Contrasto
Ombre di guerra. 90 fotografie dai principali conflitti nel mondo per dire basta al dramma della guerra
editore: Contrasto
pagine: 200
"'Quelle connerie la guerre', diceva Jacques Prévert, che fesseria, che assurdità. Proprio questa assurdità esprime la raccolta "Ombre di guerra". Fotografie che sollevano il velo, fermando per sempre un attimo di follia. Fotografare la guerra è un modo per mostrarne l'orrore e soprattutto un modo straordinario per arrivare dal cuore al pensiero. Le 90 fotografie della mostra di alcuni fra i più grandi fotografi di guerra, sono accompagnate dai loro testi inediti, che raccontano la genesi e i segreti delle loro immagini. Un invito alla riflessione e poi al dibattito su come dire basta alla violenza. Per questo la mostra fa parte delle iniziative promosse da Science for Peace, il movimento che ho voluto creare per promuovere la cultura della non violenza, della tolleranza, della risoluzione pacifica delle conflittualità. Per far questo non bisogna mai smettere di parlare di pace in ogni ambito del pensiero. Ombre di guerra: la parola alla fotografia." (Umberto Veronesi)
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W. Eugene Smith
editore: Contrasto
pagine: 240
W. Eugene Smith ha rivoluzionato il concetto di saggio fotografico attraverso i suoi reportage pubblicati sulla rivista Life fra il 1948 e il 1956: una modalità di lavoro continuata anche quando Smith divenne membro dell'agenzia fotografica Magnum Photos. Questo volume raccoglie le immagini dei suoi emblematici reportage: "Il medico di campagna", che ritrae il sacrificio e la frustrazione del lavoro di un medico dell'America rurale; "Il villaggio spagnolo", un potente studio fotografico sulla Spagna degli anni Cinquanta; "La levatrice", che racconta la vita di una donna afroamericana nel sud degli Stati Uniti; "Un uomo compassionevole", documento del lavoro umanitario svolto in Africa dal dottor Albert Schweitzer; "Pittsburgh", il primo incarico di Smith da freelance, che non fu mai pubblicato per intero e "Minamata", il reportage che denuncia gli effetti causati dal mercurio in una regione abitata da pescatori giapponesi. Saggi critici di Enrica Viganò e Britt Salvesen accompagnano i testi scritti dallo stesso W. Eugene Smith, pubblicati qui per la prima volta. Attraverso le parole dell'autore apprendiamo le tecniche che utilizzava sul campo, i principi che lo guidavano e conosciamo la drammatica e commovente storia della sua foto più famosa, "Il sentiero verso il giardino del Paradiso", scattata quando Smith era ancora convalescente dalle ferite subite nella Seconda guerra mondiale. Il volume include inoltre un saggio di circa cinquanta pagine su Deleitosa, in Estremadura, il suo villaggio.
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Music:box. Quando i grandi fotografi raccontano la musica
editore: Contrasto
pagine: 479
La musica ha sempre preteso un'immagine, come indispensabile complemento della sua fuggevole, immateriale natura fisica
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Paolo Roversi
editore: Contrasto
pagine: 144
La collana Fotonote si arrichisce di un nuovo titolo dedicato a Paolo Roversi, originario di Ravenna e parigino d'adozione, riconosciuto a livello internazionale come uno dei più raffinati fotografi di moda. Pudico e riservato, Roversi porta avanti da più di quarant'anni un'opera che sembra ossessionata dalla fragilità della bellezza in ogni sua forma e dalla delicatezza che richiede il concetto di eleganza di questo fotografo. Nel 1980 Roversi scopre la pellicola Polaroid utilizzata su un banco ottico a grande formato: questo "colpo di fulmine" svela al fotografo nuovi orizzonti di ricerca estetica, dà nuova vita alla sua relazione con il soggetto fotografato e definisce magistralmente la quintessenza del suo stile. Capace come pochi altri di rendere magici i suoi scatti, è stato più volte definito un "pittore d'immagini". Il suo rapporto con il mondo, infatti, non passa attraverso la macchina fotografica, non è un atto di testimonianza, il momento fotografico è per lui un momento creativo: la spontaneità è parte fondamentale di questo processo, la fotografia un linguaggio per apprendere. Introduzione di Gilles de Bure.
