DeriveApprodi
Le reti del valore. Migrazioni, produzione e governo della crisi
editore: DeriveApprodi
pagine: 259
Nella nuova composizione di classe i migranti costituiscono un elemento centrale, proprio perché sono irriducibili alla figura
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Carla Lonzi. Un'arte della vita
di Zapperi Giovanna
editore: DeriveApprodi
pagine: 313
Da circa un decennio l'avventura teorica di Carla Lonzi, figura preminente del neofemminismo italiano degli anni Settanta, è o
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Le avventure della signorina Richmond e Blackout. Poesie complete
di Nanni Balestrini
editore: DeriveApprodi
pagine: 500
La poesia incontra il mutamento: negli anni Settanta Balestrini frequenta rimari, comizi operai, manuali di ornitologia e gast
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Artecrazia. Macchine espositive e governo dei pubblici
di Marco Scotini
editore: DeriveApprodi
pagine: 279
Dopo la crisi finanziaria del 2008 è evidente che una indagine attenta dello «stato dell'arte» non può prescindere da una critica di quei meccanismi che creano l'illusione dell'esposizione come spazio aperto, non codificato, estraneo alle gerarchie prestabilite e alle egemonie d'impresa; come anche il nuovo ruolo assunto dai pubblici dell'arte nelle industrie creative e nell'economia dell'evento. Eppure nell'ultimo decennio numerose sono le esperienze artistiche, espositive e museali che hanno proposto nuove pratiche e nuove forme di relazione con gli spazi, le opere e il pubblico stesso. L'arte contemporanea si rivela così capace di misurarsi con il terreno della politica, facendo della critica all'economia e alla società neoliberale il luogo in cui mettere alla prova la libertà artistica come tale. Biennali e pubblici, misure del valore e display, mediatizzazione e attivismo sono al centro di questa disamina da cui lo statuto dell'arte non risulta più lo stesso, così come le sue funzioni e i suoi ruoli. Il libro raccoglie contributi critici su Guy Debord, Peter Friedl, Alberto Grifi, Sanja Ivekovic, Armando Lulaj, Deimantas Narkevicius, Oliver Ressler, Harald Szeemann, Franco Vaccari, Paolo Virno, Clemens von Wedemeyer, Li Xianting, fra gli altri.
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Rottamare Masstricht. Questione tedesca, Brexit e crisi della democrazia in Europa
editore: DeriveApprodi
pagine: 186
Rottamare Maastricht? Oggi l'unificazione monetaria significa anzitutto la fine dello sviluppo economico e la nascita dello Stato debitore, "disciplinato" dai mercati finanziari che rendono impossibile qualunque politica di occupazione e protezione sociale. Significa poi l'instaurazione di un sistema vincolante di regole, che approfondisce le distanze tra i paesi e conferisce alla Germania un potere di comando in aperto contrasto con gli interessi delle altre economie europee. Da un quarto di secolo il sogno dell'unità europea legittima un ordine oligarchico di attacco frontale alla democrazia che rianima lo spettro del fascismo e del razzismo. Come riaprire un processo di integrazione federale che riconnetta moneta e politiche di sviluppo, crescita e eguaglianza? Quali spazi possono diventare luoghi di rilancio di una politica democratica che superi l'agonia sempre più pericolosa di Maastricht?
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Il rovescio dei diritti umani. Razza, discriminazione, schiavitù
di Thomas Casadei
editore: DeriveApprodi
pagine: 133
Neorazzismo e neoschiavismo tracciano una linea divisoria tra esseri umani e 'corpi d'eccezione' - vite discriminate, disumanizzate, ridotte a cosa. Per combattere queste pratiche, per spezzarne il sicuro "avvenire", non basta un "diritto di ingerenza" per cause umanitarie. Gli abolizionisti del Settecento e dell'Ottocento ritenevano che i valori propugnati dalla loro lotta potessero fornire le basi per la riscrittura del diritto positivo. Oggi non si tratta solo di riscrivere il diritto quando questo è "contro" (in funzione escludente), ma di applicarlo integralmente quando contrasta e previene razzismo, discriminazioni, nuove schiavitù, ovvero quando è "a favore" di una piena tutela degli umani diritti, nessuno escluso.
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L'anima al lavoro. Alienazione, estraneità, autonomia
di Franco Bifo Berardi
editore: DeriveApprodi
pagine: 285
Lo sfruttamento del lavoro nel regime industriale si esercitava sui corpi, i muscoli, le braccia. Oggi si esercita sul linguaggio, l'intelligenza, gli affetti: siamo nell'epoca dell'anima al lavoro. Quali sono gli effetti patogeni - sulla vita, le relazioni - di questa cattura della sfera più intima del soggetto da parte del Capitale? Che ne resta del pensiero critico alle prese con epocali trasformazioni del lavoro e della tecnologia? Nel panorama filosofico degli anni Sessanta e Settanta il processo di sussunzione del lavoro fu definito a partire dal concetto di "alienazione". L'operaismo italiano rovesciò tale prospettiva con la parola "estraneità", aprendo così ai corpi una via di fuga oltre i cancelli di fabbrica.
