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Medusa Edizioni

Arianna infida

di Cardini Franco

editore: Medusa Edizioni

pagine: 160

14,90

Sulla testimonianza. Processo alla grande guerra

di Jean N. Cru

editore: Medusa Edizioni

pagine: 92

Era fra quelli che combatterono a Verdun, e questa esperienza segnò la sua vita. Tanto che volle, primo fra gli storici della grande guerra, pubblicare le testimonianze dei soldati sopravvissuti. La guerra vista "dal basso", con gli occhi di chi l'ha combattuta. Contro l'immagine eroica e trionfale costruita dai politici e dai generali che vollero nascondere la disfatta europea prodotta dall'"inutile strage". Nel libro che lo rese famoso, Témoins, uscito nel 1929 suscitando polemiche e reazioni anche violente, Norton Cru fa parlare, esclusivamente, ex combattenti, quasi tutti soldati, rari gli ufficiali. Insomma i "poilus", come i francesi avevano ribattezzato, con orgoglio e ammirazione, chi visse quella tremenda esperienza sul fronte occidentale. Era un "saggio di analisi e di critica delle memorie dei combattenti edite in francese tra il 1915 e il 1928". L'esperienza della guerra aveva reso Norton Cru insofferente alla letteratura bellica che, spesso, scrive di cose che non conosce e non ha vissuto: "Considero un sacrilegio fare del nostro sangue e delle nostre angosce materia di letteratura". In quell'opera monumentale, che gli costò anni di lavoro, Norton Cru classificava e analizzava oltre trecento racconti di guerra, per verificarne la veracità o la loro dipendenza alle menzogne diffuse dall'establishment francese. Il libro fu rifiutato da tutti gli editori e pubblicato a spese dell'autore.
11,50

Città divise

editore: Medusa Edizioni

pagine: 208

21,00

Ariani. Origine, storia e redenzione di un mito che insanguinato il Novecento

di Edoardo Castagna

editore: Medusa Edizioni

pagine: 107

Ariani: questo saggio corre su un piano scivoloso perché vuole tesserne se non un elogio, quanto meno una trama di riflessioni che riscattino questo concetto dall'inferno in cui è stato relegato dopo l'utilizzo del nazismo declinato nel segno dell'antisemitismo. Ma la storia degli Ariani comincia molto prima di Hitler. Nell'ottica che li identifica come "insieme culturale" o "archetipo ideologico" dei popoli indoeuropei (cioè, oggi, quelli europei: incluse le diaspore dell'America, dell'Australia, e le diramazioni fino all'India e l'Iran), questa, che ancora oggi è considerata una "idea paria", offre solide basi per una nuova geopolitica. Questo libro spiega perché c'è ancora molto di ariano nelle nostre culture e perché questa idea avrà un futuro. L'analisi corre lungo tre filoni: quello più propriamente storico, che evidenzia elementi simbolici e antropologici trasmessi lungo i millenni dai nostri antenati a noi (dalle divinità celesti all'individualismo da cui nasce l'epica eroica); il filone intellettuale, che deriva dallo slancio dei popoli indoeuropei verso il movimento e la conquista territoriale e approda a concetti tuttora presenti nel dibattito dell'Occidente: la volontà di potenza, la hybris, lo spazio vitale, la sete di sapere; infine, quello politico, che analizza la democrazia come il portato del carattere della regalità esclusivo degli antichi Indoeuropei.
12,50

Il crocifisso del poeta

di Jammes Francis

editore: Medusa Edizioni

pagine: 93

Paradosso, scandalo, follia, ignominia, obbrobrio: tale apparve fin dall'inizio, nelle parole degli stessi testimoni e scritto
13,00

