Il Nuovo Melangolo
Muchtar
di Israil M. Metter
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 150
Le avventure di un cane che, abbandonato dalla padrona diventa per caso poliziotto. Ambientato a Leningrado, a cavallo degli anni cinquanta e sessanta, Muchtar racconta il rapporto che nasce tra l'addestratore e il cane, il quale da violento e selvatico si fa generoso e fedele mettendo in risalto le sue doti di tenacia e intelligenza. Sarà proprio il suo vecchio addestratore a salvarlo dalla morte quando una burocrazia che non bada ai sentimenti vorrà eliminarlo perché, ormai vecchio, Muchtar non è più che un "costo aggiuntivo".
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Bargan se ne infischia e altri racconti inediti
di Bertolt Brecht
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 207
La scrittura di Brecht si accende all'eco della tradizione, integrandola, disarticolandola, rovesciandola, opponendo al mito la storia, alla posa statuaria il gesto del quotidiano in cui balenano i rapporti sociali. In questa raccolta di racconti (che include gli anni dal 1913 al 1940) tale pratica di sabotaggio letterario trova forse la sua prima radice visibile, in ciò vi è un sicuro motivo di interesse: la possibilità di osservare allo stato nascente certi temi che diverranno tipici del drammaturgo tedesco. Appresi i rudimenti dell'arte del raccontare, Brecht non ha mancato di arricchire il suo contenuto istruttivo; ecco che l'astuzia sorniona del narratore riesce a trasformare il luogo della chiacchiera piccolo-borghese in osservatorio affacciato sul mondo.
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L'abbandono
di Martin Heidegger
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 86
"Come si iscrive nell'ormai conchiuso itinerario filosofico di Heidegger un'opera come "Gelassenheit"? Che significato assume l'adozione di questa parola fondamentale della mistica speculativa cristiana nel contesto di una ricerca che ha per oggetto l'essenza del pensiero e il suo destino? Grazie a quale singolare processo ermeneutico una parola del "Religioso" diviene parola del "Pensiero"? Una risposta a tali interrogativi può unicamente trovarsi nella considerazione di un tema o problema che la letteratura su Heidegger raramente ha affrontato nei suoi termini essenziali, nella considearzione cioè del rapporto tra filosofi e religione, fra linguaggio filosofico e linguaggio religioso lungo tutto l'arco del suo pensiero." (Carlo Angelino)
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Plotino. La via verso la realtà
di John M. Rist
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 337
Questa monografia non si propone tanto di tracciare un profilo della filosofia di Plotino quanto di approfondire alcuni nodi tematici quanto inesplorati: i suoi rapporti con Platone e il neoplatonismo; la conoscenza dell'uno; la bellezza, il bello e il bene; il libero arbitrio; la felicità. L'introduzione all'edizione italiana traccia un quadro sintetico e stimolante delle ricerche più significative dell'ultimo decennio. La bibliografia e l'indice dei passi tratti dalle Enneadi ne fanno uno strumento importante per chiunque si interessi di filosofia.
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Calcio fiorentino. Il Rinascimento visto attraverso i suoi giochi
di Horst Bredekamp
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 220
L'autore mostra come il calcio praticato nella Firenze dei Medici fosse molto più di uno spettacolo per la ricreazione e la distrazione del popolo. Giocato dall'élite che deteneva il potere dello Stato, rappresentava un mezzo di distinzione e autocelebrazione, oltre che un modo per riaffermare le virtù cittadine. Attraverso l'analisi delle rappresentazioni del tempo, lo svolgimento e le strategie del calcio storico con tutte le sue implicazioni simboliche per l'ascesa politica dei Medici, Bredekamp compone un saggio sulla cultura rinascimentale.
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La svolta. Testo tedesco a fronte
di Martin Heidegger
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 122
"La svolta" non è soltanto un testo essenziale per comprendere Martin Heidegger; è soprattutto un tema centrale del suo itinerario di pensiero le cui radici affondano nella stessa tormentata genesi e stesura del suo capolavoro "Essere e tempo". La svolta infatti era già presente nel progetto di quest'opera, in quanto la reinterpretazione del problema dell'essere doveva necessariamente passare attraverso un radicale capovolgimento di prospettiva: dalla chiarificazione del tempo come orizzonte trascendentale dell'essere, dimenticato, alla chiarificazione dell'essere come soluzione dell'enigma del tempo. La svolta da "Essere e tempo" a "Tempo e essere".
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