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Elliot

La misteriosa scomparsa del piccione viaggiatore

di Gaponenko Marjana

editore: Elliot

pagine: 191

Il signor Lewadski è un ornitologo ucraino di novantasei anni dal pessimo carattere, che non risparmia vetriolo e ironia ai su
17,50

Elogio del bar

di Goliarda Sapienza

editore: Elliot

pagine: 64

Il bar è un luogo incantato, dove ogni giorno entrano e sostano decine di persone e in cui è il caso a dominare: qualcuno comincia a chiacchierare, un cliente si siede davanti al barista e confida i suoi dolori, a volte gli avventori litigano, e accade persino che nasca una storia d'amore passeggera. Per Goliarda Sapienza il bar è un rito quotidiano irrinunciabile, che racchiude un momento di ristoro e di pacificazione dei sensi; è un'occasione di studio degli individui e dei caratteri, da trasportare poi nelle sue pagine; ma soprattutto è un luogo di comunicazione e di contatto tra vite diverse. Come accade in questo racconto, in cui un incontro casuale al bar si prolunga in un viaggio in treno, e in poche ore trasforma uno sconosciuto uscito da poco dal carcere in un intimo conoscente con cui aprirsi e a cui porre domande che non si ha mai avuto il coraggio di fare. Elogio del bar, seguito da alcuni appunti sulle mattinate intorno a un caffè, ci rivela lo sguardo prezioso, lieve e allo stesso tempo profondo con cui Goliarda indaga se stessa e i rapporti umani.
7,50

Il castello in mezzo al lago

di Woolson Constance F.

editore: Elliot

pagine: 94

Al centro del Lago Michigan, nella selvaggia e vastissima regione dei Grandi Laghi, vive un oscuro individuo
14,50

Le sultane

di Marilù Oliva

editore: Elliot

pagine: 238

Tre donne regnano sovrane sul palazzo popolare di via Damasco, a Bologna. Sono soprannominate le Sultane e hanno dai settant'anni in su. C'è Wilma, piccola e astuta mercante in grado di vendere l'acqua santa al diavolo, che nomina incessantemente il suo morto. C'è Mafalda, la donna più tirchia sulla faccia della Terra. E infine Nunzia, bigotta fuori e golosa dentro, incapace di contenersi. Le loro imperfezioni sono state marchiate a fuoco da una vita poco gentile: Wilma non sa fare i conti col suo lutto e litiga in continuazione con la figlia Melania, una disgraziata adescata da una setta satanica, che bussa alla porta solo quando necessita di un piatto caldo; Mafalda è costretta ad accudire il marito malato di Alzheimer; Nunzia, in delirio tra i suoi crocifissi, trova sempre il tempo per estorcere pettegolezzi e per concedersi i peccati che riesce ad arraffare. I loro desideri sono palliativi al grande sconforto dell'indifferenza che suscitano. Sono ignorate da un mondo a misura di giovinezza, un mondo incarnato dalla frastornante vicina del secondo piano, Carmela, cui Wilma prova a chiedere maggiore educazione e rispetto delle regole. Ma niente, quella continua a riderle in faccia. Le vecchie sono abituate a non ricevere considerazione, ragion per cui, quando improvvisamente l'esistenza le costringe a una svolta forzata, osano quello che non hanno mai osato fare e rompono tutti i tabù...
16,00

Mia madre è un fiume

di Donatella Di Pietrantonio

editore: Elliot

pagine: 177

Il racconto di un amore tra madre e figlia "andato storto da subito". Un romanzo potente e vitale, in cui le vicende personali si uniscono alla storia corale di un'Italia contadina, ritratta dagli anni di guerra fino ai nostri giorni. Quando Esperia mostra i segni di una malattia che le toglie la memoria, è tempo per la figlia di prendersi cura di lei e aiutarla a ricostruire un'identità smarrita. Inizia così, giorno dopo giorno, il racconto di un passato dal quale riaffiorano ricordi dolcissimi e crudeli, riprendono vita le figure dei familiari e degli abitanti della piccola comunità montana che le ha viste nascere e crescere entrambe. In un Abruzzo luminoso e aspro, che affiora tra le pagine come una terra mitologica e lontana, le fatiche della campagna, l'allegria dei matrimoni, la ruvidezza degli affetti, l'emancipazione dall'analfabetismo e la fine della sottomissione femminile si intrecciano al racconto di una lenta metamorfosi dei sentimenti in un indissolubile legame madre-figlia che oscilla tra amore e odio, nostalgia e rifiuto.
12,50

