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Eleuthera

Bakunin, il demone della rivolta. Tra insurrezioni, complotti e galere i tumulti, le contraddizioni e l'incontenibile passione rivoluzionaria dell'anarchico russo

di Alessio Lega

editore: Eleuthera

pagine: 191

Michail Bakunin (1814-1876), nato nobile e morto in miseria, attraversa impetuosamente il suo secolo in nome di un'idea esagerata di libertà che sconvolge l'immaginario politico europeo. Pensatore rivoluzionario che tempra le sue idee nel fuoco dell'azione, accorre in difesa delle barricate di mezza Europa, collezionando condanne a morte in vari imperi e sopravvivendo a carcerazioni durissime. Deportato in Siberia, scappa - su slitte, cavalli, treni e velieri - per tornare lì dove la rivoluzione lo chiama: in un'Europa in ebollizione in cui lo aspettano altre barricate e altre insurrezioni. Vinto ma non domato, muore usurato da una vita segnata da mille sfide mentre irresistibilmente - sta progettando nuove rivoluzioni e nuovi mondi.
14,00

Il cinema del no. Visioni anarchiche della vita e della società

di Goffredo Fofi

editore: Eleuthera

pagine: 108

Se è vero che la grande arte ha sempre in sé qualcosa di anarchico, di critica dell'esistente, di contestazione dell'ordine sociale dato, il cinema ha sempre avuto due anime: quella consolatoria, ovvia, tesa a intorpidire le menti (prevalente), e quella non conciliata, provocatoria, critica del "mondo cosi com'è" (minoritaria). Ed è di quest'ultima che si occupa Fofi, di quel cinema che ha cercato l'oltre e il fondo, che ha esplorato territori e linguaggi capaci di mettere a nudo ogni maschera del potere, ogni cultura dell'accettazione, ogni mercato dell'intelligenza e dell'immaginazione. Tanti gli esempi di questo rapporto diretto o indiretto tra cinema e anarchia che possono essere rintracciati in film e registi sia del passato, a partire da maestri come Vigo e Bunuel, sia del presente, in autori come Kaurismàki, Oshima o Cipri e Maresco. Ne viene fuori un sorprendente affresco che ci dà conto di quell'inesausto filone della sfida e della grazia che continua sotterraneamente ad agire nel cinema del nostro tempo.
10,00

La scrittura etnografica. Esperienza e rappresentazione nella produzione di conoscenze antropologiche

di Vincenzo Matera

editore: Eleuthera

pagine: 175

Che tipo di oggetto narrativo è un resoconto etnografico? Quali sono le sue caratteristiche linguistiche ed epistemologiche? Quale sapere trasmette? Il lavoro dell'etnografo, secondo una visione canonica, prevede tre fasi: la raccolta dei dati sul campo, la loro elaborazione teorica, la scrittura. Per molto tempo l'aspetto della scrittura è stato escluso dalla considerazione critica della prassi etnografica, in base a una presunta neutralità del medium rispetto all'oggetto rappresentato. Ma la scrittura non è uno strumento neutro, anzi è impregnato di significati ideologici, politici e culturali. Partendo dall'ipotesi che il lavoro di scrittura di un etnografo implichi una particolare visione del mondo e della conoscenza, questo libro si interroga sulle relazioni fra strutturazione conoscitiva, quindi produzione di sapere, formulazione linguistica, quindi produzione di testo, e realtà esterna, quindi riferimento al contesto empirico dell'etnografia.
14,00

Democrazia diretta

di Murray Bookchin

editore: Eleuthera

pagine: 101

In questo lungo crepuscolo della democrazia rappresentativa, l'idea stessa di politica - un tempo partecipazione attiva di un'
12,00

Mente locale. Per un'antropologia dell'abitare. Con DVD

di La Cecla Franco

editore: Eleuthera

pagine: 144

L'abitare è una continua e attiva interazione dell'uomo con l'ambiente che lo circonda, un'attività pari per ricchezza e impli
15,00

Un Pisolo in giardino. Segni, sogni, simboli alla periferia dell'abitare

di Pantaleo Raul

editore: Eleuthera

pagine: 128

La quotidianità abitativa delle nostre periferie è contrassegnata dalla presenza di nanetti, fate, mostri, rapaci e figure geo
13,00

