fbevnts Tutti i libri editi da Giuntina - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 9
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Giuntina

L'allevatore di colombe

di Mario Goloboff

editore: Giuntina

pagine: 160

"Insieme al giovane narratore, il Pibe, sono le colombe ad essere le protagoniste del romanzo. Nella loro rappresentazione convergono due prospettive: da una parte, attraverso di esse, si simboleggia la condizione della vittima chiamando dunque in causa il tema del male; dall'altra, si guarda ad esse come a un oggetto d'amore, condizione cui contribuisce in modo determinante il sovrapporsi della figura femminile all'immagine della colomba. Infatti, grazie alle colombe, si realizza o meglio inizia una specie di educazione sentimentale del Pibe: differenti l'una dall'altra per aspetto e carattere, fanno entrare il fanciullo in contatto con l'universo femminile e con le varie sfumature della relazione amorosa, che andrà poi manifestandosi in modo sempre più nitido e complesso. Questa educazione sentimentale va letta anche alla luce delle molteplici sfaccettature che l'immagine della colomba ha assunto nella cultura ebraica, a partire dalla tradizione biblica. Nel romanzo di Goloboff la tenera colomba, che nell'immaginario collettivo si è trasformata in uno stereotipo, si presenta come creatura dalla fisionomia cangiante, sempre contigua, però, all'esperienza del dolore e della morte." (Elisabetta Noè)
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Le leggi razziali antiebraiche fra le due guerre mondiali. Atti del Convegno (Padova, 23-24 ottobre 2008)

editore: Giuntina

pagine: 132

A settant'anni dalla promulgazione in Italia delle leggi razziali antiebraiche, un attento riesame di esse e degli effetti, immediati o ritardati nel tempo, che esse ebbero sulle comunità israelitiche è apparso indispensabile onde meglio comprendere quanto in seguito accadde con lo sterminio in atto. Quella legislazione ne costituì in effetti l'indispensabile premessa, creando nel Paese il clima in cui avvenne, a partire dall'8 settembre 1943, la deportazione degli ebrei italiani verso i campi di annientamento. Nel convegno tenutosi all'Accademia Galileiana di Padova nell'ottobre 2008, i cui atti sono qui pubblicati, si è estesa la ricerca anche ad alcuni Paesi europei (Polonia, Ungheria, Bulgaria), nei quali misure antiebraiche furono adottate talora più precocemente, a partire già dagli anni '20, con modalità e tempi diversi a seconda delle politiche dei vari governi e delle caratteristiche delle comunità ebraiche ivi residenti. Come motto del convegno fu adottata una frase singolarmente attuale di Enrico Rocca, ebreo goriziano morto suicida nel 1944: "Anche la minima limitazione comparativa dei diritti civili crea un'incalcolabile inferiorità. L'uguaglianza sociale, religiosa ed etnica è o non è. Per sua natura, essa è indivisibile come la libertà".
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Giornate tranquille

di Lizzie Doron

editore: Giuntina

pagine: 169

Il salone di parrucchiere di Zaytshik è il punto di ritrovo di un piccolo quartiere di Tel Aviv, non solo per la vedova Leale, la manicure che ama Zaytshik, ma anche per i suoi vicini, quasi tutti sopravvissuti alla Shoah. È qui che dopo anni di silenzio cominciano timidamente a raccontare la loro storia. Anche in questo suo nuovo romanzo, premiato da Vad Uashem con il premio Buchman, Lizzie Doron ci parla con lieve umorismo e calda compassione di un dolore che non può passare, della ricerca di un po' di felicità, del tenace aggrapparsi a una vita che a molti non sembra più degna di essere vissuta.
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Batticuore

di Yaniv Iczkovitz

editore: Giuntina

pagine: 285

Tel Aviv, città inquieta, eccessiva, frenetica, dove le certezze che fino a ieri sembravano salde e sicure vengono messe a dura prova, si rivela scenario perfetto per il doloroso viaggio alla ricerca di se stessi. E dal confronto con i volti ignoti di questa città - la trasgressività sessuale per Vonatan, l'umanità ferita dei diseredati per Yudit - che verrà un raggio di luce. E dal coraggio di affrontare fino in fondo questo inesorabile percorso potrà sorgere una tenue speranza per il futuro di questa dolente umanità.
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Con gli occhi del racconto. I dodici racconti finalisti del concorso

editore: Giuntina

pagine: 86

Il premio letterario "Con gli occhi del racconto" è nato in seno alla prima edizione del Festival Internazionale di Letteratura Ebraica che si è tenuto a Roma dal 20 al 24 settembre 2008 alla Casa dell'Architettura. Gli organizzatori del festival avevano pensato a un concorso di racconti con il desiderio di coinvolgere il pubblico in modo attivo e alternativo, ma non si sarebbero mai aspettati una risposta tanto entusiasta come quella ricevuta: in breve tempo sono arrivati tantissimi racconti da tutta Italia. I dodici racconti qui pubblicati - di Gianni Adolfi, Jean Bennett Giorgetti, Dario Costantino, Vins Gallico, Francesca Giuli-Riccardi, Tomas Simcha Jelinek, Daniele R. Maestro, Marina Morpurgo, Mario Pacifici (primo classificato), Miriam Rebhun, Paola Urbani, Gianni Eugenio Viola - sono quelli che la giuria, composta da Wlodek Goldkorn, Vanna Lucattini e Susanna Nirenstein, ha ritenuto i più meritevoli.
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La tempestosa vita di Lazik

