DeriveApprodi
L'Italia era bellissima. Città e paesaggio nell'Italia repubblicana
di Vezio De Lucia
editore: DeriveApprodi
pagine: 144
Vezio De Lucia, architetto e urbanista, ripercorre la storia della politica di progettazione e pianificazione della città mode
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Airbnb città merce. Storie di resistenza alla gentrificazione digitale
di Sarah Gainsforth
editore: DeriveApprodi
pagine: 190
Airbnb ha contribuito a trasformare le principali città del mondo in parchi a tema per turisti e resort per ricchi
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Nell'antropocene. Etica e politica alla fine di un mondo
editore: DeriveApprodi
pagine: 270
Cambiamento climatico, crisi degli ecosistemi, inquinamento, esaurimento delle risorse, collasso ambientale: gli ultimi giorni
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Miserie e splendori dell'urbanistica
editore: DeriveApprodi
pagine: 187
«Sono non pochi i meriti di questo libro realizzato a due mani da un ingegnere, Enzo Scandurra, urbanista per irresistibile vo
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Piccoli universali di architettura del paesaggio
di Zagari Franco
editore: DeriveApprodi
pagine: 153
Prafrance è la coltivazione di bambù più grande d'Europa, il forte di Bard in Valle d'Aosta è un capolavoro di ingegneria, di
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Le reti del valore. Migrazioni, produzione e governo della crisi
editore: DeriveApprodi
pagine: 259
Nella nuova composizione di classe i migranti costituiscono un elemento centrale, proprio perché sono irriducibili alla figura
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Carla Lonzi. Un'arte della vita
di Zapperi Giovanna
editore: DeriveApprodi
pagine: 313
Da circa un decennio l'avventura teorica di Carla Lonzi, figura preminente del neofemminismo italiano degli anni Settanta, è o
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Le avventure della signorina Richmond e Blackout. Poesie complete
di Nanni Balestrini
editore: DeriveApprodi
pagine: 500
La poesia incontra il mutamento: negli anni Settanta Balestrini frequenta rimari, comizi operai, manuali di ornitologia e gast
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Via dalla città. La rivincita della montagna
di Dematteis Maurizio
editore: DeriveApprodi
pagine: 189
È un fenomeno sempre più rilevante: pezzi interi della «generazione perduta» cercano rifugio e possibilità in montagna
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Artecrazia. Macchine espositive e governo dei pubblici
di Marco Scotini
editore: DeriveApprodi
pagine: 279
Dopo la crisi finanziaria del 2008 è evidente che una indagine attenta dello «stato dell'arte» non può prescindere da una critica di quei meccanismi che creano l'illusione dell'esposizione come spazio aperto, non codificato, estraneo alle gerarchie prestabilite e alle egemonie d'impresa; come anche il nuovo ruolo assunto dai pubblici dell'arte nelle industrie creative e nell'economia dell'evento. Eppure nell'ultimo decennio numerose sono le esperienze artistiche, espositive e museali che hanno proposto nuove pratiche e nuove forme di relazione con gli spazi, le opere e il pubblico stesso. L'arte contemporanea si rivela così capace di misurarsi con il terreno della politica, facendo della critica all'economia e alla società neoliberale il luogo in cui mettere alla prova la libertà artistica come tale. Biennali e pubblici, misure del valore e display, mediatizzazione e attivismo sono al centro di questa disamina da cui lo statuto dell'arte non risulta più lo stesso, così come le sue funzioni e i suoi ruoli. Il libro raccoglie contributi critici su Guy Debord, Peter Friedl, Alberto Grifi, Sanja Ivekovic, Armando Lulaj, Deimantas Narkevicius, Oliver Ressler, Harald Szeemann, Franco Vaccari, Paolo Virno, Clemens von Wedemeyer, Li Xianting, fra gli altri.
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