Giuntina
L'allevatore di colombe
di Mario Goloboff
editore: Giuntina
pagine: 160
"Insieme al giovane narratore, il Pibe, sono le colombe ad essere le protagoniste del romanzo. Nella loro rappresentazione convergono due prospettive: da una parte, attraverso di esse, si simboleggia la condizione della vittima chiamando dunque in causa il tema del male; dall'altra, si guarda ad esse come a un oggetto d'amore, condizione cui contribuisce in modo determinante il sovrapporsi della figura femminile all'immagine della colomba. Infatti, grazie alle colombe, si realizza o meglio inizia una specie di educazione sentimentale del Pibe: differenti l'una dall'altra per aspetto e carattere, fanno entrare il fanciullo in contatto con l'universo femminile e con le varie sfumature della relazione amorosa, che andrà poi manifestandosi in modo sempre più nitido e complesso. Questa educazione sentimentale va letta anche alla luce delle molteplici sfaccettature che l'immagine della colomba ha assunto nella cultura ebraica, a partire dalla tradizione biblica. Nel romanzo di Goloboff la tenera colomba, che nell'immaginario collettivo si è trasformata in uno stereotipo, si presenta come creatura dalla fisionomia cangiante, sempre contigua, però, all'esperienza del dolore e della morte." (Elisabetta Noè)
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Ripristinando antichi amori
di Yehoshua Kenaz
editore: Giuntina
pagine: 256
Due amanti clandestini, un amministratore di condominio in guerra con il mondo, una giovane e silenziosa cameriera filippina,
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Scrivere poesie dopo Auschwitz. Paul Celan e Theodor W. Adorno
di Paola Gnani
editore: Giuntina
pagine: 200
Per tutta la vita, Paul Celan si confrontò con la "sentenza" di Theodor W
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Le leggi razziali antiebraiche fra le due guerre mondiali. Atti del Convegno (Padova, 23-24 ottobre 2008)
editore: Giuntina
pagine: 132
A settant'anni dalla promulgazione in Italia delle leggi razziali antiebraiche, un attento riesame di esse e degli effetti, immediati o ritardati nel tempo, che esse ebbero sulle comunità israelitiche è apparso indispensabile onde meglio comprendere quanto in seguito accadde con lo sterminio in atto. Quella legislazione ne costituì in effetti l'indispensabile premessa, creando nel Paese il clima in cui avvenne, a partire dall'8 settembre 1943, la deportazione degli ebrei italiani verso i campi di annientamento. Nel convegno tenutosi all'Accademia Galileiana di Padova nell'ottobre 2008, i cui atti sono qui pubblicati, si è estesa la ricerca anche ad alcuni Paesi europei (Polonia, Ungheria, Bulgaria), nei quali misure antiebraiche furono adottate talora più precocemente, a partire già dagli anni '20, con modalità e tempi diversi a seconda delle politiche dei vari governi e delle caratteristiche delle comunità ebraiche ivi residenti. Come motto del convegno fu adottata una frase singolarmente attuale di Enrico Rocca, ebreo goriziano morto suicida nel 1944: "Anche la minima limitazione comparativa dei diritti civili crea un'incalcolabile inferiorità. L'uguaglianza sociale, religiosa ed etnica è o non è. Per sua natura, essa è indivisibile come la libertà".
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Una famiglia
di Paolo Ciampi
editore: Giuntina
pagine: 171
Come una pianta che dopo la gelata riesce di nuovo a germogliare, perché ci sono radici che né gli anni né le persecuzioni possono spezzare. È questa la storia dei Ventura, una famiglia della borghesia ebraica italiana chiamata ad affrontare durissime prove tra il 1938 e il 1945. Il destino pare già scritto quando le vicende separano Anna e Luigi consegnandoli a un tragico epilogo. A doversela cavare nell'Italia in guerra rimangono solo i loro quattro figli, quattro ragazzini braccati e costretti a misurarsi con un mondo crudele in cui non è facile capire chi potrà aiutarti e chi invece ti tradirà. Farcela non sarà un'impresa di poco conto, suggellata da un cognome nuovo e da un paese nuovo, e poi da tanti figli, nipoti, bisnipoti che in Israele faranno del fragile arbusto dei Ventura un albero rigoglioso, in cui rivivranno anche Anna e Luigi. Una storia di violenza e dolore, ma anche di amore e speranza, che arriva fino ai nostri giorni.