Brasile. Terra del futuro

di Stefan Zweig

editore: Elliot

pagine: 256

Nel 1939 Stefan Zweig fu costretto a lasciare l'Europa, ormai sull'orlo della guerra, in cerca di un luogo nel quale ricostruire la propria esistenza. Si orientò inizialmente verso gli Stati Uniti, ma a poco a poco la città che aveva accolto molti esuli del tempo, New York, si rivelò incompatibile per lo scrittore austriaco. A partire dal 1941, Zweig si stabilì con la seconda moglie a Petrópolis, vicino a Rio de Janeiro, nonostante a un primo impatto, avvenuto nel 1936, lo scrittore avesse dichiarato di aver trovato il Brasile una terra "priva di interessi per lo spirito". Scritta nel 1941, quest'opera passa in rassegna la storia del paese dal XVI secolo fino al 1940, la sua economia e la sua cultura, fornendone una visione piena di amore per la natura solare e ancora vergine di un paese enorme e dalle infinite potenzialità. Durante la sua permanenza, Zweig ebbe sempre ottimi rapporti con i politici locali, che lo accolsero come una celebrità e gli riservarono i funerali di Stato alla sua morte. Ancora oggi, il paese sudamericano è quello che ricorda con maggiore rispetto lo scrittore che, anche in punto di morte, riservò un ultimo pensiero al "meraviglioso" Brasile. Una delle ultime opere del grande autore austriaco, all'epoca tradotta in sei lingue, "Brasile. Terra del futuro" è un ritratto appassionante, dal contenuto profetico confermato dalla rapida trasformazione di questo paese, al quale si guarda ancora oggi come a un modello ideale di sviluppo. Prefazione di Angela Ales Bello.
13,50

Tempo immemorabile

di Field Rachel

editore: Elliot

pagine: 400

Nessuno può fare a meno di meravigliarsi, ogni tanto, di come il corso della vita possa cambiare per dettagli apparentemente i
22,00

Il letto di Frida

di Slavenka Drakulic

editore: Elliot

pagine: 155

Un mattino di luglio Frida Kahlo si sveglia nel suo letto in casa dei genitori. Ha subito da poco la trentaduesima operazione, l'amputazione della gamba destra. Prova ad alzarsi, ma non ci riesce. Il suo corpo è segnato ovunque da cicatrici: sulle gambe, sulle braccia, sulla pancia, sulla schiena. Aveva sei anni quando un mattino si era svegliata con la febbre alta. Poi era arrivato il dolore alla gamba, come se un grosso animale l'avesse morsa e non volesse riaprire le mascelle. I medici dissero che era poliomielite. Frida restò zoppa. Fino a quando, il 17 settembre del 1925, diciottenne, un incidente d'autobus completò l'opera di distruzione del suo corpo. Costretta da allora su un letto a baldacchino tra dolori costanti, cominciò a popolare il suo mondo di fantasmi, a dipingere l'infermità e l'isolamento. La scrittrice Slavenka Drakulic ha saputo raccontare la tormentata esistenza di Frida Kahlo a partire dalla fine, ripercorrendo in un flusso di pensieri l'infanzia, la gioventù, gli anni del matrimonio, l'amore ossessivo per il pittore Diego Rivera, i tradimenti, la continua lotta con il proprio corpo, la forza onirica e visionaria della sua arte, il fuoco, cupo e luminosissimo, in cui visse e si spense una pittrice straordinaria.
12,50

Uno dei nostri

di Cather Willa

editore: Elliot

pagine: 434

La vita di campagna non è abbastanza per il giovane Claude Wheeler, cosi come le distese sconfinate del Nebraska, la fattoria
18,50

Adesso abbracciami, Brasile!

di Darwin Pastorin

editore: Elliot

pagine: 160

Questa è la storia di un amore. Per il Brasile. Un Brasile non da cartolina, da Copacabana o da samba. Per Darwin Pastorin, nato a San Paolo da genitori veronesi, è soprattutto il luogo dell'infanzia, del mito, delle storie del bisnonno e del nonno, che furono i primi a partire, alla fine dell'Ottocento, verso la terra brasiliana. Poi toccò al padre e alla madre dell'autore, subito dopo la Seconda guerra mondiale, prendere la nave alla ricerca di un futuro e del benessere. Nel 1961 il ritorno in Italia, e per ventidue anni la nazione sudamericana restò nella memoria, una vera e propria saudade, tra verità e menzogne innocenti, come la convinzione di essere stato preso in braccio da Pelé e di avere come cugino il portiere Gilmar. Per la prima volta, Pastorin ci parla del paese dei campioni del pallone e degli artisti popolari, ma anche del suo Brasile più intimo, fatto di gente umile, di abitanti delle favelas, di italiani avvolti dalla determinazione e dalla tenerezza, di piccole vicende personali che diventano, in realtà, le storie esemplari di tanti emigrati. Gente che ha trovato a San Paolo, a Rio de Janeiro o nel Minas Gerais un antidoto alla malinconia, a quell'Italia lasciata e mai più ritrovata.
16,50

Un amore a Parigi

di Campert Remco

editore: Elliot

pagine: 157

Subito dopo il suo arrivo nella capitale francese, lo scrittore Richard Sanders ha un fugace incontro in strada con una signor
16,50

Le serate di Médan

editore: Elliot

pagine: 236

Le serate di Médan è una delle più clamorose provocazioni lanciate da Émile Zola contro i "sacri" ideali militaristi e patriot
18,50

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