La crisi spirituale dell'uomo moderno

di Hossein Nasr Seyyed

editore: Medusa Edizioni

pagine: 158

Se il rapporto tra uomo e natura, in tutte le sue forme, si presenta oggi come sopraffazione e dominio, la responsabilità grava sul mondo occidentale e sulla cultura che, come ne ha determinato la leadership, ne minaccia ora la sopravvivenza: tra i capostipiti filosofici Francesco Bacone, teorico del primato del pensiero scientifico; e Cartesio, che ponendo il "cogito" al centro della metodologia, ha reso onnipotente la soggettività umana. A partire da questi presupposti filosofici, muove l'autore di questo saggio per sviluppare una critica della civiltà occidentale moderna, che oggi rischia drammaticamente la propria autodistruzione: l'inquinamento, l'invenzione di armi chimiche e batteriologiche sempre più potenti, l'imporsi di forme estreme di manipolazione genetica delle risorse alimentari, sono gli effetti dell'abuso che l'uomo occidentale ha fatto e continua a fare delle proprie capacità e un segnale che impone un cambio di direzione rapido e radicale. Nasr, di religione musulmana ma anche studioso della tradizione cristiana, indica la via per ritrovare la sacralità della natura e "comprendere pienamente il significato simbolico delle forme, dei colori e dell'aspetto delle cose che ci circondano". In sostituzione di una "filosofia della natura" che l'attuale visione scientifica del mondo fisico ha cancellato, occorre ritrovare una "teologia della natura" che eviti le derive mistiche e razionaliste e riscopra le basi della gnosi. Prefazione di Martino Doni.
17,50

Indignazione e psicologia della classe media

di Svend Ranulf

editore: Medusa Edizioni

pagine: 227

L'anno scorso le piazze di mezzo mondo si sono riempite di manifestanti: una folla indistinta e, forse, indistinguibile di persone si è mossa puntando il dito contro governi, borse e agenzie di rating. Gli spagnoli, tra i primi a manifestare, hanno prestato il nome a tutti gli altri: si è sviluppato, così, il movimento degli "indignados". Ma che cos'è l'indignazione sociale e come si origina tra le masse? Che cosa può suscitarla e quali sono i gruppi sociali più sensibili a questo sentimento? Svend Ranulf cercò di dare risposta a questi interrogativi già nel 1938, e questo libro offre una sintesi delle sue ricerche. Ranulf conduce uno studio ad ampio respiro passando al setaccio l'evoluzione della società protestante e puritana, di quella cattolica, ma anche delle società israelita, indù e cinese, fino a toccare ordini sociopolitici come il nazismo e il bolscevismo. Al cuore dell'analisi del sociologo l'impulso degli individui a infliggere la punizione al trasgressore della legge morale condivisa: e in tutte queste società, la classe portatrice di questo risentimento è quella piccolo borghese, o, dove non si presenta la forma capitalistica occidentale, la classe medio-bassa. Lo sfogo del sentimento dell'indignazione diventa quindi un fenomeno politico e può fungere da collante per l'adesione delle masse a un leader, come nel caso del nazismo, o diventare un'arma in più nelle mani del totalitarismo per allentare il legame sociale tra gli individui, come nel caso dell'Urss staliniana.
18,50

Il naufragio della «Medusa»

editore: Medusa Edizioni

pagine: 220

Giovani mozzi che cadono in acqua e vengono lasciati andar giù nei flutti senza essere soccorsi; rotte di navigazione sbagliate; scandagli malfatti; capitani in fuga; marinai alla deriva; lotte furibonde tra chi resta; i morsi implacabili della fame; le notti della bufera; il rancore dei sopravvissuti che divorano i cadaveri. Oggi - come scrive Eraldo Affinati nella Prefazione - la zattera della Medusa significa qualcosa di ancora più inquietante, ma per comprendere la vera portata del documento che presentiamo (scritto da due sopravvissuti al naufragio) dovremmo riuscire a ritrovare lo sguardo allibito dei primi lettori, quasi incapaci di attribuire a quegli ossessi pronti a dilaniarsi la qualità di esseri umani. Il cuore di tenebra della narrazione, conradiano ante litteram, batte forte nel quinto e sesto capitolo, tesi a descrivere lo sgomento degli sventurati, con l'acqua alla vita, pronti a uccidere il compagno e l'amico pur di raggiungere il centro della zattera dove s'erano insediati i capi, costretti a procedere senza bussola, con una vela sbrindellata montata alla meglio. Le ultime provviste di vino e biscotto razionate. Le notti di delirio nello sconquasso dei venti col mare in tempesta. I suicidi. I ribelli. I ladri. I vigliacchi (molti). Gli eroi (pochissimi). Chi sono i buoni e chi i cattivi? Domande che valgono per quel naufragio, ma anche per quelli, e ne abbiamo visti di recente, che avvengono oggi.
24,00

Le satire

di A. Flacco Persio

editore: Medusa Edizioni

pagine: 96

"Lettore, se vai nel numero di coloro, che gridano sacrilegio a tutti gli ardimenti di stile, se con cuore assiderato, e rattr
12,00