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Le regole del caso
di Willy Ronis
editore: Contrasto
pagine: 178
Il volume presenta 120 immagini selezionate dallo stesso Willy Ronis
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Zingari
di Josef Koudelka
editore: Contrasto
pagine: 109
Questo volume è la versione aggiornata e ampliata del menabò definitivo originale di Cikdni zingari in ceco che Josef Koudelka
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Gerda Taro. Catalogo della mostra (Milano, 27 marzo-21 giugno 2009)
editore: Contrasto
pagine: 176
Donna controcorrente, spirito libero e fotografa pionieristica, Gerda Taro ha speso la sua breve e intensissima vita documenta
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World Press Photo 2011
editore: Contrasto
pagine: 155
Nata nel 1955 nei Paesi Bassi allo scopo di sostenere e promuovere il fotogiornalismo nel mondo, il World Press Photo è un'org
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In the shadow of things
di Leonie Hampton
editore: Contrasto
pagine: 194
In questo libro sono raccolte le immagini frutto di un lunghissimo lavoro di Leonie Hampton sulla sua stessa famiglia, segnata dalla malattia mentale della madre. Giovane fotografa di talento, l'inglese Leonie Hampton è sempre stata affascinata dai diversi modi in cui le persone creano e vivono i legami familiari. La tradizione vuole che sia la figura materna a rappresentare il cuore attorno al quale i componenti di una famiglia ruotano; accade anche in questo caso, pure se in un modo diverso. Le fotografie mostrano le cose, gli oggetti ammassati e quasi stratificati, che sono la manifesta e ingombrante traccia della presenza della sindrome ossessivo-compulsiva della mamma della Hampton che la spinge ad accumulare, riordinare e distruggere ciò che aveva appena sistemato. Un tacito accordo lega tutta la famiglia - Leonie, i suoi fratelli, il compagno e il marito della madre - nello sforzo sincero e amorevole di favorire la guarigione dalla malattia con la consapevolezza che il rapporto eccentrico che la mamma instaura con la famiglia, e poi con il resto del mondo, è pieno di aspetti strani se non patologici ma anche teneri, divertenti, a volte buffi e di fondo, pieni d'amore. Le immagini seguono il racconto di una possibile, quotidiana assurdità e dei tentativi della figlia e degli altri familiari di spezzare questo gioco patologico. Sono fotografie che raccontano amore, tenerezza e angoscia ma soprattutto l'importanza di essere comunque famiglia.
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Paolo Pellegrin. Dies irae
editore: Contrasto
pagine: 205
Ci sono fotografie che acquistano una vita propria sulle pagine di una rivista o magari incorniciate e sistemate su una parete bianca, magari ancora a disposizione via internet. Posseggono una vita autonoma e nel loro tragitto trasportano le intenzioni, il carico iniziale di domande che ha indotto a realizzarle. Sono frammenti di una conversazione, dotati di una voce e una carica attiva che non si esaurisce nel momento in cui è pronunciata, ma si rafforza e si definisce meglio, insieme magari ad altre voci, nel corso della conversazione con chi osserva. È come piantare un seme che poi cresce e che lo spettatore completa. Nel mio lavoro penso di fornire domande e dubbi. Questa è la forma attiva e dinamica della fotografia che si trasforma e muta in chi la guarda. La possibilità di mettere in circolo un sistema di impulsi, di anticorpi, senza pretesa di migliorare il mondo, ma semmai di aprire una conversazione con il mondo.
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Lo straniero vol. 126-127
editore: Contrasto
pagine: 176
"Lo straniero" è una rivista mensile nata a Roma nel 1997 fondata da Goffredo Fofi con un nutrito gruppo di collaboratori: da Gustaw Herling e Anna Maria Ortese a Carmelo Bene, da Stefano Benni a Ciprì e Maresco e molti altri. Si occupa di "arte cultura scienza e società", privilegia settori decisivi di esse proponendo una ridiscussione a più voci, tra teorie e pratiche, dei modi in cui avviene oggi la trasmissione di conoscenze e valori; una riflessione sui nuovi assetti politici e geografici, mutazioni economiche e antropologiche; un'analisi delle questioni che coinvolgono le "zone calde" del nostro paese; una valutazione delle Arti e della loro "necessità", con particolare attenzione al teatro, al cinema, al fumetto, alla letteratura.
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Carver country. Il mondo di di Raymond Carver
di Bob Adelman
editore: Contrasto
pagine: 197
"Carver country" è una biografia visiva di Raymond Carver, il grande scrittore scomparso nel 1988, e al contempo una mappa fotografica del suo universo letterario. Qui, i luoghi dell'infanzia e della giovinezza si sovrappongono agli scenari della narrativa e della poesia, i ricordi diventano parola poetica, le persone si tramutano in personaggi. A cercarlo sulle carte il territorio di mezzo di "Carver country", sospeso com'è tra la realtà della geografia e l'astrattezza della letteratura, sarebbe impossibile da trovare. Le fotografie di Bob Adelman, tuttavia, come le tessere di un mosaico, lo fanno materializzare davanti ai nostri occhi, dando vita a un paesaggio variegato, solcato dalle traiettorie profonde che vi hanno inciso uomini e donne perennemente in transito da un lavoro all'altro, da una casa all'altra, da un affetto all'altro. Vite estreme e radicali in cui il desiderio, l'inquietudine e l'insoddisfazione si accompagnano a un insopprimibile "perseguimento della felicità" che talvolta ottenebra la ragione. Come il Mississippi di Mark Twain, il Sud di William Faulkner, o i fiumi e i boschi di Ernest Hemingway, "Carver country" è un mondo privato, corretto dall'immaginazione e tramandato dalla scrittura di un grande maestro americano.
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