Manni
Non ho l'età. Perdere il lavoro a 50 anni
di Loris Campetti
editore: Manni
pagine: 184
Cosa significa trovarsi a 50 anni senza un lavoro perché delocalizzano la fabbrica, o tagliano il personale, o l'azienda fallisce? Come si sopravvive se si è troppo giovani per la pensione e troppo vecchi per riuscire a ricollocarsi, con i figli ancora a scuola e un mutuo da pagare? Loris Campetti scrive un reportage viaggiando per l'Italia e raccogliendo nove storie emblematiche di una generazione di lavoratori dimenticati, invisibili: c'è la Ottana in Sardegna e l'amianto di Avellino, la Merloni di Fabriano e l'Eutelia di Roma, ci sono le storie di una grafica e di un direttore di teatro toscani, le coop rosse emiliane, gli indiani del Reggiano, c'è l'occhialeria del Veneto. Ci sono, soprattutto, delle donne e degli uomini: ognuno racconta la propria storia, e Campetti ne spiega il contesto territoriale e lavorativo. Scrive l'autore: "Via via che prendevo appunti nel mio block notes mi sono rafforzato nell'idea antica della centralità del lavoro nella vita delle persone, perché quando il lavoro viene meno non è dell'assistenza che si va in cerca, bensì della dignità. Cioè del lavoro. Un lavoro irrobustito dai diritti, per non tornare alla schiavitù, come ci ricorda un'indiana del Punjab arrivata nella Pianura padana per mettere etichette alle nostre t-shirt griffate, a mungere le nostre mucche e strigliare i nostri cavalli." Introduzione di Rossana Rossanda.
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In basso a sinistra. Politica, sindacato e conflitti sociali tra globalizzazione e crisi. L'anomalia chiamata
editore: Manni
pagine: 168
Negli ultimi trent'anni il panorama politico italiano è cambiato radicalmente. Le organizzazioni della sinistra sono state trasformate fin nella loro identità e si sono presentate disarmate di fronte alla "tempesta perfetta" creata dall'incrocio delle quattro grandi crisi che hanno segnato il passaggio dal XX al XXI secolo: la sconfitta del movimento operaio novecentesco e la crisi delle sue ideologie, il crack finanziario iniziato dagli Stati Uniti e culminato nella recessione europea, il collasso della rappresentanza politica e l'affanno della democrazia, il disagio sociale e l'aumento delle diseguaglianze. Due testimoni privilegiati ricostruiscono le tappe e i passaggi di questa trasformazione: Rinaldini con un racconto in prima persona, e poi in dialogo con Polo. Ne viene fuori un "diario di viaggio" nella storia della sinistra, del sindacato e dei movimenti negli anni in cui la lotta di classe è stata fatta dal capitale: dall'autunno '80 in Fiat al crollo del Muro di Berlino, dalla fine del Pci all'era berlusconiana, dalla ritirata sindacale alla precarietà del lavoro, dalla finanziarizzazione alla recessione economica. Il bilancio è ricco di critiche, e anche di autocritiche: non per rassegnarsi, ma per ritrovare strumenti di ricostruzione.
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Insegnare la letteratura oggi
di Romano Luperini
editore: Manni
pagine: 234
La crisi della scuola, l'insegnamento della letteratura, il problema della storiografia letteraria e della manualistica costituiscono i temi principali di questo volume, che spazia dalla teoria alla didattica della letteratura. L'insegnamento deve essere basato non sulla centralità del testo, ma sulla centralità della lettura, intesa come esperienza vitale e partecipazione interpretante. Un posto di rilievo spetta alla interdisciplinarità, ai percorsi tematici e per generi, all'interculturalismo e al canone europeo, in relazione anche alle ultime indicazioni ministeriali. L'autore non intende soltanto suggerire "come" insegnare la letteratura nella scuola media superiore di oggi e di domani, ma anche spiegare "perché" essa va insegnata.
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Andreotti il papa nero. Antibiografia del divo Giulio
di Michele Gambino
editore: Manni
pagine: 216
Giulio Andreotti, detto anche il divo Giulio, Belzebù, il papa nero, è il personaggio più longevo della storia italiana e al tempo stesso il più controverso. L'unico politico di statura nazionale di cui sono stati accertati i rapporti con la mafia almeno fino al 1980, ma anche l'amico sincero di molti pontefici e il generoso dispensatore di oboli agli orfani e alle vedove. Ascetico nei comportamenti ma capace di accumulare enormi quantità di fondi occulti per mantenere il potere. Nemico storico della sinistra, ma anche primo fautore di un governo appoggiato dai comunisti. Da Sindona a Moro, da Pecorelli a Dalla Chiesa, dai militari golpisti a Licio Gelli, dai palazzinari romani ai mafiosi siciliani, l'intera vita di Andreotti è costellata di delitti, di misteri, di nemici per bene e di amici impresentabili. Per decenni i vignettisti hanno lavorato intorno alla sua inconfondibile sagoma, la sua vita è stata costantemente illuminata dai riflettori, i suoi motti appartengono al lessico corrente degli italiani, eppure non è esistito nel paese un altro uomo così insondabile e irrimediabilmente distante dai suoi simili. Dal secondo dopoguerra all'era Berlusconi, Michele Gambino traccia un profilo del personaggio in larga parte inedito, ricostruendone, oltre alle vicende giudiziarie e storiche, la psicologia, la religiosità, i sentimenti e le pulsioni celate dietro la maschera di cera.
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Niente è per sempre
di Armando Balduino
editore: Manni
pagine: 211
Fra i buffi palazzeschiani e gli inetti sveviani, i protagonisti di questi racconti sono personaggi del nostro vissuto che si misurano con le azioni di ogni giorno. L'autore attinge, per queste cronache dal reale, sia al passato e alla memoria sia all'immediato presente. Descrive un quotidiano che è straordinario nella sua semplicità: il tutto in "istilo rimesso e umilissimo", seguendo l'esempio di Boccaccio. Sono ventiquattro racconti di una minimale esemplarità.
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La rivoluzione che viene. Come ripartire dopo la fine del capitalismo
di David Graeber
editore: Manni
pagine: 184
Il capitalismo è oramai al tramonto. Entro un paio di generazioni non esisterà più, perché è impossibile mantenere un ritmo di crescita infinito su un pianeta dalle risorse finite. Eppure, di fronte a questo scenario, la reazione istintiva è di aggrapparsi a ciò che esiste perché non si riesce a concepire un'alternativa che non sia ancora più oppressiva e distruttiva. Ma è l'immaginazione politica ad aver raggiunto un vicolo cieco, oppure è il capitalismo stesso a sistematizzare la depressione, a toglierci scientemente la capacità di pensare un altro futuro? Secondo Graeber, è proprio il potere economico e politico a indurci a credere che non vi siano soluzioni differenti da esso. È un sistema pronto perfino ad autodistruggersi, piuttosto che tentare strade diverse.
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Film anarchico e impopolare
Nella terra dei lupi e dei santi
di Cipriano Piero
editore: Manni
pagine: 112
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Giro di vita. Materiali per l'autobiografia di un critico letterario
di Pedulla` Walter
editore: Manni
pagine: 211
Invitato a rilasciare un'intervista sulla critica letteraria, Walter Pedullà ha deciso di farsela da sé, per essere più libero
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Enti locali e amministrazione digitale
Teoria e prassi del provvedimento amministrativo
di Sergio Luigino
editore: Manni
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Vendola contro tutti
Candidati reali e digitali nella campagna elettorale del 2010 in Puglia
editore: Manni
pagine: 232
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