Carocci
Filosofia della fisica. Un'introduzione
di Matteo Morganti
editore: Carocci
pagine: 216
La rilevanza della fisica è oggi difficile da sottovalutare. Oltre a essere considerate fondamentali nei loro aspetti tecnici e applicativi, le teorie fisiche sono generalmente viste come la forma più alta e sofisticata di conoscenza a nostra disposizione. Al tempo stesso, però, la comprensione effettiva del significato e delle conseguenze di teorie come la relatività di Einstein o la meccanica quantistica richiede una riflessione attenta e complessa. In questo contesto, si rivelano utili gli strumenti dell'analisi filosofica e si delinea di conseguenza una disciplina nuova, la "filosofia della fisica". Ma che cos'è esattamente la filosofia della fisica? Che cosa aggiunge una riflessione non basata sul metodo scientifico a quello che ci dicono i fisici? Inoltre, che rilevanza ha la fisica odierna per questioni filosofiche più o meno tradizionali? Il volume risponde a queste domande, introducendo i lettori a un ambito di ricerca che si trova al confine fra scienze naturali e studi umanistici e che ci pone di fronte alle più profonde questioni sulla natura della realtà.
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Digital humanities, una prospettiva didattica
di Rosaria Pace
editore: Carocci
pagine: 103
Quali sono gli elementi che definiscono la cultura, l'alfabetizzazione, la partecipazione nell'era dell'accesso aperto alle risorse informative? Quanto a lungo la scuola sopravviverà nella forma in cui la conosciamo? I musei, le università, le biblioteche rappresentano ancora i contesti nei quali si nutrirà e si comunicherà la conoscenza nel prossimo futuro? Come sta cambiando il ruolo dell'educatore, del curatore museale, dello studente? La prospettiva dalla quale sono osservati i cambiamenti è quella delle Digital humanities: l'ibridazione con il digitale delle discipline umanistiche diventa la chiave di lettura dei processi di produzione e di fruizione culturale, alla luce dei nuovi strumenti, dei metodi e degli ambienti tecnologici che popolano i contesti di apprendimento nell'era digitale. Prefazione di Pierpaolo Limone.
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L'intervento sociale tra gestione del rischio e partecipazione
editore: Carocci
pagine: 197
Il libro offre spunti di riflessione a partire da due esperienze di ricerca fatte in questi anni: la prima ha studiato la questione della qualità nelle professioni sociali da un'ottica pluralista, la seconda ha esplorato il tema dell'accesso ai servizi sociali quale processo chiave per gli interventi sociali. Proponendosi come risposta critica e costruttiva a un clima di politiche sociali, generate da economie neo-liberali, che enfatizzano l'attivazione dell'individuo e della resource efficiency dei metodi di intervento, il volume intende contribuire alla crescita e al consolidamento del progetto delle professioni sociali. Questo consolidamento si basa su processi di produzione di conoscenza che, pur aderendo a standard di scientificità, si confrontano con modi diversi di conoscere e con prospettive differenti. La questione di chi partecipa ad una costruzione di conoscenza per i servizi sociali non ha solo una rilevanza pratica, ma anche etica, connessa alla produzione di un sapere che non contribuisca a processi di oppressione ma che, al contrario, apra percorsi di democratizzazione dei contesti e dei servizi sociali.
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Gli avvocati nella giustizia civile. Utenti e protagonisti
di Luca Verzelloni
editore: Carocci
pagine: 159
Gli avvocati sono utenti o protagonisti del servizio giustizia? In che misura il comportamento dei legali concorre a determinare il buon andamento degli apparati giudiziari? E soprattutto, in che modo l'avvocatura contribuisce e potrebbe contribuire, in ottica futura, al miglioramento di efficienza ed efficacia della giustizia civile? Il volume, frutto di un periodo decennale di ricerca empirica, fornisce contributo originale e innovativo allo studio di una delle professioni più importanti e, al contempo, più discusse e criticate della nostra società. Il libro indaga il complesso e inesplorato tema dei rapporti fra avvocati e uffici giudiziari, allargando il focus a una pluralità di dimensioni, fra cui: l'organizzazione degli studi legali, l'uso delle tecnologie informatiche, il rapporto con i clienti, l'interazione con i colleghi, il comportamento in udienza, il dialogo con la magistratura e il ruolo degli Ordini forensi nei percorsi d'innovazione giudiziaria. Questa ricerca si offre come uno specchio attraverso il quale gli "addetti ai lavori" - in primis gli avvocati - possano riconoscersi e ripensare in senso critico alla loro professione. Il libro si rivolge altresì a tutti i cittadini interessati a comprendere le logiche d'azione che guidano il funzionamento delle corti di giustizia.
