Cesati
Spazio domestico e spazio quaotidiano nella letteratura e nel cinema dall'Ottocento a oggi
editore: Cesati
pagine: 154
Il tema dello spazio domestico rientra in quel recente ripensamento della spazialità che ha preso il nome di spatial turn
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Il troppo e il vano. Percorsi di formazione linguistica nel secondo Ottocento
di Giuseppe Polimeni
editore: Cesati
pagine: 242
Il volume raccoglie dieci saggi dedicati alla ricerca di una lingua comune nell'Ottocento italiano. Fulcro storico è l'Unità d'Italia, intesa come spartiacque in cui le istanze del primo Ottocento trovano una concreta possibilità di realizzarsi attraverso il sistema scolastico e i moderni mezzi di comunicazione. Ripercorsi i momenti di un'unificazione intesa come estensione di una varietà all'intera nazione (principalmente attraverso la scuola), il libro si propone di sondare il nodo problematico della definizione di uno strumento linguistico che garantisca a tutti una partecipazione democratica alla vita civile. Centrale si dimostra il concetto di popolo: inteso in prima battuta come una non definita entità a cui lo scrittore è chiamato a rifarsi per costruire una lingua spontanea, il popolo diviene gradualmente proiezione delle istanze della vita civile di un'intera società. I saggi si dispongono lungo un'ideale linea di demarcazione che riguarda il problema della varietà linguistica, di quell'abbondanza di parole e di forme che caratterizza storicamente l'italiano: da un lato i "manzoniani" si adoperano per raggiungere una riduzione di forme concorrenti, considerate come inutile orpello nell'accesso democratico alla parola; dall'altro Graziadio Isaia Ascoli e la sua scuola propongono sondaggi negli strati della lingua con l'intento di ricostruire le valenze storiche della varietà e di favorirne la consapevolezza nell'uso effettivo.
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Claude Fauriel. Alle origini della comparatistica
di Elena Maiolini
editore: Cesati
pagine: 298
Sainte-Beuve lo definì "l'iniziatore segreto" degli spiriti più eletti del tempo: tale fu Claude Charles Fauriel (1772-1844), noto in Italia soprattutto per esser stato l'interlocutore privilegiato di Manzoni. Questo libro, che si propone come prima monografia italiana complessiva su un vero maestro degli intellettuali d'Europa, offre al lettore un percorso attraverso la sua poliedrica ed instancabile attività, che ne fa un pioniere della comparatistica letteraria e linguistica: dal giudizio accorto sul saggio "De la littérature di Madame de Staël" alle traduzioni di Baggesen, Berchet e Manzoni; dal contributo alla causa dell'indipendenza greca alle ricerche di linguistica romanza. Coniugando lo studio appassionato delle lettere a un profondo interesse per l'uomo, Fauriel declinò in modo personale la combinazione di cultura e politica, di studio letterario e impegno civile, tipica del gruppo di "Idéologues" di cui fece parte e poi del grande movimento romantico. Ne emerge la figura di un intellettuale di prim'ordine, la cui ricerca rispose anche a meditate esigenze morali.
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L'italiano fuori d'Italia
di Francesco Bruni
editore: Cesati
pagine: 270
Durante il Rinascimento l'Italia ha esportato cultura umanistica e nuovi linguaggi nelle arti figurative e nell'architettura. Prima tra le lingue europee, l'italiano si dota di regole grammaticali e di un grande dizionario. Non è questa l'unica linea della sua storia: nel mondo plurilingue del Mediterraneo tra XVI e XVIII secolo l'italiano è impiegato per le transazioni marinaresche, anche in assenza di interlocutori italiani. Ancora, l'italiano ha avuto ripetuti, inaspettati impieghi nella diplomazia dei Balcani e nell'Oriente della Turchia Ottomana. La vita avventurosa di Lord Byron, conclusasi in Grecia, è un'altra chiave di accesso (non l'unica) che spiega perché sia redatto in italiano il documento che fonda la legittima proprietà delle sculture del Partenone da parte del British Museum. Con la sua leggerezza l'italiano, privo del sostegno di uno stato (almeno fino alla svolta dell'Unità d'Italia, e qualche volta anche oltre), è presente in ambienti diversi da quelli studiati tradizionalmente, con risultati che invitano a una revisione seria del luogo comune secondo cui la lingua nazionale sarebbe stata confinata, prima dell'Unità, a un ruolo quasi esclusivamente libresco.
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Scrivere la diversità. Autobiografia e politica in Clara Sereni
di Giulia Po
editore: Cesati
pagine: 170
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L'italiano giornalistico
Dall'inizio del '900 ai quotidiani on line
di Bonomi Ilaria
editore: Cesati
pagine: 388
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Romanzi di (de)formazione (1988-2010)
editore: Cesati
pagine: 164
Sospesa tra intermedialità e tradizione, tra denuncia e disimpegno, tra istrionismo postmoderno e compostezza classica, la nar
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Il senso della punteggiatura nel testo
Analisi del punto e dei due punti in prospettiva testuale
di Lala Letizia
editore: Cesati
pagine: 164
La linguistica più tradizionale, che si occupava prevalentemente della frase, ha ormai da tempo mostrato i propri limiti, scop
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Storia della lingua italiana e filologia
Atti del convegno ASLI (Pisa-Firenze, 18-20 dicembre 2008)
di Ciociola C. (cur.)
editore: Cesati
pagine: 274
Il volume raccoglie gli Atti del VII Convegno ASLI (Associazione per la Storia della Lingua Italiana) che si è svolto nel mese
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L'Italia vista dagli altri
Atti del 1° Convegno internazionale (Banja Luka, 12-13 giugno 2009)
editore: Cesati
pagine: 240
Se l'Italia rappresenta un concetto geograficamente, linguisticamente, letterariamente preciso, stabile, "gli altri" ne sono l
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