di Il'ja Ehrenburg

editore: Giuntina

pagine: 273

Unione Sovietica, primo e periglioso decennio postrivoluzionario. In una sperduta, "qualsiasi" Gomel, Lazik Reutschwanetz, rispettabile quanto minuscolo sarto per uomo, conduce una vita non felice (perché la compagna Gersanovic dai suoi dieci centimetri d'altezza in più ostinatamente gli si nega) e tuttavia libera, fino al giorno in cui imprudentemente si lascia scappare un sospiro davanti a un manifesto pubblico. Di qui alla prigione il passo è brevissimo. E così pure dalla prigione a una nomade esistenza da irregolare. Lazik, sballottato di paese in paese, passa attraverso una serie ininterrotta di percosse, imprigionamenti e brillanti quanto temporanei successi mondani. Fino all'epilogo, geniale e assurdo.
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Le Ketubbot di Monte San Savino. Ediz. italiana e inglese

di Stefania Roncolato

editore: Giuntina

pagine: 43

"Sette ketubbot, quattordici sposi, una vedova in seconde nozze, un poeta famoso, un artista ebreo che firma una ketubbah splendidamente decorata, una ketubbah riutilizzata per la rilegatura di un libro. Tante storie, ricolme di amore e speranza, timori e gioie. Così tanti segreti attendono di essere rivelati." (Dalla prefazione di Iris Fishof)
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La casa della nostalgia

di Anna Mitgutsch

editore: Giuntina

pagine: 269

"Fin da quando Max poteva ricordare, la foto era sempre stata sul comò. Essa trasformava in un ulteriore luogo d'esilio ogni nuova abitazione in cui si trasferivano. A differenza di tutti gli altri oggetti che si toglievano dalle casse dopo ogni trasloco, il suo significato si estendeva fin nel passato e con la solennità di un giuramento imponeva di mantenere una promessa". Max, il protagonista del romanzo, che dedicherà la sua vita professionale di arredatore a dare intimità e calore a tante abitazioni destinate ad altri, una volta in pensione manterrà infine quella tacita promessa fatta alla madre e tornerà in Austria per riprendere possesso della "casa della nostalgia" affrontando non solo le pastoie della burocrazia, ma soprattutto il difficile percorso di riconciliazione con una terra e un passato da cui la barbarie nazista lo aveva sradicato.
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Materia giudaica. Rivista dell'Associazione italiana per lo studio delgiudaismo (2008) vol. 1-2

editore: Giuntina

pagine: 480

"Materia giudaica" è la rivista semestrale dell'Associazione Italiana per lo Studio del Giudaismo, di cui fan parte docenti universitari italiani e stranieri e chiunque sia interessato allo studio dell'ebraismo in tutti i suoi variegati aspetti. Vi appaiono, presentati con tempestività, i resoconti più aggiornati delle scoperte e delle ricerche condotte in Italia nel campo del giudaismo antico, medievale, moderno e contemporaneo.
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Il viaggio di rabbi Petachiah di Ratisbona. Testo a fronte ebraico

editore: Giuntina

pagine: 90

Per la prima volta tradotto in italiano (con in appendice l'originale ebraico), il resoconto che rabbi Petachiah di Ratisbona ci ha lasciato del viaggio che intraprese nel 1175 per raggiungere la Terra Santa ci offre uno scorcio della diaspora ebraica del Medioevo. Da una parte lo scenario europeo dove la vita degli ebrei, tra angustie e ristrettezze quotidiane, è percorsa da forti tensioni spirituali, soprattutto nel mondo ashkenazita a cui Petachiah appartiene, dall'altra il mondo degli ebrei orientali che sembrano vivere momenti più favorevoli, in un orizzonte culturale decisamente più ampio. La descrizione delle tappe del viaggio sono per rabbi Petachiah lo spunto per notazioni storico-religiose e di folclore. A volte i toni favolistici di alcuni episodi sembrano voler addolcire l'amarezza dell'esilio sempre presente come sfondo anche laddove le condizioni di vita sono migliori. Il lettore, fin dalle prime pagine, viene catturato dal racconto fino ad avere l'impressione di viaggiare insieme all'autore.
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Primo Levi. Il dialogo è interminabile

di Roberto Mauro

editore: Giuntina

pagine: 161

Nel testo di Mauro, per definire il Lager si fa, più volte, ricorso all'immagine delle schiene voltate le une contro le altre. Privare gli esseri umani della possibilità di guardarsi reciprocamente in volto significa disumanizzarli in modo sistematico. La tesi di laurea da cui ha preso le mosse questo libro s'intitola "La tragedia della disumanazione organizzata nella riflessione di Primo Levi". Il titolo scelto per il libro coglie il tema dall'altro versante. Senza negare il lato oscuro delle schiene, vuole parlare anche di sguardi. In questo mutamento non opera alcuna facile opzione consolatoria. Le linee guida del discorso si trovano in quanto già si diceva: il mondo dei Lager è stato contrassegnato, per i vivi, dall'ossimoro di schiene che si fronteggiavano l'una con l'altra. Tuttavia anche là c'è stata qualche minima crepa nel muro dell'inumanità. Quelle tracce sono barlumi sufficienti per sostenere che l'uomo non è stato definitivamente annientato. Un esempio di una di queste minuscole fenditure del sistema concentrazionario è stato (come ricorda Mauro) l'incontro di Levi con Lorenzo, l'operaio civile italiano che, senza voler nulla in cambio, procurò per sei mesi a Primo qualche resto di cibo, una canottiera piena di toppe e consentì uno scambio di cartoline con l'Italia. Levi afferma che deve a lui la vita non tanto per il suo aiuto materiale quanto per avergli provato che, fuori dal Lager, esisteva ancora un mondo in cui l'essere giusti si dava come possibilità concreta.
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Credere o non credere

di Wiesel Elie

editore: Giuntina

pagine: 199

Akavià figlio di Mahalalel consigliava all'uomo di meditare costantemente su tre cose: da dove viene, dove va, e a chi dovrà r
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