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Antisemitismo nella Vienna «fin de siècle». La figura del sindaco Karl Lueger
di Cinzia Leone
editore: Giuntina
pagine: 166
«Questo libro di Cinzia Leone ci presenta la figura, in Italia poco conosciuta o comunque dimenticata, di Karl Lueger, borgoma
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Acquario verde
di Avraham Sutskever
editore: Giuntina
pagine: 144
Il libro racconta gli ultimi giorni del ghetto di Vilna e la caccia dei nazisti agli ultimi sopravvissuti. Con uno stile evocativo e poetico Sutzkever crea un mondo primordiale e senza Dio, in cui la prospettiva è tutta rivolta ai perseguitati e alla forza morale che oppongono al male radicale e disumanizzato dei persecutori che viene relegato in un'oscurità indistinta e minacciosa. È la poesia a incarnare le forze umane di salvezza e al tempo stesso è testimone del coraggio di tutti i piccoli eroi senza nome che combattono contro le forze della distruzione. L'acquario verde è il luogo della morte, dove verde può significare il marcio e la stagnazione da una parte, ma anche la possibilità di vita e di rinascita dall'altra. Quando con la forza della poesia l'acquario verde verrà infranto, salteranno i parametri della realtà, ma ciò che fuoriuscirà dall'acquario potrà forse dare vita a qualcosa di nuovo.
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Giornate tranquille
di Lizzie Doron
editore: Giuntina
pagine: 169
Il salone di parrucchiere di Zaytshik è il punto di ritrovo di un piccolo quartiere di Tel Aviv, non solo per la vedova Leale, la manicure che ama Zaytshik, ma anche per i suoi vicini, quasi tutti sopravvissuti alla Shoah. È qui che dopo anni di silenzio cominciano timidamente a raccontare la loro storia. Anche in questo suo nuovo romanzo, premiato da Vad Uashem con il premio Buchman, Lizzie Doron ci parla con lieve umorismo e calda compassione di un dolore che non può passare, della ricerca di un po' di felicità, del tenace aggrapparsi a una vita che a molti non sembra più degna di essere vissuta.
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Batticuore
di Yaniv Iczkovitz
editore: Giuntina
pagine: 285
Tel Aviv, città inquieta, eccessiva, frenetica, dove le certezze che fino a ieri sembravano salde e sicure vengono messe a dura prova, si rivela scenario perfetto per il doloroso viaggio alla ricerca di se stessi. E dal confronto con i volti ignoti di questa città - la trasgressività sessuale per Vonatan, l'umanità ferita dei diseredati per Yudit - che verrà un raggio di luce. E dal coraggio di affrontare fino in fondo questo inesorabile percorso potrà sorgere una tenue speranza per il futuro di questa dolente umanità.
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Se ti dimentico Gerusalemme. Scrittori italiani ebrei nella Terra Promessa
di Raniero Speelman
editore: Giuntina
pagine: 148
Primo Levi, Alberto Moravia, Edith Bruck, Vittorio Segre, Manuela Dviri, Moni Ovadia e tanti altri compongono il mosaico di scrittori ebrei italiani che hanno descritto la Terra Promessa nelle loro opere. Mentre la prima generazione di intellettuali era andata in Palestina soprattutto per sfuggire alle leggi razziali fasciste e vivere a pieno la propria identità nella costruzione di un "focolare nazionale" ebraico, le generazioni successive testimoniano del vivo rapporto - amorevole ma mai acritico - con la Terra dei Padri. Lo stimolante saggio di Raniero Speelman analizza le provenienze, i modi, le visioni, le consapevolezze rispetto a un luogo percepito, in certi casi, come meta ideale, in altri come reale prospettiva di vita e punto di riferimento identitario; un luogo che seppure inteso diversamente - Terra d'Israele, Palestina, Stato d'Israele -ha esercitato un grande fascino su tutti questi scrittori permeandone l'opera e le riflessioni.
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Ritratto con la pallottola nella mascella
di Hanna Krall
editore: Giuntina
pagine: 234
"Sulla tomba di Dawid di Lelów, l'antenato di Andzia e Lina, ogni anno si ripete lo stesso colloquio: Il nostro tzaddìk insegnava: "Non ti salverai se non conoscerai te stesso e se non riconoscerai i tuoi errori". Ricordati che non è mai troppo tardi per ritornare a Dio, sia lodato il suo nome. Qui non c'è stata salvezza, Rabbi. Qui non c'è stato posto per alcun Dio - risponde ogni volta Chaim Sroda, figlio di Josef il vetraio." Hanna Krall è nata a Varsavia nel 1937. Tradotta in vari paesi, è considerata una delle migliori scrittrici polacche. Di lei la Giuntina ha pubblicato "La festa non è la vostra", "Il dibbuk e altre storie", "Ipnosi e altre storie" e "La linea della vita" e "Arrivare prima del Signore Iddio". In questo libro vengono ripubblicati alcuni dei suoi racconti più belli.
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Parole di Cabbalà
di Josy Eisenberg
editore: Giuntina
pagine: 156
La Cabbalà, la tradizione mistica ebraica, è un argomento che affascina per la sua aura di mistero e di inaccessibilità. Senza rompere l'incantesimo, i prestigiosi interlocutori di Josy Eisenberg - Eliane Amado Lévy-Valensi, Henri Atlan, Daniel Epstein, Roland Goet-schel, Joëlle Hansel, Moshé Idel, Bernard Maruani, Charles Mopsik e Marc-Alain Ouaknin - ne esplorano la storia, i temi e il suo messaggio spirituale per l'uomo di oggi.
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