Electa Napoli
Sven Markelius. Architettura e città
di Lorenzo Capobianco
editore: Electa Napoli
pagine: 160
Sven Markelius interprete rigoroso e coerente del Movimento Moderno, occupa una posizione di rilievo nel territorio intellettuale del razionalismo europeo. Professionista cruciale nel processo di rinnovamento che matura in Svezia al chiudersi degli anni Venti, Markelius è interprete originale dei temi della modernizzazione del paese e dello sviluppo della Welfare Society.
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Il bene culturale è un valore per tutti?
editore: Electa Napoli
pagine: 128
Il tema della percezione e del valore rappresentativo del patrimonio culturale, in un confronto aperto e multidisciplinare fra storici dell'arte, archeologi, economisti, sociologi, esponenti politici e del mondo dell'informazione.
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Domenico Morelli
editore: Electa Napoli
pagine: 296
Nell'Italia di metà Ottocento percorsa dai fervori irredentisti, Morelli combatte il "convenzionale accademico" con un potente "verismo storico" che si esprime in opere come "Gli iconoclasti" o "I Vespri siciliani", "Il conte Lara", "Tasso ed Eleonora". Fondatore dell'Istituto Artistico Industriale di Napoli, Morelli assimila e rielabora gli spunti più innovativi che attraversano l'Europa dell'epoca: dai temi orientalisti cari a Fortuny ai soggetti religiosi in chiave mistica, fino alle opere austere di fine secolo, pervase di suggestioni simboliste. Il volume è il catalogo della mostra che si tiene a Napoli, Castel Sant'Elmo, a partire dall'ottobre 2005.
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Il museo di villa Pignatelli. La villa e la collezione del Banco di Napoli. Ediz. inglese
editore: Electa Napoli
pagine: 32
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Museo di Capodimonte. Il Gabinetto di disegni e stampe. Ediz. inglese
editore: Electa Napoli
pagine: 24
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Museo di Capodimonte. La galleria delle cose rare. Arti decorative dal Quattrocento al Seicento
editore: Electa Napoli
pagine: 32
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Le porcellane
editore: Electa Napoli
pagine: 416
Dopo il matrimonio con Maria Amalia di Sassonia, nipote dell'Elettore Augusto fondatore della fabbrica di Meissen, nel 1743 Carlo di Borbone decide di fondare una delle primissime manifatture di porcellana. Dalla Real Fabbrica di Capodimonte prende l'avvio un artigianato destinato a diventare celeberrimo, una fucina di capolavori come il salottino "cinese" della regina, i gruppi scultorei biscuit di Filippo Tagliolini, il sontuoso servizio con vedute detto "dell'Oca", e innumerevoli altri manufatti straordinari. Il volume è il catalogo sistematico di una collezione tra le più ricche e celebrate in Europa: il Museo Nazionale di Capodimonte.
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Le sculture Farnese
editore: Electa Napoli
pagine: 414
Iniziata da Alessandro Farnese, futuro papa Paolo III (1543-1549), la Collezione - composta da oltre 300 elementi - è una delle più grandi, se non addirittura la maggiore raccolta storica di sculture antiche formatasi nel Rinascimento che sia rimasta sostanzialmente intatta. Si compose nell'arco di un cinquantennio, grazie a confische, donazioni, acquisti sul mercato antiquario, ma soprattutto ai tanti rinvenimenti venuti alla luce nel corso degli scavi effettuati per la risistemazione urbanistica di Roma. Dapprima destinata ad abbellire il nascente Palazzo Farnese, la Collezione, estintosi il casato farnesiano, passò ai Borbone di Napoli, attraverso una complessa vicenda di trasmissioni ereditarie. Fu quindi trasferita nel capoluogo campano, diventando parte del patrimonio artistico della famiglia regnante. Il riordino espositivo odierno, frutto di un lungo lavoro di studio e ricerca scientifica eseguito dalla Soprintendenza in collaborazione con l'Università Federico II di Napoli, intende valorizzare le opere mediante la ricomposizione, dove possibile, dei contesti di provenienza e ricostruire il criterio collezionistico voluto dai Farnese.
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Museo nazionale di Capodimonte. Dipinti del XVIII secolo. La scuola napoletana. Le collezioni borboniche e postunitarie
editore: Electa Napoli
pagine: 206
Continua la catalogazione sistematica dell'inestimabile patrimonio del Museo di Capodimpnte: a seguire i volumi già apparsi sulla raccolta Farnese e sulle opere del "secolo d'oro" della pittura napoletana, si avvia lo studio dei dipinti settecenteschi che la committenza borbonica e la storia più recente hanno regalato alla reggia: con i capolavori di Francesco Solimena (il più richiesto pittore del secolo in Europa), di De Mura, Cestaro, Fischetti, del Po, le vedute di Hackert, Joli, Volaire, Bonavia, i ritratti di Angelika Kauffrnann, della Vigée Lebrun, di Mengs, le scene di genere di Traversi e Bonito, le sontuose nature morte.
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