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La terza Italia. Reinventare la nazione alla fine del Novecento
di Francesco Bartolini
editore: Carocci
pagine: 155
Negli anni Settanta del Novecento si scopre l'esistenza di un'altra Italia, quella del Centro/Nord-Est, che cresce grazie all'imprenditorialità delle famiglie, al dinamismo delle piccole industrie, alla coesione delle comunità locali. Cambia allora il modo di pensare alla nazione. Comincia un gigantesco sforzo di ridefinizione della geografia economica, sociale e culturale del paese, che s'intreccia alle strategie dei partiti politici, impegnati a immaginare un originale "modello italiano" di sviluppo. Questa rappresentazione trova credito anche all'estero, dove la Terza Italia diviene uno degli esempi più citati per dimostrare l'avvento di un'era del postfordismo. Si consolida così il ritratto di un'Italia civile ed equilibrata, incontaminata dalle degradazioni industriali e dagli atavismi agricoli, che ambisce non solo a rappresentare la parte più sana della nazione, ma anche una soluzione ai mali del capitalismo e del collettivismo.
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L'etimologia
di Daniele Baglioni
editore: Carocci
pagine: 127
L'origine delle parole e la loro storia suscitano grande interesse anche al di fuori della ristretta cerchia dei linguisti, sebbene raramente i non specialisti si mostrino consapevoli di quanto sia complesso ripercorrere le vicende delle parole nel tempo. Ai fondamenti dell'etimologia scientifica è dedicato questo volume, in cui si presentano i problemi, i metodi e gli strumenti della moderna ricerca etimologica con l'ausilio di un gran numero di storie di parole italiane.
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L'invenzione della Sicilia. Letteratura, mafia, modernità
di Matteo Di Gesù
editore: Carocci
pagine: 160
La letteratura moderna ha documentato assai efficacemente il lungo e conflittuale processo di assimilazione della Sicilia alla nazione italiana: un'integrazione culturale e sociale, prima ancora che politica, disarmonica e per molti aspetti ancora incompiuta. Ma la letteratura, specie la narrativa di autori siciliani, è stata interpretata, sovente in maniera forzosa e ideologicamente tendenziosa, come repertorio di una presunta identità siciliana immutabile, di un'ontologia metastorica per la quale perfino la mafia sarebbe uri carattere antropologico piuttosto che un fenomeno criminale. Il libro rivisita alcuni momenti della fondazione letteraria dell'ambigua nozione di identità siciliana moderna: dalla breve stagione dell'illuminismo isolano alla comparsa della tematica mafiosa nella narrativa del secondo Ottocento, fino alle riscritture romanzesche dell'impresa risorgimentale. Una rilettura suffragata dall'idea che sia giunto il tempo di rivedere criticamente alcuni dispositivi discorsivi che riguardano la cosiddetta "letteratura siciliana", nonché da una fedeltà irrinunciabile, per quanto problematica, al magistero di Leonardo Sciascia.
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Omicidi, rapine, bardane. Diritto penale e politiche criminali nella Sardegna moderna (XVII-XIX secolo)
di Mario Da Passano
editore: Carocci
pagine: 318
Il volume, a cura di Antonello Mattone, raccoglie dodici saggi sulla storia della criminalità nella Sardegna moderna e contemporanea redatti tra il 1980 e il 1004 da Mario Da Passano, considerato "il più grande storico della legislazione penale che l'Italia abbia avuto" (Mario Sbriccoli). Si tratta di studi innovativi e per certi versi anticonformisti, che respingevano le ormai vecchie interpretazioni della storiografia locale, che consideravano i fenomeni criminosi come manifestazioni di "resistenza" nei confronti dei dominatori esterni. I crimini vengono ricondotti alla loro realtà concreta, grazie all'apporto di una vasta documentazione archivistica. Reati, omicidi, rapine, bardane, matrimoni clandestini vengono analizzati non soltanto nella loro dimensione giuridica, ma anche in quella sociale. Emerge un'immagine inedita della criminalità sarda, a cui si aggiunge una profonda trattazione della normativa sette-ottocentesca e delle politiche in materia penale seguite dal governo sabaudo e da quello unitario.
