Giuntina
Le mie migliori barzellette ebraiche
di Daniel Vogelmann
editore: Giuntina
pagine: 72
«Ancora un libro di barzellette ebraiche?» vi domanderete
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Assimilazione e antisemitismo razziale: i modelli iberico e tedesco
di Yosef Hayim Yerushalmi
editore: Giuntina
pagine: 73
L'antisemitismo razzista non è un'esclusiva del nazismo
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Ripristinando antichi amori
di Yehoshua Kenaz
editore: Giuntina
pagine: 256
Due amanti clandestini, un amministratore di condominio in guerra con il mondo, una giovane e silenziosa cameriera filippina,
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Scrivere poesie dopo Auschwitz. Paul Celan e Theodor W. Adorno
di Paola Gnani
editore: Giuntina
pagine: 200
Per tutta la vita, Paul Celan si confrontò con la "sentenza" di Theodor W
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Una famiglia
di Paolo Ciampi
editore: Giuntina
pagine: 171
Come una pianta che dopo la gelata riesce di nuovo a germogliare, perché ci sono radici che né gli anni né le persecuzioni possono spezzare. È questa la storia dei Ventura, una famiglia della borghesia ebraica italiana chiamata ad affrontare durissime prove tra il 1938 e il 1945. Il destino pare già scritto quando le vicende separano Anna e Luigi consegnandoli a un tragico epilogo. A doversela cavare nell'Italia in guerra rimangono solo i loro quattro figli, quattro ragazzini braccati e costretti a misurarsi con un mondo crudele in cui non è facile capire chi potrà aiutarti e chi invece ti tradirà. Farcela non sarà un'impresa di poco conto, suggellata da un cognome nuovo e da un paese nuovo, e poi da tanti figli, nipoti, bisnipoti che in Israele faranno del fragile arbusto dei Ventura un albero rigoglioso, in cui rivivranno anche Anna e Luigi. Una storia di violenza e dolore, ma anche di amore e speranza, che arriva fino ai nostri giorni.
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Antisemitismo nella Vienna «fin de siècle». La figura del sindaco Karl Lueger
di Cinzia Leone
editore: Giuntina
pagine: 166
«Questo libro di Cinzia Leone ci presenta la figura, in Italia poco conosciuta o comunque dimenticata, di Karl Lueger, borgoma
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Acquario verde
di Avraham Sutskever
editore: Giuntina
pagine: 144
Il libro racconta gli ultimi giorni del ghetto di Vilna e la caccia dei nazisti agli ultimi sopravvissuti. Con uno stile evocativo e poetico Sutzkever crea un mondo primordiale e senza Dio, in cui la prospettiva è tutta rivolta ai perseguitati e alla forza morale che oppongono al male radicale e disumanizzato dei persecutori che viene relegato in un'oscurità indistinta e minacciosa. È la poesia a incarnare le forze umane di salvezza e al tempo stesso è testimone del coraggio di tutti i piccoli eroi senza nome che combattono contro le forze della distruzione. L'acquario verde è il luogo della morte, dove verde può significare il marcio e la stagnazione da una parte, ma anche la possibilità di vita e di rinascita dall'altra. Quando con la forza della poesia l'acquario verde verrà infranto, salteranno i parametri della realtà, ma ciò che fuoriuscirà dall'acquario potrà forse dare vita a qualcosa di nuovo.
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Se ti dimentico Gerusalemme. Scrittori italiani ebrei nella Terra Promessa
di Raniero Speelman
editore: Giuntina
pagine: 148
Primo Levi, Alberto Moravia, Edith Bruck, Vittorio Segre, Manuela Dviri, Moni Ovadia e tanti altri compongono il mosaico di scrittori ebrei italiani che hanno descritto la Terra Promessa nelle loro opere. Mentre la prima generazione di intellettuali era andata in Palestina soprattutto per sfuggire alle leggi razziali fasciste e vivere a pieno la propria identità nella costruzione di un "focolare nazionale" ebraico, le generazioni successive testimoniano del vivo rapporto - amorevole ma mai acritico - con la Terra dei Padri. Lo stimolante saggio di Raniero Speelman analizza le provenienze, i modi, le visioni, le consapevolezze rispetto a un luogo percepito, in certi casi, come meta ideale, in altri come reale prospettiva di vita e punto di riferimento identitario; un luogo che seppure inteso diversamente - Terra d'Israele, Palestina, Stato d'Israele -ha esercitato un grande fascino su tutti questi scrittori permeandone l'opera e le riflessioni.
