fbevnts Tutti i libri editi da Fandango Libri - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 22
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Fandango Libri

Il mestiere più antico del mondo

di Antonio Leotti

editore: Fandango Libri

pagine: 136

L'Italia è da sempre un grande paese agricolo. La sua è la storia dei valori e della civiltà di gente contadina, le cui imprese sono state cantate dai più grandi poeti e scrittori, e rimpiante da Pasolini. Questo libro è un racconto sentimentale, la vicenda tragicomica di un agricoltore per forza e per amore, e la fallimentare impresa di chi prova a resistere tra l'indifferenza della società metropolitana e l'impotenza della categoria. Il declino è inesorabile, nonostante la retorica mediatica del vivere verde e il mito della genuinità del cibo naturale. Nel "Mestiere più antico del mondo" si parla di agricoltura, di campagna, della ridicola pretesa della gente di città di dominare e cambiare quel mondo, della paura dei coltivatori di perdere tutto. E poi, della rovina rappresentata dal mercato globale, della limitatezza e ottusità delle teorie economiche, dell'interrogativo continuo e costante che sembra passare sottotraccia: l'agricoltura ha ancora diritto di vivere?
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Sex of humour

di Pat Carra

editore: Fandango Libri

pagine: 176

In questi tempi intensi, lasciamo perdere il senso della misura e affidiamoci al senso dell'umorismo
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Doppio gioco. L'Argentina cattolica e militare

di Horacio Verbitsky

editore: Fandango Libri

pagine: 723

Lo stesso papa Paolo VI che si rifiutò di richiamare il cardinale Silva Henriquez su richiesta del dittatore Pinochet, si dimostrò tollerante con i crimini della dittatura argentina, benedì la Giunta Militare e si dichiarò affascinato dalla personalità del sinistro ammiraglio Emilio Massera, capo della Esma. La differenza si deve alle diverse attitudini dei due Episcopati. Il cileno creò il Vicariato della Solidarietà per proteggere i perseguitati, quello argentino diffuse giustificazioni teologiche alla politica di sparizione, tortura e assassinio delle persone. Questa inchiesta di Verbitsky stabilisce che l'Episcopato argentino fraternizzò con i criminali, mentre si rifiutava di ricevere i famigliari delle vittime, che come un coro civile facevano da tragico contrappunto alle riunioni episcopali. Penetra, con la documentazione ecclesiastica, diplomatica e militare, nel profondo dell'ampio ambiente clericale: i cosiddetti "moderati', come il nunzio Pio Laghi, che giocava a tennis con Massera e diceva agli americani che Videla era un buon cattolico, il presidente dell'Episcopato Primatesta, che secondo fonti accreditate dell'autore, ha presentato al governo liste di professori e alunni delle scuole cattoliche da sequestrare; i vescovi Laguna e Galan, che si sedevano a tavola con i delegati della Giunta Militare...
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Il tempo degli angeli e degli assassini

di Antonio Debenedetti

editore: Fandango Libri

pagine: 125

In questi otto racconti, che possono leggersi come romanzi liofilizzati (vedi il concentrato "E venne un uomo in giacchetta spiegazzata"), Debenedetti disegna tic, mali, qualità e deviazioni di un'Italia che sta cambiando. Ne "Il tempo degli angeli e degli assassini" dominano figure di intellettuali, uomini seduttori e narcisi votati a essere inabili alla vita e a comprendere le essenziali necessità di chi li ama. E l'affresco di un paese in cambiamento con gli archetipi di un'Italia millantatrice e cialtrona in cui conta farsi invitare alla festa giusta e non riuscirci porta un senso di ineluttabile fallimento (come nel primo racconto "La mondanità nel tempo delle intercettazioni telefoniche"). "Il tempo degli angeli e degli assassini" è un'era in cui le vicende dei suoi eroi sono guidate dal caso, ben diverso dal destino, dio e demone trionfante della narrativa del secolo breve, "Sotto le ali del caso" si intitola appunto un racconto che mischia crudeltà e tenerezza. Antonio Debenetti torna in libreria con un libro denso dove si avverte a ogni passo l'impazienza di chi guarda al futuro con un briciolo di comprensibile nostalgia nei confronti d'un grande passato letterario. Il testimone generazionale che ha amato la letteratura del Novecento e i suoi campioni, Moravia, Gadda, Landolfi, Parise, firma un atto di nascita e fiducia verso la letteratura che ancora non c'è,
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The Paris Review. Interviste

