Ibis
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The anthropology of tribal and peasant pastoral societies-Antropologia delle società pastorali tribali e contadine
editore: Ibis
pagine: 472
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Dalla comunicazione intrauterina al linguaggio umano
La liberazione di Edipo
di Tomatis Alfred A.
editore: Ibis
pagine: 190
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Le peregrinazioni di una paria
di Flora Tristan
editore: Ibis
pagine: 188
Nel 1833, Flora Tristan ha trent'anni e parte per il Perù per andare a rivendicare l'eredità del padre, un generale peruviano. Il resoconto del suo viaggio è un quadro magistrale della società ispano-americana post-coloniale: la ricchezza opulenta dei proprietari terrieri contrapposta alla miseria profonda del popolo; la durezza drammatica delle lotte sociali e l'ingiustizia profonda che domina la società. Da questa esperienza, Flora Tristan ricava la consapevolezza di essere una "paria", sia perché la famiglia paterna la respinge come semplice figlia naturale e quindi esclusa da qualsiasi diritto, sia perché cerca di affermarsi come donna indipendente di fronte ad una società che invece le nega il diritto ad essere un individuo autonomo.
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Arauco Domado
di Pedro de Oña
editore: Ibis
pagine: 588
L'"Arauco domado" di Pedro de Oña, pubblicato a Lima nel 1596 e di nuovo a Madrid nel 1605, è un grande classico della lettera
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Bonobani. Parole della foresta
di Rabindranath Tagore
editore: Ibis
pagine: 156
Può sembrare curioso che un grande scrittore e poeta come Robindronath Tagore (1861-1941), Premio Nobel per la letterature nel 1913, dedichi un'intera opera all'albero - agli alberi - che per lui diventa simbolo emblematico dell'intera natura e referente del rapporto che si vorrebbe instaurare con essa: un rapporto fatto di rispetto e di ammirazione, di riconoscimento della bellezza. L'albero, la natura sono tutto questo e molto di più. Noi oggi non ci soffermiamo più a considerare la bellezza dell'albero. Qui ogni albero viene nominato e "chiamato per nome". Qui ogni albero diventa protagonista del dialogo dell'autore che parla e ascolta, che si lascia coinvolgere, che riconosce il vivente che è l'albero. Il traduttore, padre Marino Rigon, ha tradotto i testi di Tagore dall'originale bengali.
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La pedagogia del sopravvissuto
Canetti, Amery, Bettelheim
di Silvano Calvetto
editore: Ibis
pagine: 176
La questione della possibilità di sopravvivere si è proposta
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Vita di San Pio V
di Minorelli Tommaso Maria
editore: Ibis
pagine: 120
La Vita di San Pio V, di cui questo volume fornisce la prima traduzione, è opera di Tommaso...
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I libri della mia vita. Tavola di moltiplicazione per giovani poeti
di Varlam Salamov
editore: Ibis
pagine: 70
"Mi dispiace di non aver mai avuto una biblioteca mia." Così, tristemente e quasi sottovoce, Salamov chiude questo suo breve testo in cui il gulag quasi scompare, in cui l'angoscia dell'autore trova conforto nella lettura e, attraverso la lettura, egli trova la forza per resistere alle sofferenze e alle persecuzioni. La semplicità espressiva, l'immediatezza della narrazione nasconde la Kolyma, il campo di concentramento. Restano i libri e resta il desiderio di lettura. La vita di Varlam Salamov (1907-1982) è infatti segnata dal gulag, in cui viene rinchiuso a più riprese a partire dal 1929, per la sua opposizione al sistema di potere staliniano. Dalle remote terre della Siberia, dal gulag di Kolyma, "l'Auschwitz di ghiaccio" come è stato definito, ci sono giunti i "Racconti di Kolyma", l'opera che gli ha dato fama mondiale. In questo testo, Salamov ripercorre i momenti drammatici della sua vita per trasmetterci il suo amore per i libri, per farci capire il valore affettivo e il significato liberatorio che la lettura ha avuto nella sua esistenza.
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