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Ritratto con la pallottola nella mascella
di Hanna Krall
editore: Giuntina
pagine: 234
"Sulla tomba di Dawid di Lelów, l'antenato di Andzia e Lina, ogni anno si ripete lo stesso colloquio: Il nostro tzaddìk insegnava: "Non ti salverai se non conoscerai te stesso e se non riconoscerai i tuoi errori". Ricordati che non è mai troppo tardi per ritornare a Dio, sia lodato il suo nome. Qui non c'è stata salvezza, Rabbi. Qui non c'è stato posto per alcun Dio - risponde ogni volta Chaim Sroda, figlio di Josef il vetraio." Hanna Krall è nata a Varsavia nel 1937. Tradotta in vari paesi, è considerata una delle migliori scrittrici polacche. Di lei la Giuntina ha pubblicato "La festa non è la vostra", "Il dibbuk e altre storie", "Ipnosi e altre storie" e "La linea della vita" e "Arrivare prima del Signore Iddio". In questo libro vengono ripubblicati alcuni dei suoi racconti più belli.
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Parole di Cabbalà
di Josy Eisenberg
editore: Giuntina
pagine: 156
La Cabbalà, la tradizione mistica ebraica, è un argomento che affascina per la sua aura di mistero e di inaccessibilità. Senza rompere l'incantesimo, i prestigiosi interlocutori di Josy Eisenberg - Eliane Amado Lévy-Valensi, Henri Atlan, Daniel Epstein, Roland Goet-schel, Joëlle Hansel, Moshé Idel, Bernard Maruani, Charles Mopsik e Marc-Alain Ouaknin - ne esplorano la storia, i temi e il suo messaggio spirituale per l'uomo di oggi.
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Sefer Hakhmoni
di Shabbatai Donnolo
editore: Giuntina
pagine: 358
Il Meridione italiano in età alto-medievale ospitò una delle più fiorenti e vivaci comunità della diaspora ebraica. Già dall'VIII e fino al X-XI secolo, la comunità ebraica dell'Italia meridionale, soprattutto quella sotto dominio bizantino, fu protagonista di un generale fenomeno di rinascita culturale, in particolare in ambito linguistico e letterario, con il recupero dell'ebraico quale lingua scritta e quindi la composizione di opere di carattere esegetico, scientifico e poetico. Il Sefer Hakhmoni, composto dal medico, astrologo ed esegeta Shabbatai Donnolo (Oria, 912 o 913-982 ca.) nella seconda metà del X secolo, è uno dei più antichi testi composti in lingua ebraica in Europa in età medievale. Scritto sotto forma di commento al Sefer Yesirah (testo anonimo, oggi considerato un punto di riferimento per lo studio del misticismo ebraico), il Sefer Hakhmoni è in realtà un'opera composita in cui l'autore - muovendo da presupposti filosofici neoplatonici e sviluppando in particolare il concetto di relazione tra macro e microcosmo - tratta insieme i temi dell'astrologia, dell'esegesi biblica e della medicina. Il volume, il primo della collana Biblioteca ebraica italiana, offre una nuova e rigorosa edizione critica del testo ebraico, basata su una dettagliata analisi di tutti i manoscritti esistenti, insieme alla traduzione italiana annotata e commentata e a una introduzione generale sull'autore e l'ambiente ebraico in cui operava.
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Benedetto Frizzi. Un illuminista ebreo nell'età dell'emancipazione
editore: Giuntina
pagine: 197
Benedetto Frizzi (1756-1844) fu esponente di primo piano dell'Illuminismo ebraico italiano. Nacque a Ostiano, che si trovava all'epoca in territorio mantovano, compì a Mantova i primi studi, indi frequentò l'Università di Pavia, dove si laureò prima in ingegneria, indi in filosofia e medicina. Nel 1789 si trasferì a Trieste: qui esercitò la professione medica per quarant'anni e fu attivo nella vita culturale cittadina. Soltanto nel 1831 fece ritorno al paese natale, per rimanervi sino alla morte. L'accordo tra religione ebraica e ragione illuministica fu l'ideale che ispirò la sua vasta opera: la rivendicazione della razionalità degli insegnamenti mosaici si tradusse in Frizzi nella fiducia che la tradizione e la scienza moderna potessero cooperare al perfezionamento dell'umanità, liberando il campo da inveterati pregiudizi e da dannose superstizioni e aprendo la strada verso l'emancipazione e l'integrazione degli ebrei. Il convegno "Benedetto Frizzi, un illuminista ebreo nel-l'età dell 'emancipazione", tenutosi a Ostiano il 7 novembre 2008 su iniziativa del Comune, e di cui il presente volume raccoglie gli atti, ha consentito di far luce su momenti e aspetti sinora poco noti della vita e dell'opera di Frizzi. Mentre dalle relazioni di Ermanno Finzi, Marida Brignani, Maurizio Bertolotti e Chiara Benedetti, sono stati illustrati i contesti sociali e culturali entro i quali l'intellettuale ostianese si formò e operò.
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