fbevnts Tutti i libri editi da La Scuola di Pitagora - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 5
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La Scuola di Pitagora

La signora di Monza e altre storie patrie. Ediz. italiana e latina

di Giuseppe Ripamonti

editore: La Scuola di Pitagora

pagine: 103

Senza Walter Scott, probabilmente Alessandro Manzoni non avrebbe mai pensato di scrivere un romanzo storico
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13,00 12,35

The insuperability of sensation. Indagini letterarie tra mente, corpo e «affect»

di Pilar Martinez Benedí

editore: La Scuola di Pitagora

pagine: 168

Qual è la relazione tra la mente e il mondo? In che modo conosciamo l'altro? Queste domande acquistano rinnovata attualità gra
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18,00

Giulio Cesare Vanini nella cultura filosofica francese del Seicento e del Settecento. Dal «Libertinisme érudit» all'Illuminismo

editore: La Scuola di Pitagora

pagine: 375

Personaggio sfuggente alle categorie tradizionali della storiografia, il filosofo Salentino Giulio Cesare Vanini (1585-1619) è
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30,00 28,50

Misticismo matematico e scienza matematica della natura. Considerazioni sulla storia delle origini della scienza esatta (1940)

di Ernst Cassirer

editore: La Scuola di Pitagora

pagine: 64

Apparso per la prima volta sulla rivista "Lychnos" nel 1940, il saggio "Mathematische Mystik und mathematische Naturwissenscha
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10,00 9,50

Angelo Fortunato Formiggini. Profilo di un editore. «Un signore che si diverte a pubblicare dei libri belli»

di Maria Agnese Ariaudo

editore: La Scuola di Pitagora

pagine: 178

In questo volume si accosta la figura, dallo straordinario fascino, dell'editore modenese, di origine ebraica, Angelo Fortunat
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18,00 17,10

La filosofia dei nazionalismi europei

di Nicolao Merker

editore: La Scuola di Pitagora

pagine: 80

Il termine filosofia ricorre nel titolo del volume e anche nel titolo di ognuno dei capitoli: c'è, in sequenza, "l'idea di naz
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10,00 9,50

Sfiducia e sragione. Trattato teologico-politico

di Antonio Carulli

editore: La Scuola di Pitagora

pagine: 231

"Nel suo nuovo libro Antonio Carulli sembra voler portare il suo contributo a quel particolare genere di letteratura filosofic
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21,00 19,95

Pessimismo?

di Oswald Spengler

editore: La Scuola di Pitagora

pagine: 92

Già all'apparizione del "Tramonto dell'Occidente" (1918) Spengler incorse nell'accusa di pessimismo, oltre che di dilettantism
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15,00 14,25

Parmenide

di Hans Georg Gadamer

editore: La Scuola di Pitagora

pagine: 162

In questo volume sono raccolti gli scritti che per oltre mezzo secolo il fondatore dell'ermeneutica filosofica ha dedicato al
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15,00 14,25

La prospettiva filosofica di Ernesto Grassi tra antropologia, logica e ontologia

di Anna Di Somma

editore: La Scuola di Pitagora

pagine: 357

Nell'analisi del pensiero di Ernesto Grassi, l'autrice ha seguito come filo conduttore il tema dell'onto-antropologia che le a
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25,00 23,75

Il Sessantotto a Napoli

editore: La Scuola di Pitagora

pagine: 345

Il cronico isolamento di Napoli rispetto alle casse di risonanza dei mass-media nazionali ha portato fin dalle origini all'inc
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25,00 23,75

La corte penale internazionale. Problemi e prospettive

editore: La Scuola di Pitagora

pagine: 638

"Due vicende, in particolare, richiedono una meditazione approfondita, anche perché, seppur apparentemente slegate l'una dall'altra, in realtà non sono prive di reciproci condizionamenti, magari causali, con aspetti in qualche modo addirittura contraddittori. Si tratta di vicende attinenti, l'una, alla posizione degli Stati Uniti nei confronti dell'istituenda Corte penale internazionale e, l'altra, all'avvio del processo Milosevic di fronte al già da tempo (1994) operante Tribunale all'Aja per crimini commessi nei territori della ex-Jugoslavia, quella meglio nota come la Jugoslavia di Tito". (Dalle conclusioni di Giovanni Conso) Ma a parte quello che i tribunali penali internazionali, e in particolare la Corte, hanno la potenzialità di realizzare nella repressione diretta dei crimini [...] È un fatto che essi sono inevitabilmente destinati a svolgere una funzione di stimolo, di impulso per le giurisdizioni statali, perché è l'esistenza in sé di tribunali penali internazionali che mette in luce la non collaborazione degli Stati, la mancanza di una normativa statale sostanziale e processuale adeguata, l'inerzia delle giurisdizioni nazionali, l'esistenza stessa di crimini gravissimi.
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