editore: Fandango Libri

pagine: 489

La stanza in cui lavora John Cheever ha una finestra che dà su un bosco. A lui piace pensare che i seri, amabili e misteriosi lettori dei suoi romanzi si trovino tutti lì dentro. Non importa chi siano, l'unica cosa che conta, per uno scrittore, è il tempo della creazione. Per le poesie migliori, confessa Ted Hughes, gli c'è voluto giusto quello necessario per scriverle. E nonostante la vanità, un po' di ansia da prestazione e qualche stratagemma tecnico, il trucco, rivela Norman Mailer, sta tutto nella respirazione: "Bisogna essere in grado di espirare, semplicemente espirare e dire, perché non lasciamo che sia la storia a decidere?". Da quando è stata fondata, nel 1953, The Paris Review continua a incantarci con l'inesauribile miniera di racconti, aneddoti, lievi ritratti sfumati a cui attinge partendo da queste conversazioni realizzate con le più grandi voci del nostro secolo: brevi scatti folgoranti che ci restituiscono la loro essenza a dispetto del tempo, facendo luce su tic, manie, rituali e segreti che ricorrono durante la stesura di quelle opere che li hanno resi celebri. Dall'ardore con cui Salman Rushdie si domanda se la letteratura sia ancora in grado di provocare, ai commenti esilaranti di Joyce Carol Oates sulla propria prolifica produzione, The Paris Review racchiude un campionario vastissimo di storie e riflessioni di autori dall'immenso valore. Introduzione Margaret Atwood.
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Le ceneri di Mike

di Giancarlo Liviano D'Arcangelo

editore: Fandango Libri

pagine: 218

Sono passati esattamente cinquant'anni da quando apparve la prima edizione del saggio di Umberto Eco "Fenomenologia di Mike Bongiorno", dove si raccontava quanto fosse naturale per l'italiano medio riconoscersi nella figura del presentatore italo-americano. Il saggio, pur essendo in certi tratti molto duro con Bongiorno, consacrava comunque il valore e la potenza di Mike nell'immaginario collettivo. Un anno e mezzo dopo la sua scomparsa, avvenuta l'8 settembre del 2009, ignoti trafugano la salma di Mike dal cimitero di Dagnente nel comune di Arona. La notizia turba l'Italia, ma è un turbamento che dura poco, presto sepolto dalla cronaca nera che riempie i telegiornali. Seguendo la lezione dei grandi scrittori del New Journalism americano, Giancarlo Liviano D'Arcangelo si trasferisce ad Arona nei giorni immediatamente successivi al trafugamento, e lì si consegna a un'ispirata, struggente solitudine, come nuotando nel buio degli abissi marini alla ricerca di qualche anima splendente con cui condividere la propria incapacità di accettare il silenzio. Con sconsiderata curiosità stana storie e personaggi, si avvicina ai luoghi di Mike e forse anche ai suoi ladri. Ciò che emerge è il ritratto della strana, oscena rimozione collettiva che tuttora accompagna l'oltraggio subito da una delle figure più importanti della nostra storia recente, ma anche lo spaccato di una provincia italiana del tutto insensibile, a ciò che si spinge al di là della morte, e ancora troppo raccontato.
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Plutonio 239 e altre fantasie russe

di Ken Kalfus

editore: Fandango Libri

pagine: 351

Un ingegnere nucleare contaminato mortalmente dalle radiazioni che per salvare la famiglia dalla fame tenta di vendere al mercato nero del plutonio; una ragazzina convinta di aver provocato la morte dell'adorato "compagno Stalin"; le vicende di due intellettuali russi tra la breve fioritura liberale degli anni Sessanta e la repressione post '68. Questi alcuni temi dei racconti di questo volume in cui Ken Kalfus, acclamato come uno dei più significativi narratori contemporanei, esplora gli ultimi cinquant'anni di storia e i mille volti di quell'immensa regione della geografia e dell'anima chiamata Russia. Storie lievi e tragiche insieme in cui l'horror si unisce al comico e la realtà al fantastico.
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10,00

Io manifesto per la libertà

editore: Fandango Libri

pagine: 174

Nel 1961, dopo aver appreso la notizia dell'arresto di due studenti portoghesi che erano stati imprigionati per aver brindato alla libertà, l'avvocato inglese Peter Benenson cercò di trasformare in mobilitazione quel senso profondo di indignazione che aveva provato e, insieme ad altre persone, diede vita ad Amnesty International. Da 50 anni questa organizzazione difende i diritti umani fondamentali, chiedendo a ogni cittadino di schierarsi, di mettere la firma in fondo a un appello, di attivarsi in difesa di chi subisce violazioni. "Io manifesto per la libertà" racconta la storia incredibile di questo movimento attraverso 25 poster che percorrono nel tempo e nello spazio gli ultimi 50 anni di storia dei diritti umani, grazie anche alla voce particolare e personale di autori e autrici d'eccezione che hanno accettato di manifestare per la libertà al fianco di Amnesty International donando i loro preziosi contributi. Con la prefazione di Dario Fo e Franca Rame e l'introduzione di Valentina Maran.
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Chucho

