Giuntina
Sefer Hakhmoni
di Shabbatai Donnolo
editore: Giuntina
pagine: 358
Il Meridione italiano in età alto-medievale ospitò una delle più fiorenti e vivaci comunità della diaspora ebraica. Già dall'VIII e fino al X-XI secolo, la comunità ebraica dell'Italia meridionale, soprattutto quella sotto dominio bizantino, fu protagonista di un generale fenomeno di rinascita culturale, in particolare in ambito linguistico e letterario, con il recupero dell'ebraico quale lingua scritta e quindi la composizione di opere di carattere esegetico, scientifico e poetico. Il Sefer Hakhmoni, composto dal medico, astrologo ed esegeta Shabbatai Donnolo (Oria, 912 o 913-982 ca.) nella seconda metà del X secolo, è uno dei più antichi testi composti in lingua ebraica in Europa in età medievale. Scritto sotto forma di commento al Sefer Yesirah (testo anonimo, oggi considerato un punto di riferimento per lo studio del misticismo ebraico), il Sefer Hakhmoni è in realtà un'opera composita in cui l'autore - muovendo da presupposti filosofici neoplatonici e sviluppando in particolare il concetto di relazione tra macro e microcosmo - tratta insieme i temi dell'astrologia, dell'esegesi biblica e della medicina. Il volume, il primo della collana Biblioteca ebraica italiana, offre una nuova e rigorosa edizione critica del testo ebraico, basata su una dettagliata analisi di tutti i manoscritti esistenti, insieme alla traduzione italiana annotata e commentata e a una introduzione generale sull'autore e l'ambiente ebraico in cui operava.
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Benedetto Frizzi. Un illuminista ebreo nell'età dell'emancipazione
editore: Giuntina
pagine: 197
Benedetto Frizzi (1756-1844) fu esponente di primo piano dell'Illuminismo ebraico italiano. Nacque a Ostiano, che si trovava all'epoca in territorio mantovano, compì a Mantova i primi studi, indi frequentò l'Università di Pavia, dove si laureò prima in ingegneria, indi in filosofia e medicina. Nel 1789 si trasferì a Trieste: qui esercitò la professione medica per quarant'anni e fu attivo nella vita culturale cittadina. Soltanto nel 1831 fece ritorno al paese natale, per rimanervi sino alla morte. L'accordo tra religione ebraica e ragione illuministica fu l'ideale che ispirò la sua vasta opera: la rivendicazione della razionalità degli insegnamenti mosaici si tradusse in Frizzi nella fiducia che la tradizione e la scienza moderna potessero cooperare al perfezionamento dell'umanità, liberando il campo da inveterati pregiudizi e da dannose superstizioni e aprendo la strada verso l'emancipazione e l'integrazione degli ebrei. Il convegno "Benedetto Frizzi, un illuminista ebreo nel-l'età dell 'emancipazione", tenutosi a Ostiano il 7 novembre 2008 su iniziativa del Comune, e di cui il presente volume raccoglie gli atti, ha consentito di far luce su momenti e aspetti sinora poco noti della vita e dell'opera di Frizzi. Mentre dalle relazioni di Ermanno Finzi, Marida Brignani, Maurizio Bertolotti e Chiara Benedetti, sono stati illustrati i contesti sociali e culturali entro i quali l'intellettuale ostianese si formò e operò.
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Tempesta tra le palme
di Sami Michael
editore: Giuntina
pagine: 176
"Certe notti si poteva dormire con le finestre aperte
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L'arte di morire
di Osho
editore: Giuntina
pagine: 262
"Il lettore abituale della Giuntina, una piccola casa editrice specializzata in opere di argomento ebraico, si stupirà forse d
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La memoria dei padri. Cronaca, storia e preistoria di una famiglia ebraica tra Corfù e Venezia
di Cesare Vivante
editore: Giuntina
pagine: 270
"La memoria dei padri", titolo dell'opera e tema caro alla tradizione ebraica, allude alla genesi della ricerca e all'appartenenza religiosa della famiglia, mentre il sottotitolo rimanda alla vicenda di una famiglia di mercanti e armatori ebrei. Il cuore del libro è uno spaccato della società veneziana ricostruito su fonti d'archivio attraverso le vicende di questa famiglia, che partono in modo dimesso a Corfù con Leon di Menachem Vivante nel primo Settecento, raggiungono il culmine a Venezia con i figli tra la fine di quel secolo e l'inizio del nuovo e si concludono mestamente con i nipoti a metà Ottocento: il tutto, ampiamente annotato, è risolto per lo più in forma narrativa. Nella ricerca delle origini il discorso si spinge tuttavia fino al Cinquecento, e in forma di ipotesi anche oltre, mentre alla fine di questo excursus viene ricostruito in sintesi il passato più recente. L'opera, che si era aperta con un ritratto della famiglia nella quale l'autore ha trascorso la giovinezza, è percorsa da vicende che sfiorano il romanzo, come quella di Rachele Vivante (della quale in Appendice viene pubblicata la straordinaria deposizione resa ai funzionali veneziani), mentre singolare interesse desta tra le altre la ricerca sulle origini dei baroni Vivante di Trieste. L'Appendice, cui hanno collaborato Piergabriele Mancuso (libri ebraici) e Gilberto Penzo (tecnica navale veneziana), reca inoltre gli alberi genealogici della famiglia.
