fbevnts Tutti i libri editi da Mimesis - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 53
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Mimesis

La saggezza del danzatore

di Dominique Dupuy

editore: Mimesis

pagine: 87

"La Sagesse du Danseur" è stato pubblicato in Francia nel 2011 dall'editore Jean-Claude Béhar all'interno della Collana "Saggezza di un mestiere": e se la pratica di un mestiere fosse anche un percorso iniziatico, un cammino verso la conoscenza di sé e del mondo? La saggezza del danzatore è un libro di danza scritto da un danzatore che, di pagina in pagina, si apre a un pubblico trasversale, non solo di addetti ai lavori, ma di tutti coloro capaci di entrare nelle pieghe delle parole. Leggerlo è un'esperienza corporea prima che mentale. Scritto nel "fiore" della vecchiaia, commuove per la capacità di trattare con candore e profondità ogni argomento affrontato. I ricordi del bambino e le riflessioni dell'adulto si succedono uno dopo l'altro, senza sosta, con un soffio lungo e ritmato, con silenzi e accelerazioni, con veemenza e con delicatezza. Un'occasione non solo per conoscere umanamente Dominique Dupuy, il suo essere danzatore, ma anche per accogliere una visione più ampia della danza, la sua trasmissibilità e pedagogia. È possibile, attraverso queste pagine, immaginare Dupuy all'opera. Perché, come egli dice, "si danza per essere guardati".
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La grande etica. Testo greco a fronte

di Aristotele

editore: Mimesis

pagine: 419

La Grande Etica (Magna Moralia) è il terzo trattato di morale presente nel corpus delle opere di Aristotele
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Hybris. I limiti dell'uomo tra acque, cieli e terre

editore: Mimesis

pagine: 225

La parola "hybris" significa violenza, oltraggio, arroganza: è una parola degli uomini e indica la violazione di un limite, di
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18,00 €

Pittura, sperimentazione, scrittura. Da Blade Runner all'arte dello sparo

di Burroughs William

editore: Mimesis

pagine: 41

... Perché devo star lì a disegnare, ad esempio, un ramo di pino quando posso ottenere la stessa cosa su carta o su legno usando lo sparo?: nell'intervista inedita (che qui per la prima volta si pubblica nella sua integrità) William Burroughs racconta le sue sperimentazioni tra scrittura e pittura. Questa intervista, infatti, fu realizzata in occasione di una sua mostra presso la Galleria Cleto Polcina di Roma dal titolo "Dipinti shotgun e collages", opere che Burroughs esegue a partire dal 1987. Le riflessioni sull'arte definiscono le ispirazioni del suo percorso artistico in relazione alle tecniche del cut-up e del montaggio supportate in questa occasione dall'uso del colore sparato "in vari modi" su tavole di legno con il fucile. Blade Runner di Burroughs e il film omonimo di Ridley Scott, la creazione del virus dell'Aids in laboratorio, la politica e la figura controversa (era il 1989) di Michail Gorbaciov sono alcuni dei temi toccati nella conversazione.
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La costruzione dell'immaginario seriale contemporaneo. Eterotopie, personaggi, mondi

editore: Mimesis

pagine: 187

In alcune serie televisive conosciamo personaggi, vicende sociali, politiche e storiche che prendono vita in mondi assolutamen
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Estetica del potere. Figure dell'ordine e del disordine

di Francalanci Ernesto L.

editore: Mimesis

pagine: 372

Le figure dell'autorità, del dominio e del comando sono segni di un Potere che, per esercitare la sua influenza, deve, da semp
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26,00 €

La filosofia di David Sylvian. Incursioni nel rock postmoderno

di Leonardo V. Arena

editore: Mimesis

pagine: 64

David Sylvian visto come filosofo in accordo con lo spirito postmoderno, che invalida l'identità e la mantiene sul piano del non suono, nel tormentato rapporto io/altri. Se ne analizzano le opere, specie dell'ultimo periodo, i testi e lo stile di vita (Tao). Ne emerge il ritratto di un personaggio che si abbevera all'Oriente e all'Occidente, facendo della musica l'obiettivo di un percorso di autorealizzazione, che lo ha portato, gradualmente, a concepire una nuova visione dell'arrangiamento, sempre più spogliato dei suoi orpelli e capace di magnificare la voce, senza che questa, peraltro, sia debordante. Sylvian mostra a tutti noi come il silenzio possa diventare parte integrante e precipua della musica in direzione del nonsense o recupero della propria nudità esistenziale.
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La filosofia di John Cage. Per una politica dell'ascolto

di Giacomo Fronzi

editore: Mimesis

pagine: 165

A due anni dalle celebrazioni per il centenario della nascita e il ventennale della morte, si continua a parlare di John Cage (1912-1992), personaggio di assoluto rilievo nel panorama artistico-musicale internazionale, che si colloca - come ha scritto Richard Kostelanetz - tra le menti più radicali del Novecento. Ma Cage era più compositore che filosofo o più filosofo che compositore? In questo volume, non si focalizza (sol)tanto l'attenzione su questo quesito, ma si cercano di bilanciare le diverse chiavi interpretative, privilegiando però una lettura estetica (quindi, filosofica) del pensiero musicale cageano, inteso come banco di prova e, allo stesso tempo, come laboratorio sperimentale di alcune tra le idee che hanno segnato gli sviluppi delle arti nel XX secolo.
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10,00 €

La filosofia di Monk o l'incredibile ricchezza del mondo

editore: Mimesis

pagine: 105

Per Thelonious Monk la musica è sorpresa, riproduzione dell'incredibile ricchezza, varietà, imprevedibilità del mondo
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Zagreus. Studi intorno all'orfismo

di Macchioro Vittorio

editore: Mimesis

Zagreus di Vittorio Macchioro è un'opera innovatrice nella storia della cultura italiana dei primi del Novecento
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29,00 €

Geo-grafie del silenzio

di Finocchi Daniela

editore: Mimesis

pagine: 51

Quella delle donne è una storia condivisa, a lungo caratterizzata dal silenzio, inteso però come rimozione, svilimento e negaz
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5,00 €

I paesaggi del silenzio

di Raffaele Milani

editore: Mimesis

pagine: 41

L'immaginazione ci permette, a volte, d'intuire o di scoprire l'ordine nascosto di una lingua universale che la natura stessa modella e articola attorno a noi. È una lingua soggetta al molteplice e al mutevole, nonché intrisa di miti e simboli, tra i dati della morfologia del territorio, della storia e della cultura. Nella mobilità del nostro sguardo e del nostro sentire osserviamo le cose svolgersi attraverso sequenze di segni e rappresentazioni che ci accompagnano e ci corrispondono. Proviamo allora la sensazione di vivere un'esperienza ricca di figure, forme, metafore. Possiamo anzi dire di essere coinvolti, piacevolmente coinvolti in questa estasi della percezione. Così accade quando un angolo di paesaggio, prima non valorizzato ai nostri occhi, conquista il nostro sguardo e ci porta a pensare di essere, noi stessi, osservati da ciò che stavamo contemplando. Scopriamo di partecipare a una trasformazione: gli alberi, la collina, la valle, le montagne, i campi, tutto ciò che compone il paesaggio alla mia vista si è fatto più vicino per una specie di fusione, di atto d'amore, d'incanto, Io mi vedo e sono ovunque. La lontananza è sparita in una vicinanza. La percezione, grazie a un dèmone del silenzio, non è mutata in una descrizione, ma in un'illuminazione.
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