Campi, fabbriche, officine

di Pëtr A. Kropotkin

editore: Eleuthera

pagine: 239

L'importanza di questa riflessione a tutto campo sull'integrazione tra città e campagna e tra lavoro manuale e intellettuale sta nell'aver anticipato di oltre un secolo molti dei problemi con cui ci confrontiamo oggi. Dietro le soluzioni proposte da Kropotkin, che sfidano con ironica semplicità il pensiero totalitario e la sua costruzione piramidale dello spazio e dell'immaginario sociale, c'è una concezione dell'uomo e del vivere in società che delinea i contorni di una civiltà ecologica quanto mai attuale dopo il dissennato saccheggio del mondo e dell'animo umano cui abbiamo assistito. Come ben evidenzia Colin Ward nel suo lavoro di attualizzazione della visione kropotkiniana, la forza di questo classico anarchico sta nel fornirci gli strumenti teorici e pratici che ci consentono di prefigurare una società più equa e sostenibile, capace di riappropriarsi del suo futuro.
15,00

Il manicomio chimico. Cronache di uno psichiatra riluttante

di Piero Cipriano

editore: Eleuthera

pagine: 255

Oggi il manicomio non è più costituito da fasce, muri, sbarre, ma è diventato astratto, invisibile. Si è trasferito direttamente nella testa, nelle vie neurotrasmettitoriali che regolano i pensieri. Il vero manicomio, oggi, sono gli psicofarmaci. Stiamo oltretutto assistendo a una vera e propria mutazione antropologica: agli psichiatri, e alle case farmaceutiche, non bastano più i malati da curare, ma servono anche i sani. Lutto, tristezza, rabbia, timidezza, disattenzione, non sono stati d'animo fisiologici, ma patologie da curare con il farmaco adatto. Cipriano sottopone a una critica severa i principali dogmi della psichiatria "moderna": a cominciare dalla diagnosi, ovvero l'urgenza burocratica di considerare "malattia" qualunque disagio psichico, a cui segue l'immancabile prescrizione di un farmaco. E quando i farmaci non sono sufficienti, ritorna l'uso nascosto delle fasce e dell'elettrochoc. È questo il nuovo manicomio, meno appariscente, più discreto, in cui diagnosi e psicofarmaco dominano la scena.
15,00

Un'idea esagerata di libertà. Introduzione al pensiero anarchico

di Giampietro N. Berti

editore: Eleuthera

pagine: 224

"Libertà", nel pensiero politico occidentale, è parola usata e abusata. Forse perché si presta a mille interpretazioni, comprese quelle più deboli, anzi debolissime. Ma c'è anche una concezione forte, anzi fortissima della libertà, una concezione addirittura "esagerata". L'idea esagerata di libertà è, secondo Karl Popper, l'anarchismo. Non così la pensano gli anarchici, che lo ritengono invece la sua espressione più compiuta e coerente. In questa essenziale rassegna. Berti espone il pensiero anarchico classico in tutti i suoi nodi teorico-pratici e in tutta la sua ricchezza di forme: dall'individualismo più radicale (Max Stirner, ad esempio) al comunismo più radicale (Pétr Kropotkin, ad esempio). Così come merita un pensiero antidogmatico per eccellenza, proprio perché nato sulla negazione del principio di autorità in tutte le sue forme.
14,00

Anarchismo in movimento

di Tomás Ibañez

editore: Eleuthera

pagine: 142

Ora che i canti di sirena che annunciavano albe radiose si sono spenti e il mutamento sociale si è radicato nel qui e ora, l'a
13,00

Economia, stato, anarchia. Regole, proprietà e produzione fra dominio e libertà

di Candela Guido

editore: Eleuthera

pagine: 303

L'anarchismo, quando si confronta con l'economia, lo fa di norma attraverso altre discipline
20,00

Lasciarsi. I rituali dell'abbandono nell'era dei social network

di Franco La Cecla

editore: Eleuthera

pagine: 167

Sembra che la nostra società sia incapace di far durare i rapporti. In Europa l'"amore eterno" dura ormai meno di tre anni. Lasciare o essere lasciati dovrebbe dunque essere un fatto del tutto banale, e invece ancor oggi ci rende i protagonisti di un dramma che spesso non sappiamo come vivere. C'è una diffusa ignoranza dell'arte di congedarsi, ancora più evidente in un'epoca in cui gli addii vengono mediati da telefonini, e-mail, sms. E l'aspetto tragico della fine di un rapporto amoroso sta proprio nello scollamento tra gli amori concreti e la metafisica dell'amore eterno (e del matrimonio felice), proprio dell'ordine cattolico e hollywoodiano, che ancora ci spinge a cercare la donna o l'uomo della nostra vita. Per questo ogni "lasciamento" deve essere subito rimosso, deve essere veloce e crudele, spesso scatenando il "barbaro che è in noi": per poter ricominciare e persuadere noi stessi e l'altro che questa invece è la volta buona...
15,00

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