Medusa Edizioni
Ivan Illich e la sua eredità
editore: Medusa Edizioni
pagine: 120
Oggi sono in molti a richiamarsi al pensiero di Ivan Illich, ma spesso ignorando la sua complessità e il dubbio sistematico ch
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Dostoevskij
di Gide André
editore: Medusa Edizioni
pagine: 160
Acconsentire alla sofferenza e al peccato; abnegare alla pura diversità: accettare dunque la 'lingua', la revoca dentro ogni p
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Il nostro sistema solare
di Rosita Copioli
editore: Medusa Edizioni
pagine: 322
Makarie incorpora "il nostro sistema solare", si dice negli Anni di viaggio di Goethe. Il genere di assolutezza per cui Makarie è una stella, plasma il pensiero di Rosita Copioli. Intorno al sole dell'immaginazione, ruotano i pianeti del mito, della letteratura, dell'arte, con i nomi della poesia dell'autrice. Elena e le Aurore, con la bellezza e il suo velo-nube-crepuscolo, ispirano Saffo, che anticipa Platone, e toccano Ildegarda di Bingen. Il loro desiderio, l'amore che muove le stelle e il cuore dell'uomo più semplice, determinano storie e figure: Teti madre di Achille, che applica il battesimo del fuoco, anticipando quello cristiano e Maria madre di Cristo; Goethe e il destino di separazione e specializzazione dell'uomo moderno; il sogno di Nerval; la nostalgia di Leopardi per la "divina scintilla" della natura e la più bella difesa della poesia che sia stata scritta; la struggente fissazione erotica di Yeats, che elabora una nuova visione del mondo immaginale. In questo libro l'immaginazione induce ogni azione. Ispira il sogno "guidato" di Cristina Campo. Apre gli spazi tragici della Ortese. "Il nostro sistema solare" è un libro mobile e insieme unitario, perché il sistema di pensiero, che è anche una filosofia delle forme simboliche, riprende e approfondisce dalla prima all'ultima pagina la fitta rete di corrispondenze, echi e riflessi su temi centrali della poesia e dell'arte, che sono prima di tutto i problemi di fondo della nostra vita.
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Il libro delle api
editore: Medusa Edizioni
pagine: 159
Le api hanno costituito nel mondo antico un campo di osservazione e di studio che si è spinto ben oltre i confini scientifici e naturalistici. Lo dimostra il numero di testi, in versi e in prosa, che il mondo latino ha dedicato al mondo delle api: un ampio capitolo del De re rustica di Vairone (vissuto nell'età della tarda repubblica); l'intero quarto libro delle Georgiche di Virgilio (fin dall'antichità considerato tra i grandi capolavori della letteratura di ogni tempo); una sezione del De re rustica di Columella (composto intorno alla metà del I sec. d.C); un capitolo dell'immensa Storia naturale di Plinio il Vecchio. In queste opere, il metodo sperimentale (istituito da Aristotele nelle sue storie naturali) si mescola con elementi favolosi. Né mancano l'esatta osservazione della conformazione degli insetti (organizzazione sociale, scelta dei pollini, malattie mortali e contagiose), la descrizione delle cure che gli apicultori debbono dedicare agli alveari e alla raccolta del miele. Ma è una particolare somiglianza del mondo delle api con la società umana (i motivi del lavoro, della dedizione del singolo alla comunità, del comunismo dei beni, per esempio; il principio stesso della regalità) ad attrarre sia i poeti sia i filosofi antichi. Così, nell'aureo libretto di Virgilio, le api divengono simbolo di vita spirituale, poiché vincono la legge della morte e del sesso, e dunque degli istinti.
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Impressioni irlandesi
di Chesterton Gilbert K.
editore: Medusa Edizioni
pagine: 140
Sembrano lontani i giorni di Londonderry, della Domenica di Sangue, quelli in cui i pub di Londra saltavano in aria col loro c
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Sulla testimonianza. Processo alla grande guerra
di Jean N. Cru
editore: Medusa Edizioni
pagine: 92
Era fra quelli che combatterono a Verdun, e questa esperienza segnò la sua vita. Tanto che volle, primo fra gli storici della grande guerra, pubblicare le testimonianze dei soldati sopravvissuti. La guerra vista "dal basso", con gli occhi di chi l'ha combattuta. Contro l'immagine eroica e trionfale costruita dai politici e dai generali che vollero nascondere la disfatta europea prodotta dall'"inutile strage". Nel libro che lo rese famoso, Témoins, uscito nel 1929 suscitando polemiche e reazioni anche violente, Norton Cru fa parlare, esclusivamente, ex combattenti, quasi tutti soldati, rari gli ufficiali. Insomma i "poilus", come i francesi avevano ribattezzato, con orgoglio e ammirazione, chi visse quella tremenda esperienza sul fronte occidentale. Era un "saggio di analisi e di critica delle memorie dei combattenti edite in francese tra il 1915 e il 1928". L'esperienza della guerra aveva reso Norton Cru insofferente alla letteratura bellica che, spesso, scrive di cose che non conosce e non ha vissuto: "Considero un sacrilegio fare del nostro sangue e delle nostre angosce materia di letteratura". In quell'opera monumentale, che gli costò anni di lavoro, Norton Cru classificava e analizzava oltre trecento racconti di guerra, per verificarne la veracità o la loro dipendenza alle menzogne diffuse dall'establishment francese. Il libro fu rifiutato da tutti gli editori e pubblicato a spese dell'autore.
