Giuntina
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C'è un punto della terra... Una donna nel Lager di Birkenau
di Tedeschi Giuliana
editore: Giuntina
pagine: 165
Il libro di Giuliana Tedeschi è ricco di una sua realtà interiore che si afferra alla varietà infinita degli eventi narrati e
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Atlante di storia ebraica
di Gilbert Martin
editore: Giuntina
pagine: 137
Questo atlante illustra le migrazioni del popolo ebraico dai tempi della Mesopotamia fino allo Stato d'Israele dei nostri gior
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Elogio della normalità
Saggi sulla diaspora e Israele
di Yehoshua Abraham
editore: Giuntina
Non sono uno storico né un esperto di filosofia ebraica, e nemmeno uno studioso del sionismo e dell'Olocausto; non pretendo di
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Il golem
Storia di una leggenda
di Wiesel Elie
editore: Giuntina
pagine: 105
Chi era il "Golem fatto d'argilla", questo strano essere che, secondo la tradizione popolare ebraica, fu creato dal misterioso
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La notte
di Elie Wiesel
editore: Giuntina
pagine: 112
"Ciò che affermo è che questa testimonianza, che viene dopo tante altre e che descrive un abominio del quale potremmo credere che nulla ci è ormai sconosciuto, è tuttavia differente, singolare, unica. (...) Il ragazzo che ci racconta qui la sua storia era un eletto di Dio. Non viveva dal risveglio della sua coscienza che per Dio, nutrito di Talmud, desideroso di essere iniziato alla Cabala, consacrato all'Eterno. Abbiamo mai pensato a questa conseguenza di un orrore meno visibile, meno impressionante di altri abomini, ma tuttavia la peggiore di tutte per noi che possediamo la fede: la morte di Dio in quell'anima di bambino che scopre tutto a un tratto il male assoluto?" (dalla Prefazione di F. Mauriac)
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Noi figli di Eichmann
di Anders Günther
editore: Giuntina
pagine: 108
Si accorge di qualcosa, Klaus Eichmann? Si accorge che il cosiddetto "problema Eichmann" non è un problema di ieri? Che esso n
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L'angelo della storia. Testi, lettere, documenti
editore: Giuntina
pagine: 263
Chi fu Walter Benjamin? A questa domanda poteva forse dare risposta solo Hannah Arendt
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Nuovi studi in onore di Marco Mortara
editore: Giuntina
Marco Mortara nacque a Viadana il 7 maggio 1815. Frequentò il liceo a Mantova ed entrò poi nel Collegio Rabbinico di Padova, dove conseguì il Dottorato nel 1836, iniziando subito dopo a Mantova il suo ufficio, prima di Rabbino coadiutore e poi Maggiore, succedendo a Israel Claudio Cases quando questi morì nel 1842, carica che Mortara ricoprì fino alla morte nel 1894. A Mantova egli condusse una vita interamente dedicata allo studio, alla famiglia e alla comunità. Scrisse sermoni, testi per conferenze, elogi funebri, lettere e altre opere di varia natura, in parte edite e in parte inedite, collaborando con i principali periodici dell'epoca, italiani fra cui «Rivista israelitica», «L'Educatore israelitico», «Il Vessillo israelitico», «Il Corriere israelitico», e anche stranieri come «Israelitische Annalen», «Archives israélites», «L'Univers israélite», firmandosi talvolta con lo pseudonimo di Dores tov, Colui che ricerca il bene. Compendiò la concezione che aveva elaborato dell'ebraismo nel suo opus magnum "Il pensiero israelitico" edito a Mantova nel 1892 due anni prima della morte. Introdotto dal suo maestro Samuel David Luzzatto al Collegio Rabbinico di Padova nello spirito scientifico e nell'apprezzamento della Wissenschaft des Judentums tedesca, fu sempre in stretto contatto e collaborò con i suoi principali esponenti d'oltralpe, che spesso gli chiedevano manoscritti rari e testi preziosi. Nato nell'anno della Restaurazione 1815, salutò con entusiasmo l'adesione di Mantova al Regno d'Italia. Elemento centrale del pensiero di Mortara fu l'idea che l'emancipazione riconosciuta agli ebrei nel Regno d'Italia, comportasse una transizione dell'ebraismo dall'originaria connotazione nazionale-religiosa a quella esclusivamente religiosa, con la conseguente capacità d'integrarsi interamente nella vita nazionale italiana. Precursore del dialogo con le altre religioni e culture, si spense a Mantova il 6 febbraio 1894.
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K. O la figlia desaparecida
di Bernardo Kucinski
editore: Giuntina
pagine: 174
K. è la storia di un padre alla ricerca della figlia, desaparecida nel 1974 durante la dittatura militare in Brasile; la storia di una ricerca in cui ogni indizio si dissolve prima di prendere forma concreta e durante la quale i ricordi dell'Europa riaffiorano foschi: il vecchio rivoluzionario polacco fuggito in tempo dalla Shoah non può fare infatti a meno di paragonare il vuoto lasciato dallo sterminio nazista al vuoto lasciato dalla scomparsa della figlia. La cronaca della ricerca di K. assume il ritmo di un thriller e, mentre il senso di colpa di essersi dedicato più al culto della letteratura yiddish che a sua figlia lo tormenta, K. affronta indomito e senza timore qualsiasi strada pur di avvicinarsi alla verità. Nel suo percorso K. arriverà inevitabilmente alle domande fondamentali che si pongono di fronte a ogni ingiustizia, ma inesorabilmente rimarrà all'oscuro del destino della figlia.
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