Mondadori
Robinson Crusoe
di Daniel Defoe
editore: Mondadori
pagine: 816
Pubblicato nel 1719, "Robinson Crusoe" ottenne fin dal primo apparire un enorme successo, dovuto oltre che alla moda dei racco
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Gorky Park
di Martin Cruz Smith
editore: Mondadori
pagine: 476
Quando tre corpi mutilati vengono scoperti sotto una profonda coltre di neve al Gorky Park di Mosca, Arkady Renko, capo della
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Testimoni del messaggio cristiano
di Benedetto XVI (Joseph Ratzinger)
editore: Mondadori
pagine: 166
Uomini "in cammino" sono quelli che Benedetto XVI presenta in questi interventi: personaggi straordinari, che hanno trasmesso
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Mammut
di Antonio Pennacchi
editore: Mondadori
pagine: 188
Benassa è lo storico, coriaceo rappresentante sindacale dei lavoratori alla Supercavi di Latina-Borgo Piave
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Festival. 60 anni di Sanremo. Una storia italiana
di Carlo M. Lomartire
editore: Mondadori
pagine: 294
È il 29 gennaio 1951 quando alla radio viene trasmessa la prima edizione del Festival della canzone italiana di Sanremo. Presenta Nunzio Filogamo, appena venti le canzoni in gara, il costo del biglietto è di 500 lire. Siamo nell'Italia del centrismo di De Gasperi, del Piano Marshall e della riforma agraria eppure, a dispetto delle poche righe che il "Corriere della Sera", unico tra i quotidiani dell'epoca, dedicò alla nuova manifestazione, quella che doveva essere una semplice competizione canora si trasformò anno dopo anno in un grande spettacolo popolare destinato all'immensa platea televisiva. Ma non solo. Nel corso dei decenni - mentre l'Italia e gli italiani cambiavano volto - su Sanremo si sono interrogate le penne di scrittori e polemisti, sociologi e opinion maker: autentica e fedele colonna sonora del paese o cartolina illustrata, sempre più sbiadita, di un provincialismo culturale duro a morire? Snobbato dai pochi (pochissimi) cantautori che non vi hanno mai partecipato, stigmatizzato dagli intellettuali superciliosi, il Festival si è rivelato nel tempo un termometro piuttosto affidabile delle evoluzioni del costume e della società. Districandosi in mezzo a una mole imponente di dati, aneddoti e retroscena, ma senza perdere di vista il contesto politico ed economico dell'ultimo mezzo secolo, Carlo Maria Lomartire tratteggia l'affresco musicale di un'intera nazione e, insieme, un album di ricordi nel quale ognuno di noi si può ritrovare.
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I sotterranei
di Jack Kerouac
editore: Mondadori
pagine: 173
Alla radice di questo romanzo, pubblicato nel 1958 e subito processato per oscenità, c'è una vicenda reale, la storia d'amore vissuta dall'autore con una ragazza di colore, che in queste pagine rivive come in una confessione tanto difficile quanto liberatoria. Al centro, la figura di Mardou, sensuale, fascinosa, una creatura della notte attorno alla quale gira vorticosamente, ossessivamente, la vita dell'amante, e la città stessa (New York nella realtà, San Francisco nella finzione letteraria): una città onirica, cupa, frenetica, piena di alcol, di droghe, di sesso, di arte e di vita. Ma soprattutto, ciò che emerge dalla lettura dei "Sotterranei", è la rivoluzionaria lingua di Kerouac, che così descriveva la propria scrittura: "Ho inventato una nuova prosa, la prosa moderna, ondate spontanee e prive di revisioni, rapide, mozzafiato, come il jazz". Postfazione di Fernanda Pivano.
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L'unico e insuperabile Ivan
di Katherine Applegate
editore: Mondadori
pagine: 281
La storia è raccontata in prima persona da Ivan, un gorilla schienagrigia che vive nello zoo annesso a un centro commerciale i
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Troppe coincidenze. Mafia, politica, apparati deviati, giustizia: relazioni pericolose e occasioni perdute
di Giuseppe Ayala
editore: Mondadori
pagine: 169
"Ho vissuto negli ultimi trent'anni una striscia di tempo che mi sembra ancora appartenere alla cronaca. Alludo ai giorni in cui gli eventi della politica si intrecciarono con quelli criminali, sino al punto da marchiare la gran parte dei percorsi che hanno segnato il destino del paese." Le stragi di Capaci e via d'Amelio del 1992, oltre a strappare a Giuseppe Ayala due colleghi e amici, apparvero a molti come un punto di svolta non solo nella storia della mafia, ma anche in quella dell'Italia intera. Sul fronte della giustizia lo Stato reagì con l'introduzione del 41 bis, il regime carcerario speciale per i mafiosi. Contemporaneamente il sistema politico, sotto i colpi di Tangentopoli, fu investito da una forte spinta popolare che determinò la fine della Prima Repubblica. La grande occasione di un rinnovamento politico e istituzionale era a portata di mano. Nel 1993 esplosero le bombe di Roma, Firenze e Milano, lasciando sul campo morti, misteri e nuove inquietanti domande. Fu solo di Cosa Nostra la responsabilità delle stragi del 1992 e del 1993? Perché la mafia decise di rinunciare all'attacco allo Stato? Per rispondere a questi interrogativi, Giuseppe Ayala ripercorre i suoi anni in Parlamento a partire dal 1992, ricostruisce le troppe coincidenze che hanno caratterizzato le relazioni tra mafia, "poteri occulti" e politica, disegnando un quadro opaco che coinvolge criminalità mafiosa e pezzi deviati dello Stato.
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