Lettera ai figli. Da Praga ad Auschwitz

di Anna Hyndráková

editore: Medusa Edizioni

pagine: 104

Come scrive Zygmunt Bauman nella toccante prefazione a questo libro-testimonianza, il compito più difficile per chi si trovò a vivere la tragica esperienza dei campi di sterminio nazisti era "restare umani in condizioni disumane". Lettera ai figli, che Anna Hyndräkovä-Kovanicovä trova il coraggio di scrivere nel 1971, all'età di 43 anni, inizia in un giorno preciso, il 15 marzo 1939, data dell'invasione della Cecoslovacchia da parte delle armate naziste. Gli avvenimenti personali legati alla famiglia, alla scuola, ai compagni e alle amiche più care si stemperano nel ricordo di una Praga occupata dai soldati tedeschi e sempre più negata ai cittadini di religione ebraica. Nel 1942 la giovane Anna, con la famiglia, è costretta ad abbandonare Praga e viene condotta nel ghetto di Terezin, inizio della deportazione che la condurrà ad Auschwitz. Il racconto si snoda rievocando il viaggio, l'arrivo nel campo e la sistemazione nel Familienlager, la fame, gli espedienti per procurarsi un po' di cibo, gli appelli, la paura e il momento più duro, quello della selezione. Privata dei genitori, che moriranno nelle camere a gas, Anna viene inviata a lavorare nel sottocampo di Gross Rosen, dove apprende della morte della sorella e della nipotina. Durante l'inverno decide di fuggire e durante l'evacuazione del campo nel febbraio 1945 riesce nel suo intento. Ma questo è solo l'inizio di un allucinante viaggio di ritorno. Anna conosce l'oltraggio della violenza fisica e psichica...
10,00

La visione

editore: Medusa Edizioni

pagine: 227

In quasi tutte le grandi culture e tradizioni religiose è presente l'idea di un "occhio interiore" o "occhio della mente" con il quale è possibile percepire le realtà spirituali e divine, così come con gli occhi normali si percepiscono le realtà esterne. Ma tale idea non manca di suscitare problemi che sono al centro di molte riflessioni intorno alle esperienze visionarie. Se l'oggetto della "visione" trascende infatti per definizione il piano delle realtà materiali e visibili, come è possibile conoscerlo attraverso delle immagini? E se il suo scopo è quello di raggiungere e di esperire in qualche modo ciò che sta oltre qualsiasi forma e qualsiasi rappresentazione, come è possibile "vederlo", sia pure con uno sguardo interiore? A questi e altri interrogativi cercano di rispondere i contributi riuniti in questo volume e dedicati ad autori e opere di epoche e civiltà diverse. Essi spaziano dalle visioni mistiche nel sufismo orientale del XIII secolo (Carlo Saccone) al linguaggio dell'esperienza estatica nella Cabbalà (Moshe Idei); dalle visioni di alcune mistiche cristiane del medioevo come Marguerite d'Oingt e Marguerite Porete (Sergi Sancho e Pablo Garda Acosta) a quella dell'interiorità nel grande mistico spagnolo san Giovanni della Croce (Anna Serra Zamora); dall'esperienza visionaria del Libro rosso di Jung (Victoria Cirlot e Alessandro Grossato), alla "irruzione dell'invisibilità" nella pittura del grande artista americano Mark Rothko (Amador Vega).
38,00

Per un catastrofismo illuminato. Quando l'impossibile è certo

di Jean-Pierre Dupuy

editore: Medusa Edizioni

pagine: 190

È giunto il tempo di condurre una riflessione sul destino apocalittico dell'umanità: abbiamo acquisito la certezza che l'umanità è divenuta capace di autodistruggersi, sia direttamente tramite le armi di distruzione di massa, sia indirettamente tramite l'alterazione delle condizioni necessarie alla propria sopravvivenza. Il peggio non è più posto nel futuro ma è già accaduto, e quel che consideravamo impossibile è ormai certo. Di fronte a questa situazione inedita, la teoria del rischio non basta più: occorre imparare ad affrontare la catastrofe, a non immaginarla più in un futuro improbabile, ma nel presente. Il "catastrofismo illuminato" non è allora solo una critica al principio di precauzione, ma un rovesciamento filosofico dei nostri modi di pensare il mondo e il tempo, basato sulla temporalità delle catastrofi, che si pone ben oltre la distinzione tradizionale tra filosofia analitica e continentale e mette in crisi i troppo sicuri futurologi, sempre pronti a prevedere il traffico sulla strada di domani, i risultati delle prossime elezioni, l'evoluzione delle emissioni del gas a effetto serra.
19,50

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