Giuntina
Se ti dimentico Gerusalemme. Scrittori italiani ebrei nella Terra Promessa
di Raniero Speelman
editore: Giuntina
pagine: 148
Primo Levi, Alberto Moravia, Edith Bruck, Vittorio Segre, Manuela Dviri, Moni Ovadia e tanti altri compongono il mosaico di scrittori ebrei italiani che hanno descritto la Terra Promessa nelle loro opere. Mentre la prima generazione di intellettuali era andata in Palestina soprattutto per sfuggire alle leggi razziali fasciste e vivere a pieno la propria identità nella costruzione di un "focolare nazionale" ebraico, le generazioni successive testimoniano del vivo rapporto - amorevole ma mai acritico - con la Terra dei Padri. Lo stimolante saggio di Raniero Speelman analizza le provenienze, i modi, le visioni, le consapevolezze rispetto a un luogo percepito, in certi casi, come meta ideale, in altri come reale prospettiva di vita e punto di riferimento identitario; un luogo che seppure inteso diversamente - Terra d'Israele, Palestina, Stato d'Israele -ha esercitato un grande fascino su tutti questi scrittori permeandone l'opera e le riflessioni.
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Ritratto con la pallottola nella mascella
di Hanna Krall
editore: Giuntina
pagine: 234
"Sulla tomba di Dawid di Lelów, l'antenato di Andzia e Lina, ogni anno si ripete lo stesso colloquio: Il nostro tzaddìk insegnava: "Non ti salverai se non conoscerai te stesso e se non riconoscerai i tuoi errori". Ricordati che non è mai troppo tardi per ritornare a Dio, sia lodato il suo nome. Qui non c'è stata salvezza, Rabbi. Qui non c'è stato posto per alcun Dio - risponde ogni volta Chaim Sroda, figlio di Josef il vetraio." Hanna Krall è nata a Varsavia nel 1937. Tradotta in vari paesi, è considerata una delle migliori scrittrici polacche. Di lei la Giuntina ha pubblicato "La festa non è la vostra", "Il dibbuk e altre storie", "Ipnosi e altre storie" e "La linea della vita" e "Arrivare prima del Signore Iddio". In questo libro vengono ripubblicati alcuni dei suoi racconti più belli.
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Parole di Cabbalà
di Josy Eisenberg
editore: Giuntina
pagine: 156
La Cabbalà, la tradizione mistica ebraica, è un argomento che affascina per la sua aura di mistero e di inaccessibilità. Senza rompere l'incantesimo, i prestigiosi interlocutori di Josy Eisenberg - Eliane Amado Lévy-Valensi, Henri Atlan, Daniel Epstein, Roland Goet-schel, Joëlle Hansel, Moshé Idel, Bernard Maruani, Charles Mopsik e Marc-Alain Ouaknin - ne esplorano la storia, i temi e il suo messaggio spirituale per l'uomo di oggi.
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Il messianismo ebraico
editore: Giuntina
pagine: 133
L'idea messianica ha segnato la prima metà del Novecento e, proprio oggi, sembra tornare d'attualità con tutto il suo carico di speranze e paure. Il termine messianismo, tuttavia, non di rado è utilizzato senza un'adeguata percezione della sua complessità e, pertanto, ha sofferto di una estrema semplificazione. La filosofia, ad esempio, si è spesso appropriata del tema messianico senza tenere nella giusta considerazione la sua tradizione e la sua storia, e soprattutto le differenze sostanziali che caratterizzano le concezioni messianiche di ciascuna delle religioni bibliche. Questa raccolta di saggi rappresenta un tentativo di evidenziare e analizzare le peculiarità del messianismo ebraico: le sue fonti, la sua storia e i modi diversi e anche contraddittori in cui è stato recepito e attualizzato nel pensiero ebraico del Novecento.
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Sefer Hakhmoni
di Shabbatai Donnolo
editore: Giuntina
pagine: 358
Il Meridione italiano in età alto-medievale ospitò una delle più fiorenti e vivaci comunità della diaspora ebraica. Già dall'VIII e fino al X-XI secolo, la comunità ebraica dell'Italia meridionale, soprattutto quella sotto dominio bizantino, fu protagonista di un generale fenomeno di rinascita culturale, in particolare in ambito linguistico e letterario, con il recupero dell'ebraico quale lingua scritta e quindi la composizione di opere di carattere esegetico, scientifico e poetico. Il Sefer Hakhmoni, composto dal medico, astrologo ed esegeta Shabbatai Donnolo (Oria, 912 o 913-982 ca.) nella seconda metà del X secolo, è uno dei più antichi testi composti in lingua ebraica in Europa in età medievale. Scritto sotto forma di commento al Sefer Yesirah (testo anonimo, oggi considerato un punto di riferimento per lo studio del misticismo ebraico), il Sefer Hakhmoni è in realtà un'opera composita in cui l'autore - muovendo da presupposti filosofici neoplatonici e sviluppando in particolare il concetto di relazione tra macro e microcosmo - tratta insieme i temi dell'astrologia, dell'esegesi biblica e della medicina. Il volume, il primo della collana Biblioteca ebraica italiana, offre una nuova e rigorosa edizione critica del testo ebraico, basata su una dettagliata analisi di tutti i manoscritti esistenti, insieme alla traduzione italiana annotata e commentata e a una introduzione generale sull'autore e l'ambiente ebraico in cui operava.
