
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Digital humanities, una prospettiva didattica
di Rosaria Pace
editore: Carocci
pagine: 103
Quali sono gli elementi che definiscono la cultura, l'alfabetizzazione, la partecipazione nell'era dell'accesso aperto alle risorse informative? Quanto a lungo la scuola sopravviverà nella forma in cui la conosciamo? I musei, le università, le biblioteche rappresentano ancora i contesti nei quali si nutrirà e si comunicherà la conoscenza nel prossimo futuro? Come sta cambiando il ruolo dell'educatore, del curatore museale, dello studente? La prospettiva dalla quale sono osservati i cambiamenti è quella delle Digital humanities: l'ibridazione con il digitale delle discipline umanistiche diventa la chiave di lettura dei processi di produzione e di fruizione culturale, alla luce dei nuovi strumenti, dei metodi e degli ambienti tecnologici che popolano i contesti di apprendimento nell'era digitale. Prefazione di Pierpaolo Limone.
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L'intervento sociale tra gestione del rischio e partecipazione
editore: Carocci
pagine: 197
Il libro offre spunti di riflessione a partire da due esperienze di ricerca fatte in questi anni: la prima ha studiato la questione della qualità nelle professioni sociali da un'ottica pluralista, la seconda ha esplorato il tema dell'accesso ai servizi sociali quale processo chiave per gli interventi sociali. Proponendosi come risposta critica e costruttiva a un clima di politiche sociali, generate da economie neo-liberali, che enfatizzano l'attivazione dell'individuo e della resource efficiency dei metodi di intervento, il volume intende contribuire alla crescita e al consolidamento del progetto delle professioni sociali. Questo consolidamento si basa su processi di produzione di conoscenza che, pur aderendo a standard di scientificità, si confrontano con modi diversi di conoscere e con prospettive differenti. La questione di chi partecipa ad una costruzione di conoscenza per i servizi sociali non ha solo una rilevanza pratica, ma anche etica, connessa alla produzione di un sapere che non contribuisca a processi di oppressione ma che, al contrario, apra percorsi di democratizzazione dei contesti e dei servizi sociali.
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Gli avvocati nella giustizia civile. Utenti e protagonisti
di Luca Verzelloni
editore: Carocci
pagine: 159
Gli avvocati sono utenti o protagonisti del servizio giustizia? In che misura il comportamento dei legali concorre a determinare il buon andamento degli apparati giudiziari? E soprattutto, in che modo l'avvocatura contribuisce e potrebbe contribuire, in ottica futura, al miglioramento di efficienza ed efficacia della giustizia civile? Il volume, frutto di un periodo decennale di ricerca empirica, fornisce contributo originale e innovativo allo studio di una delle professioni più importanti e, al contempo, più discusse e criticate della nostra società. Il libro indaga il complesso e inesplorato tema dei rapporti fra avvocati e uffici giudiziari, allargando il focus a una pluralità di dimensioni, fra cui: l'organizzazione degli studi legali, l'uso delle tecnologie informatiche, il rapporto con i clienti, l'interazione con i colleghi, il comportamento in udienza, il dialogo con la magistratura e il ruolo degli Ordini forensi nei percorsi d'innovazione giudiziaria. Questa ricerca si offre come uno specchio attraverso il quale gli "addetti ai lavori" - in primis gli avvocati - possano riconoscersi e ripensare in senso critico alla loro professione. Il libro si rivolge altresì a tutti i cittadini interessati a comprendere le logiche d'azione che guidano il funzionamento delle corti di giustizia.
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La terza Italia. Reinventare la nazione alla fine del Novecento
di Francesco Bartolini
editore: Carocci
pagine: 155
Negli anni Settanta del Novecento si scopre l'esistenza di un'altra Italia, quella del Centro/Nord-Est, che cresce grazie all'imprenditorialità delle famiglie, al dinamismo delle piccole industrie, alla coesione delle comunità locali. Cambia allora il modo di pensare alla nazione. Comincia un gigantesco sforzo di ridefinizione della geografia economica, sociale e culturale del paese, che s'intreccia alle strategie dei partiti politici, impegnati a immaginare un originale "modello italiano" di sviluppo. Questa rappresentazione trova credito anche all'estero, dove la Terza Italia diviene uno degli esempi più citati per dimostrare l'avvento di un'era del postfordismo. Si consolida così il ritratto di un'Italia civile ed equilibrata, incontaminata dalle degradazioni industriali e dagli atavismi agricoli, che ambisce non solo a rappresentare la parte più sana della nazione, ma anche una soluzione ai mali del capitalismo e del collettivismo.
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