di Grégoire Polet

editore: Fandango Libri

pagine: 111

Barcellona, salite ripidissime sul versante del Montjuïc, il quartiere popolare Poble Sec e la sua gente. Agosto, un caldo infernale, un ragazzino cammina nei vicoli affollati di turisti. È Chucho, non ha famiglia, non ha genitori, non ha altro che i suoi undici anni e un paio di Nike fiammanti ai piedi. Un regalo della Polacca, la ragazza per cui rimorchiava clienti di nascosto dal suo protettore. Adesso la Polacca è stata uccisa, il suo stomaco l'hanno trovato diversi isolati più in là, e nessuno sa chi è stato. Ma forse la vita di Chucho inaspettatamente sta per cambiare. Hans, l'ultimo uomo che è stato con lei, ha promesso che lo porterà via. Viene da un mondo lontano, è tedesco, bello, rassicurante, ricco e insieme voleranno a New York. Di colpo la realtà circostante, le strade, le case si sgretolano per lasciar spazio all'immaginazione. Alla speranza di un futuro. Ai toni da favola Grégoire Polet accosta un realismo crudo. Frasi stringate, sequenze cinematografiche per una storia che si svolge tutta in ventiquattro ore. Ventiquattro ore rocambolesche, tra incontri, sogni, inseguimenti, in cui Chucho conoscerà l'illusione e la disillusione, in un'indelebile iniziazione alla vita.
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L'arte dell'inganno

di Vittorio Giacopini

editore: Fandango Libri

pagine: 281

Di lui si conosce solo la firma: B. Traven (e già quella "B" è un indovinello). Nessuna fotografia, niente interviste, solo una ridda di ipotesi confuse. Milioni di copie vendute e niente indizi. Lo chiamano lo scrittore fantasma e su di lui si diffondono improbabili leggende. Si dice che sia un americano espatriato, un anarchico tedesco, Jack London redivivo, un esploratore artico, un lebbroso. Critici e giornalisti, curiosi, cominciano a cercarlo dappertutto. Lui resta nell'ombra. Dal suo eremo messicano Traven diventa il maestro segreto di tutta una generazione di reclusi o, volendo, di impostori. Salinger, Pynchon, Lessing, Pessoa, lo stesso von Arcimboldi di Bolano: tutti incespicano correndo dietro la scia della cometa. Imitatissimo e in fondo inimitabile, Traven - il virtuoso degli pseudonimi, l'uomo enigma più che un esempio è un monito beffardo. Il romanzo racconta la sua fuga rocambolesca mentre sulla scena si alternano mute comparse e grandi protagonisti della storia: Eric Musham e Rosa Luxemburg, George Grosz, Frida Kahlo e Tina Modotti, Luis Bunuel. B. Traven è colui che ha inventato "la scomparsa dello scrittore" come dato essenziale della biografia di un autore: l'inganno della Letteratura, l'inganno (e l'arcano) della Politica. Da cosa stesse scappando non è chiaro. Non aveva mai cercato il successo o la fama. Solo gloria. La gloria ridicola e perfetta dell'anonimato.
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La cura

di Andrés Beltrami

editore: Fandango Libri

pagine: 198

In una casa sul mare, una giovane donna, schiva e solitaria, assiste il padre malato con la stessa devozione che riserva ai suoi fiori, confinati al caldo, in una serra. Tra quelle alte mura, avamposto di una terra chiusa e inospitale, c'è solo silenzio, un lento rincorrersi di gesti che si ripetono uguali da anni, da quando suo padre è immobilizzato in un letto. Una notte un uomo che sa di vento e di sale forza l'immota tranquillità di quella casa, spingendosi al di là del cancello, oltre il recinto che separa e che allontana, ma il cane, custode di quel regno, lo aggredisce ferendolo a un fianco. È straniero, parla una lingua sconosciuta, ha sul corpo i segni di un lungo viaggio e negli occhi l'ombra di un passato doloroso. Da quando, da qualche giorno, una misteriosa nave color petrolio è approdata nel porto a ostruire l'orizzonte, la giovane donna non pensa ad altro che a partire. Aprire la porta a quell'uomo indifeso, spaventato, bisognoso delle stesse cure di cui suo padre non può più fare a meno, farlo entrare senza chiedersi perché, rappresenta la sua grande occasione. Lei vorrebbe una vita altrove, lui nasconde una storia. "La cura" è il romanzo di un amore fatto di silenzi, che vive di gesti, perché se non c'è una lingua da condividere, le parole si fanno deboli, fragili, inconsistenti.
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Il suono del colore

di Gianni Clerici

editore: Fandango Libri

pagine: 138

Clerici ha dotato la cronaca sportiva di grazia, in un tempo dove i commenti sono adrenalinici, sopra le righe, roboanti e vacui. Clerici ha usato la grazia attraverso una scrittura ricolma di rimandi, simile alle sue telecronache trapuntate di sospiri e aneddoti. Tutto questo lo porta sulle strade della poesia, che altro non è che una rottura delle convenzioni, o come scrive l'autore un'arte che "non tiene conto di ragione". Questo libro è un intimo e segreto diario dove sono raccolte liriche che disegnano una piccola ricetta che consola il cuore e i sentimenti. Ogni verso sembra scaturire dalle esperienze personali di Clerici con l'arte, il tennis e la propria biografia.
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