fbevnts Tutti i libri editi da Giuntina - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 8
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Giuntina

LTI

La lingua del Terzo Reich. Taccuino di un filologo

di Klemperer Victor

editore: Giuntina

pagine: 355

Nessun libro può sostituire il diario tragico di Klemperer: in esso è l'esperienza della distruzione a parlare, la violenza qu
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20,00 €

Saggezza della cabbalà

di Alexandre Safran

editore: Giuntina

pagine: 209

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12,39 €

Nahmanide esegeta e cabbalista. Studi e testi

editore: Giuntina

pagine: 409

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23,24 €

C'è un punto della terra... Una donna nel Lager di Birkenau

di Tedeschi Giuliana

editore: Giuntina

pagine: 165

Il libro di Giuliana Tedeschi è ricco di una sua realtà interiore che si afferra alla varietà infinita degli eventi narrati e
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17,00 €

Atlante di storia ebraica

di Gilbert Martin

editore: Giuntina

pagine: 137

Questo atlante illustra le migrazioni del popolo ebraico dai tempi della Mesopotamia fino allo Stato d'Israele dei nostri gior
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Elogio della normalità

Saggi sulla diaspora e Israele

di Yehoshua Abraham

editore: Giuntina

Non sono uno storico né un esperto di filosofia ebraica, e nemmeno uno studioso del sionismo e dell'Olocausto; non pretendo di
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Il golem

Storia di una leggenda

di Wiesel Elie

editore: Giuntina

pagine: 105

Chi era il "Golem fatto d'argilla", questo strano essere che, secondo la tradizione popolare ebraica, fu creato dal misterioso
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La notte

di Elie Wiesel

editore: Giuntina

pagine: 112

"Ciò che affermo è che questa testimonianza, che viene dopo tante altre e che descrive un abominio del quale potremmo credere che nulla ci è ormai sconosciuto, è tuttavia differente, singolare, unica. (...) Il ragazzo che ci racconta qui la sua storia era un eletto di Dio. Non viveva dal risveglio della sua coscienza che per Dio, nutrito di Talmud, desideroso di essere iniziato alla Cabala, consacrato all'Eterno. Abbiamo mai pensato a questa conseguenza di un orrore meno visibile, meno impressionante di altri abomini, ma tuttavia la peggiore di tutte per noi che possediamo la fede: la morte di Dio in quell'anima di bambino che scopre tutto a un tratto il male assoluto?" (dalla Prefazione di F. Mauriac)
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Storia della lingua ebraica

di Hadas Lebel Mireille

editore: Giuntina

pagine: 146

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Il processo di Shamgorod

di Wiesel Elie

editore: Giuntina

pagine: 104

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L'angelo della storia. Testi, lettere, documenti

editore: Giuntina

pagine: 263

Chi fu Walter Benjamin? A questa domanda poteva forse dare risposta solo Hannah Arendt
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Nuovi studi in onore di Marco Mortara

editore: Giuntina

Marco Mortara nacque a Viadana il 7 maggio 1815. Frequentò il liceo a Mantova ed entrò poi nel Collegio Rabbinico di Padova, dove conseguì il Dottorato nel 1836, iniziando subito dopo a Mantova il suo ufficio, prima di Rabbino coadiutore e poi Maggiore, succedendo a Israel Claudio Cases quando questi morì nel 1842, carica che Mortara ricoprì fino alla morte nel 1894. A Mantova egli condusse una vita interamente dedicata allo studio, alla famiglia e alla comunità. Scrisse sermoni, testi per conferenze, elogi funebri, lettere e altre opere di varia natura, in parte edite e in parte inedite, collaborando con i principali periodici dell'epoca, italiani fra cui «Rivista israelitica», «L'Educatore israelitico», «Il Vessillo israelitico», «Il Corriere israelitico», e anche stranieri come «Israelitische Annalen», «Archives israélites», «L'Univers israélite», firmandosi talvolta con lo pseudonimo di Dores tov, Colui che ricerca il bene. Compendiò la concezione che aveva elaborato dell'ebraismo nel suo opus magnum "Il pensiero israelitico" edito a Mantova nel 1892 due anni prima della morte. Introdotto dal suo maestro Samuel David Luzzatto al Collegio Rabbinico di Padova nello spirito scientifico e nell'apprezzamento della Wissenschaft des Judentums tedesca, fu sempre in stretto contatto e collaborò con i suoi principali esponenti d'oltralpe, che spesso gli chiedevano manoscritti rari e testi preziosi. Nato nell'anno della Restaurazione 1815, salutò con entusiasmo l'adesione di Mantova al Regno d'Italia. Elemento centrale del pensiero di Mortara fu l'idea che l'emancipazione riconosciuta agli ebrei nel Regno d'Italia, comportasse una transizione dell'ebraismo dall'originaria connotazione nazionale-religiosa a quella esclusivamente religiosa, con la conseguente capacità d'integrarsi interamente nella vita nazionale italiana. Precursore del dialogo con le altre religioni e culture, si spense a Mantova il 6 febbraio 1894.
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