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Le due modernità. Critica, crisi e utopia in Reinhart Koselleck
di Gennaro Imbriano
editore: DeriveApprodi
pagine: 411
Reinhart Koselleck è uno dei più importanti storici e teorici della storia del XX secolo. La sua storiografia politica ha contribuito in maniera determinante al ripensamento dei nodi fondamentali della modernità, dei suoi ritmi temporali, delle sue cesure epocali. E ha offerto uno sguardo non usuale, scettico e disincantato sui problemi del presente. Questo libro ne ricostruisce analiticamente il pensiero, indagandolo a partire da una ricerca di archivio su importanti inediti: tra tutti, i carteggi con Carl Schmitt, Hans-Georg Gadamer e Hans Blumenberg - oltre ad altri materiali inediti conservati negli archivi di Dusseldorf e Marbach am Neckar. La ricerca condotta sul lascito manoscritto di Koselleck, oltre che sui suoi testi pubblicati in vita, fa di questo lavoro la più completa e aggiornata sintesi critica sulla vita e l'opera di questo "maestro affascinante" che, per dirla con Rudolf Vierhaus, "nella terminologia del XVIII secolo sarebbe stato definito come "filosofo"".
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Politiche della filosofia. Istituzioni, soggetti, discorsi, pratiche
editore: DeriveApprodi
pagine: 221
La "filosofia politica" è da sempre sospesa in un limbo fra il campo della filosofia e quello della scienza politica: qual è il suo statuto? Come si differenzia da una storia delle dottrine politiche? Esiste una specificità italiana nel praticarla? Per rispondere a tali questioni, è necessario operare un radicale spostamento di prospettiva: passare dalla "filosofia politica" a una "politica della filosofia". Perché la filosofia è anzitutto una pratica: pratica del sapere che produce significati, discorsi, forme di verità, istituzioni e da qui effetti sull'ambito sociale e della vita politica. Per questi occorre interrogare l'istituzione all'interno della quale avviene l'insegnamento di questa disciplina, sede di validazione dei saperi filosofici: l'Università. Si scopre allora che l'Università non è un luogo neutro di trasmissione del sapere, né è sempre stata la sede nella quale veniva praticata la filosofia. Si tratta tutto sommato di un'invenzione recente, la quale ha effetti di potere sui filosofi stessi e sulla pratica del pensiero. Effetti non positivi quando Università diventa un'istituzione del neoliberismo. Per questo alla filosofia oggi spetta il compito di fare politica.
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Polizia della frontiera. Frontex e la produzione dello spazio europeo
di Campesi Giuseppe
editore: DeriveApprodi
pagine: 236
Nel 2005 nasce l'agenzia europea Frontex, cui è stato affidato il difficile compito di coordinare l'attività di controllo dell
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Libertà e lavoro dopo il Jobs Act. Per un garantismo sociale oltre la subordinazione
editore: DeriveApprodi
pagine: 188
"L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro", esordisce l'articolo 1 della nostra Costituzione. Ma di quale "lavoro" si tratta? E quale valore ha questo principio, che avrebbe voluto essere di emancipazione, quando il lavoro diventa una chimera per i giovani inoccupati, come per i quarantenni e cinquantenni espulsi dal mercato del lavorò e che non ritroveranno facilmente un'occupazione? Allora: cosa significa "lavoro" nella fine della società salariale e con l'avvento delle nuove tecnologie? E al tempo del Jobs Act? Come si è trasformato in Italia quel "diritto del lavoro" o "al lavoro" negli ultimi trent'anni di flessibilità, che è stata sempre e solo precarietà, senza diritti e garanzie? Soprattutto ora che tutti sono definitivamente precari? Con questo volume si vuole rompere l'incantesimo che blocca questo Paese in una lotta ideologica intorno al lavoro, tra garantiti e non garantiti, giovani e anziani, casta e rottamatori, dipendenti e autonomi. E si parte da quelle figure del "lavoro indipendente", di free lance, partite Iva, ancora escluse dai diritti sociali, per affermare un sistema di Welfare universale, che garantisca il benessere collettivo e tuteli la persona lungo tutto l'arco della vita. Anche in assenza temporanea di un lavoro. È una nuova idea di società e di cittadinanza quella che si propone all'attenzione - delle nuove e vecchie generazioni di politici, sindacalisti, amministratori pubblici, insegnanti, attivisti o cittadini...
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Storie di assalti frontali. Conflitti che producono banditi
di Militant A
editore: DeriveApprodi
pagine: 205
La narrazione in prima persona di quindici anni di vita nelle acque turbolente dei movimenti antagonisti
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