Cronopio
Toccare il reale. L'arte di Romeo Castellucci
editore: Cronopio
pagine: 236
Con Romeo Castellucci siamo di fronte non soltanto a un protagonista della scena contemporanea; siamo di fronte soprattutto a
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Canti orfici. Con Quaderno (rist. anast. 1914)
di Dino Campana
editore: Cronopio
pagine: 173
I "Canti orfici" non sono solo un libro, sono "il" libro unico di Dino Campana (Marradi, 1885 - Castelpulci, 1932). Questa ristampa anastatica dei Cantisi propone come un'edizione di cui d'ora in poi tener conto nella bibliografia campaniana: per la fedeltà all'edizione del 1914, l'accuratezza della composizione e della stampa (sono stati esaminati e comparati diversi esemplari dell'edizione originale); per l'esaustiva Introduzione e Nota bio-bibliografica, corredata da immagini, di Gabriel Cacho Millet, lo studioso argentino che negli ultimi quarant'anni ha portato alla luce preziosi documenti di e su Dino Campana; per la voce e i suoni di Claudio Morganti che, in prima assoluta, "dice" i "Canti orfici" in versione integrale.
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Valutare e punire
di Valeria Pinto
editore: Cronopio
pagine: 190
Qui si mette in opera una critica della cultura della valutazione: dei suoi presupposti ideologici, della sua retorica e delle sue pratiche concrete. Interrogazione filosofica e analisi del presente concorrono a portare allo scoperto le tecnologie invisibili, la rivoluzione silenziosa che sta cambiando il significato della conoscenza nella "società della conoscenza". Parole familiari come qualità, eccellenza, merito, la stessa valutazione assumono valori inediti, risemantizzano l'ethos della scienza in un nuovo governo delle condotte.
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Sull'origine dell'ermeneutica del sé. Due conferenze al Dartmouth College
di Foucault Michel
editore: Cronopio
pagine: 114
Il 17 e il 24 novembre del 1980, Michel Foucault pronunciò al Dartmouth College, nel New Hampshire, due conferenze, ancora ine
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Ai bordi del politico
di Rancière Jacques
editore: Cronopio
pagine: 213
La politica non è l'esercizio del potere
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Sull'amore. Jacques Lacan e il Simposio di Platone
di Moroncini Bruno
editore: Cronopio
pagine: 170
Dopo quella freudiana, l'interpretazione del Simposio di Platone offerta da Jacques Lacan al fine di tematizzare da un punto d
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Il corpo senza qualità. Arcipelago queer
di Di Stefano Fabrizia
editore: Cronopio
pagine: 197
Tra corpo e pensiero c'è un resto che da nessuno dei due lati si può cogliere, né raccogliere
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La rivolta
di Amato Pierandrea
editore: Cronopio
pagine: 110
Questa è un'analisi filosofica delle rivolte metropolitane che sconvolgono le alchimie del potere globale
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Walter Benjamin e la moralità del moderno
di Bruno Moroncini
editore: Cronopio
pagine: 423
Per Walter Benjamin non esistono epoche di decadenza, epoche popolate solo da epigoni e da stanchi imitatori. Anche in un'epoca storica come la modernità, in cui a causa dell'avvento della tecnica e delle forme di vita massificate la crisi della cultura si presenta nel modo più esplicito e generalizzato, sono possibili invenzioni artistiche e scoperte concettuali specifiche, forme originali della vita associata e legittime attese di giustizia. La vita nella modernità non è quindi fatalmente destinata alla disperazione e al non senso, ma anche ad essa va riconosciuto il kantiano diritto di sperare nella realizzazione della comunità morale in cui l'uomo sia sempre trattato anche come fine e mai più soltanto come mezzo. Ricostruendo le tappe della produzione teorica benjaminiana fino alla cosiddetta svolta materialistica, seguendo quindi un itinerario che si snoda dal saggio sulle Affinità elettive di Goethe alla dissertazione sulla critica romantica e dai grandi testi sulla lingua e sulla traduzione, sulla violenza e sul mito, alla fondamentale riflessione sul Trauerspiel barocco, questo libro tenta di far emergere le coordinate concettuali, le strategie interpretative, le ascendenze culturali e infine le pratiche di scrittura di una possibile moralità del moderno.
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Che cos'è l'atto di creazione?
di Gilles Deleuze
editore: Cronopio
pagine: 64
"Qualcosa di strano m'ha colpito nel cinema: la sua attitudine inaspettata a manifestare, non il comportamento, ma la vita spirituale (come pure i comportamenti aberranti). La vita spirituale non è il sogno né il fantasma, che sono sempre stati un vicolo cieco per il cinema, ma il dominio della decisione fredda, della caparbietà assoluta, della scelta dell'esistenza. Come mai il cinema è così adatto a scavare nella vita spirituale? (...) Il cinema, insomma, non mette il movimento soltanto nell'immagine, ma lo mette anche nello spirito. La vita spirituale è il movimento dello spirito. Si passa spontaneamente dalla filosofia al cinema, ma anche dal cinema alla filosofia" (G. Deleuze).
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