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Scuola di formazione di italiano lingua seconda/straniera. Competenze d'uso e integrazione
editore: Carocci
pagine: 214
L'insegnamento della lingua e della cultura italiana a chi non è nato nel nostro paese è da tempo diventato una necessità imprescindibile, tra le numerose altre che segnano la realtà delle nostre scuole come delle università; una vera e propria emergenza linguistica che ha posto nuove problematiche alle istituzioni preposte alla trasmissione delle conoscenze. Per i tanti che costituiscono la società multietnica nella quale viviamo, la nostra lingua rappresenta il primo lasciapassare verso un'idea di cittadinanza attiva e consapevole. È la lingua ad unificare la collettività sociale in una dimensione dialettica che esclude l'omologazione. I materiali che presentiamo partono da queste premesse con l'obiettivo di essere uno strumento utile per chi quotidianamente si cimenti con la necessità di nuove strategie di comunicazione e metodologie didattiche per insegnare l'italiano come lingua L2/LS.
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Didone regina di Cartagine di Christopher Marlowe. Metamorfosi virgiliane nel Cinquecento
di Antonio Ziosi
editore: Carocci
pagine: 358
Il volume propone una nuova edizione della prima tragedia di Christopher Marlowe, Dido, Queene of Carthage, e uno studio del fondamentale rapporto tra il drammaturgo elisabettiano e due autori della poesia latina, Virgilio e Ovidio. La Tragedia di Didone, regina di Cartagine, cui verosimilmente allude Amleto nel suo invito al capocomico nel secondo atto di Hamlet, è infatti una drammatizzazione del libro IV ma anche del I e del II dell'Eneide virgiliana. Ma, a differenza delle altre tragedie rinascimentali di Didone, che si appoggiano alle strutture già drammatiche del iv libro eneadico, la Didone di Marlowe 'rilegge' tutto il poema virgiliano e i nodi più profondi del suo codice epico in maniera simbolica, allusiva e deformante. Nel tradurre Virgilio per il palcoscenico, infatti, Marlowe lo riveste di abiti ovidiani (o ovidianamente medioevali), sfruttando, in modo acuto e consapevole, il rapporto intertestuale e palinsestico che lega l'opera di Ovidio a quella di Virgilio. L'analisi riserva ulteriori sorprese: Fuso allusivo della poesia degli Amores, delle Heroides e, soprattutto, delle Metamorfosi, nel gioco di riscrittura dell'epos virgiliano, si rivela fondamentale non solo per la formazione dell'immaginario simbolico e mitologico che sostiene tutta la poesia di Marlowe, ma anche per la genesi del suo stesso teatro. Un teatro che, nei suoi aspetti più originali e moderni, nasce dunque dalla parola ecfrastica e spettacolare della poesia ovidiana.
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L'eresia di un umanista. Celio Secondo Curione nell'Europa del Cinquecento
di Lucio Biasiori
editore: Carocci
pagine: 134
L'umanista piemontese Celio Secondo Curione fuggì dall'Italia nel 1542, quando venne fondata l'Inquisizione romana. Rifugiatosi a Basilea, entrò presto in urto anche con le nuove ortodossie protestanti, che lo processarono per la sua concezione tollerante e antidogmatica della religione. Il libro ricostruisce per la prima volta l'intera parabola di questo "eretico per tutti", riportandone a galla molti aspetti rimossi. Ne emerge un quadro in cui contrapposizioni come quella tra Riforma e Controriforma o tra riforma magisteriale e riforma radicale non riescono a restituire la complessità di un'epoca di violenti scontri religiosi, ma anche di inaspettate alleanze. Un'epoca, a ben guardare, le cui somiglianze con quella attuale sono tali da mutare il nostro atteggiamento verso personaggi come Curione: mentre nel secolo scorso erano studiati quali precursori dell'Illuminismo, oggi li vediamo in una luce diversa e ci colpisce soprattutto il loro sofferto rifiuto di schierarsi in uno scontro frontale tra visioni del mondo dicotomiche e la scelta di non stare né con il papa né con Calvino.
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Il Nuovo Testamento. Un'introduzione
di Bart D. Ehrman
editore: Carocci
pagine: 566
"Questa introduzione non si rivolge solo ai credenti, ma a persone di ogni genere. E perciò non ne affronta lo studio alla luce di un determinato punto di vista confessionale. Lo affronta invece in una prospettiva storica, alla ricerca di che cosa possiamo sapere degli insegnamenti del Nuovo Testamento, dei suoi autori, dell'epoca in cui scrissero e delle questioni che cercarono di affrontare. Nella convinzione che un'indagine storica di questo tipo si riveli preziosa per tutti, credenti e non." (Bart D. Ehrman)
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