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Un pollo di nome Kashèr. Ricordi del dopoguerra
di Liliana Treves Alcalay
editore: Giuntina
pagine: 194
In questo suo nuovo libro Liliana Treves Alcalay rievoca gli anni successivi alla guerra attraverso i ricordi e gli episodi più significativi della sua infanzia. Il ritorno a Milano dalla Svizzera - che la famiglia aveva raggiunto nel 1943 nel corso di una drammatica fuga tra le montagne -, la fame, la miseria, la difficoltà di adattamento in una società traumatizzata dagli eventi bellici, i primi terribili racconti dei sopravvissuti alla Shoah, i pregiudizi razziali ancora fortemente radicati nell'animo di alcuni nonostante le atrocità della guerra appena terminata. Episodi sofferti ma anche teneri e divertenti che tracciano il corso della sua esistenza alla continua, faticosa ricerca di se stessa, delle conferme che le dessero fiducia, dei suoi spazi, delle scelte di studio e di vita spesso ostacolate dalla famiglia. Ma, infine, l'incontro con la musica è destinato ad avverarsi. Grazie ad essa riuscirà finalmente a esprimersi, crescere, comunicare, dedicarsi con passione alle ricerche sui canti della tradizione ebraica, a raggiungere traguardi insperati che daranno un senso alla sua vita. È un racconto autobiografico semplice e sincero dove la protagonista assoluta è l'infanzia che silenziosa continua ad accompagnare Liliana passo dopo passo nel corso della vita, pronta a riaffiorare nei momenti di fragilità e a influenzare inevitabilmente gli anni della maturità. Perché "dall'infanzia non si guarisce mai".
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Ebrei e società in Sardegna nel XV secolo. Fonti archivistiche e nuovi spunti di ricerca
di Cecilia Tasca
editore: Giuntina
pagine: 640
Frutto di una lunga ricerca archivistica, il volume costituisce il completamento di una precedente monografia sulla storia deg
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Essere donne nei lager
editore: Giuntina
pagine: 250
"Essere donne nei lager" è il tema di questo volume che si propone di fare il punto sulla storiografia sulla condizione femmin
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Parole di vita. Detti e racconti in forma di Midràsh
di Gianpaolo Anderlini
editore: Giuntina
pagine: 120
La tradizione ebraica ha visto nel racconto (midrash aggadà) una via privilegiata per interpretare la Parola di Dio e per scop
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Sono stato un numero. Alberto Sed racconta
di Roberto Riccardi
editore: Giuntina
pagine: 165
Questo libro racconta la vita di Alberto Sed dalla nascita ai giorni nostri. Rimasto orfano di padre da bambino, Alberto è stato per anni in collegio. Le leggi razziali del 1938 gli hanno impedito di proseguire gli studi. Il 16 ottobre 1943 è sfuggito alla retata effettuata nel ghetto di Roma. È stato catturato in seguito, insieme alla madre e alle sorelle Angelica, Fatina ed Emma. Dopo il transito da Fossoli, la famiglia è giunta ad Auschwitz su un carro bestiame. Emma e la madre, giudicate inabili al lavoro nella selezione condotta all'arrivo, sono finite subito nella camera a gas. Angelica, un mese prima della fine della guerra, è stata sbranata dai cani per il divertimento delle SS. Solo Fatina è tornata, segnata da ferite profonde: ha assistito alla fine terribile di Angelica ed è stata sottoposta agli esperimenti del dottor Mengele. Alberto è sopravvissuto a varie selezioni, alla fame, alle torture, all'inverno, alle marce della morte. Ha partecipato per un pezzo di pane ad incontri di pugilato fra prigionieri organizzati la domenica per un pubblico di SS con le loro donne. Dopo essere scampato a un bombardamento, è stato liberato a Dora nell'aprile 1945. Tornato a Roma, superate le difficoltà di reinserimento, ha iniziato a lavorare nel commercio dei metalli e si è sposato. Ha tre figlie, sette nipoti e tre pronipoti.
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C'era una volta una famiglia
di Lizzie Doron
editore: Giuntina
pagine: 140
"All'inizio degli anni cinquanta, nello Stato d'Israele nacque un nuovo paese, il paese di qua
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Materia giudaica. Rivista dell'Associazione italiana per lo studio del giudaismo (2009) vol. 1-2
editore: Giuntina
pagine: 600
Il volume raccoglie articoli di: Felice Israel, Pier Cesare Ioly Zorattini, CeciliaTasca, Robert Bonfil, Luciano Carta, Mauro Perani, Leonhard Becker, Silvia Castelli, Cesare Colafemmina, OlivettaSchena, Shlomo Simonsohn, David Abulafia, Meritxell Blasco Orellana, JoséRamón Magdalena Nom de Déu, Amira Meir, Rossana Rubiu, Danièle Iancu-Agou, M. Carmen Locci, Michele Luzzati.
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