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Il crocifisso del poeta
di Jammes Francis
editore: Medusa Edizioni
pagine: 93
Paradosso, scandalo, follia, ignominia, obbrobrio: tale apparve fin dall'inizio, nelle parole degli stessi testimoni e scritto
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Ariani. Origine, storia e redenzione di un mito che insanguinato il Novecento
di Edoardo Castagna
editore: Medusa Edizioni
pagine: 107
Ariani: questo saggio corre su un piano scivoloso perché vuole tesserne se non un elogio, quanto meno una trama di riflessioni che riscattino questo concetto dall'inferno in cui è stato relegato dopo l'utilizzo del nazismo declinato nel segno dell'antisemitismo. Ma la storia degli Ariani comincia molto prima di Hitler. Nell'ottica che li identifica come "insieme culturale" o "archetipo ideologico" dei popoli indoeuropei (cioè, oggi, quelli europei: incluse le diaspore dell'America, dell'Australia, e le diramazioni fino all'India e l'Iran), questa, che ancora oggi è considerata una "idea paria", offre solide basi per una nuova geopolitica. Questo libro spiega perché c'è ancora molto di ariano nelle nostre culture e perché questa idea avrà un futuro. L'analisi corre lungo tre filoni: quello più propriamente storico, che evidenzia elementi simbolici e antropologici trasmessi lungo i millenni dai nostri antenati a noi (dalle divinità celesti all'individualismo da cui nasce l'epica eroica); il filone intellettuale, che deriva dallo slancio dei popoli indoeuropei verso il movimento e la conquista territoriale e approda a concetti tuttora presenti nel dibattito dell'Occidente: la volontà di potenza, la hybris, lo spazio vitale, la sete di sapere; infine, quello politico, che analizza la democrazia come il portato del carattere della regalità esclusivo degli antichi Indoeuropei.
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La crisi spirituale dell'uomo moderno
di Hossein Nasr Seyyed
editore: Medusa Edizioni
pagine: 158
Se il rapporto tra uomo e natura, in tutte le sue forme, si presenta oggi come sopraffazione e dominio, la responsabilità grava sul mondo occidentale e sulla cultura che, come ne ha determinato la leadership, ne minaccia ora la sopravvivenza: tra i capostipiti filosofici Francesco Bacone, teorico del primato del pensiero scientifico; e Cartesio, che ponendo il "cogito" al centro della metodologia, ha reso onnipotente la soggettività umana. A partire da questi presupposti filosofici, muove l'autore di questo saggio per sviluppare una critica della civiltà occidentale moderna, che oggi rischia drammaticamente la propria autodistruzione: l'inquinamento, l'invenzione di armi chimiche e batteriologiche sempre più potenti, l'imporsi di forme estreme di manipolazione genetica delle risorse alimentari, sono gli effetti dell'abuso che l'uomo occidentale ha fatto e continua a fare delle proprie capacità e un segnale che impone un cambio di direzione rapido e radicale. Nasr, di religione musulmana ma anche studioso della tradizione cristiana, indica la via per ritrovare la sacralità della natura e "comprendere pienamente il significato simbolico delle forme, dei colori e dell'aspetto delle cose che ci circondano". In sostituzione di una "filosofia della natura" che l'attuale visione scientifica del mondo fisico ha cancellato, occorre ritrovare una "teologia della natura" che eviti le derive mistiche e razionaliste e riscopra le basi della gnosi. Prefazione di Martino Doni.
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Indignazione e psicologia della classe media
di Svend Ranulf
editore: Medusa Edizioni
pagine: 227
L'anno scorso le piazze di mezzo mondo si sono riempite di manifestanti: una folla indistinta e, forse, indistinguibile di persone si è mossa puntando il dito contro governi, borse e agenzie di rating. Gli spagnoli, tra i primi a manifestare, hanno prestato il nome a tutti gli altri: si è sviluppato, così, il movimento degli "indignados". Ma che cos'è l'indignazione sociale e come si origina tra le masse? Che cosa può suscitarla e quali sono i gruppi sociali più sensibili a questo sentimento? Svend Ranulf cercò di dare risposta a questi interrogativi già nel 1938, e questo libro offre una sintesi delle sue ricerche. Ranulf conduce uno studio ad ampio respiro passando al setaccio l'evoluzione della società protestante e puritana, di quella cattolica, ma anche delle società israelita, indù e cinese, fino a toccare ordini sociopolitici come il nazismo e il bolscevismo. Al cuore dell'analisi del sociologo l'impulso degli individui a infliggere la punizione al trasgressore della legge morale condivisa: e in tutte queste società, la classe portatrice di questo risentimento è quella piccolo borghese, o, dove non si presenta la forma capitalistica occidentale, la classe medio-bassa. Lo sfogo del sentimento dell'indignazione diventa quindi un fenomeno politico e può fungere da collante per l'adesione delle masse a un leader, come nel caso del nazismo, o diventare un'arma in più nelle mani del totalitarismo per allentare il legame sociale tra gli individui, come nel caso dell'Urss staliniana.
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