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Tempesta tra le palme
di Sami Michael
editore: Giuntina
pagine: 176
"Certe notti si poteva dormire con le finestre aperte
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L'arte di morire
di Osho
editore: Giuntina
pagine: 262
"Il lettore abituale della Giuntina, una piccola casa editrice specializzata in opere di argomento ebraico, si stupirà forse d
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La memoria dei padri. Cronaca, storia e preistoria di una famiglia ebraica tra Corfù e Venezia
di Cesare Vivante
editore: Giuntina
pagine: 270
"La memoria dei padri", titolo dell'opera e tema caro alla tradizione ebraica, allude alla genesi della ricerca e all'appartenenza religiosa della famiglia, mentre il sottotitolo rimanda alla vicenda di una famiglia di mercanti e armatori ebrei. Il cuore del libro è uno spaccato della società veneziana ricostruito su fonti d'archivio attraverso le vicende di questa famiglia, che partono in modo dimesso a Corfù con Leon di Menachem Vivante nel primo Settecento, raggiungono il culmine a Venezia con i figli tra la fine di quel secolo e l'inizio del nuovo e si concludono mestamente con i nipoti a metà Ottocento: il tutto, ampiamente annotato, è risolto per lo più in forma narrativa. Nella ricerca delle origini il discorso si spinge tuttavia fino al Cinquecento, e in forma di ipotesi anche oltre, mentre alla fine di questo excursus viene ricostruito in sintesi il passato più recente. L'opera, che si era aperta con un ritratto della famiglia nella quale l'autore ha trascorso la giovinezza, è percorsa da vicende che sfiorano il romanzo, come quella di Rachele Vivante (della quale in Appendice viene pubblicata la straordinaria deposizione resa ai funzionali veneziani), mentre singolare interesse desta tra le altre la ricerca sulle origini dei baroni Vivante di Trieste. L'Appendice, cui hanno collaborato Piergabriele Mancuso (libri ebraici) e Gilberto Penzo (tecnica navale veneziana), reca inoltre gli alberi genealogici della famiglia.
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Essere donne nei lager
editore: Giuntina
pagine: 250
"Essere donne nei lager" è il tema di questo volume che si propone di fare il punto sulla storiografia sulla condizione femmin
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Parole di vita. Detti e racconti in forma di Midràsh
di Gianpaolo Anderlini
editore: Giuntina
pagine: 120
La tradizione ebraica ha visto nel racconto (midrash aggadà) una via privilegiata per interpretare la Parola di Dio e per scop
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Sono stato un numero. Alberto Sed racconta
di Roberto Riccardi
editore: Giuntina
pagine: 165
Questo libro racconta la vita di Alberto Sed dalla nascita ai giorni nostri. Rimasto orfano di padre da bambino, Alberto è stato per anni in collegio. Le leggi razziali del 1938 gli hanno impedito di proseguire gli studi. Il 16 ottobre 1943 è sfuggito alla retata effettuata nel ghetto di Roma. È stato catturato in seguito, insieme alla madre e alle sorelle Angelica, Fatina ed Emma. Dopo il transito da Fossoli, la famiglia è giunta ad Auschwitz su un carro bestiame. Emma e la madre, giudicate inabili al lavoro nella selezione condotta all'arrivo, sono finite subito nella camera a gas. Angelica, un mese prima della fine della guerra, è stata sbranata dai cani per il divertimento delle SS. Solo Fatina è tornata, segnata da ferite profonde: ha assistito alla fine terribile di Angelica ed è stata sottoposta agli esperimenti del dottor Mengele. Alberto è sopravvissuto a varie selezioni, alla fame, alle torture, all'inverno, alle marce della morte. Ha partecipato per un pezzo di pane ad incontri di pugilato fra prigionieri organizzati la domenica per un pubblico di SS con le loro donne. Dopo essere scampato a un bombardamento, è stato liberato a Dora nell'aprile 1945. Tornato a Roma, superate le difficoltà di reinserimento, ha iniziato a lavorare nel commercio dei metalli e si è sposato. Ha tre figlie, sette nipoti e tre pronipoti.
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C'era una volta una famiglia
di Lizzie Doron
editore: Giuntina
pagine: 140
"All'inizio degli anni cinquanta, nello Stato d'Israele nacque un nuovo paese, il paese di qua
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