Moretti & vitali
Lo specchio di Dioniso
di Ugo Fama
editore: Moretti & vitali
pagine: 216
La presenza di Dioniso nel pensiero di Jung si evidenzia fin dai suoi esordi nel confrontarsi con il pensiero di Nietzsche. Questa presenza non è mai venuta meno, ma è sempre rimasta un poco sottotraccia, più implicita, più nascosta. Hillman nella terza parte del "Mito dell'analisi", parlando della femminilità psicologica, riprende il tema dionisiaco e lo approfondisce grandemente. Ma in genere nella psicologia analitica questa figura resta abbastanza sullo sfondo, vive una vita più clandestina, forse in virtù della sua peculiare caratteristica di esistere su un confine indefinito tra vita e morte. Kérenyi definisce Dioniso L'archetipo della vita indistruttibile. Il labirinto, luogo mitico dove il Minotauro/Dioniso "si nasconde", è: "...il luogo dove si coniugano vita e morte, parola e silenzio, dove 'identici' sono Ade e Dioniso...". Il percorso analitico è un percorso labirintico, inteso come percorso iniziatico, una sorta di discesa agli inferi conoscitiva e trasformativa. "Flectere si nequeo Superos, Acheronta movebo" recita Virgilio citato da Freud; questo verso ci racconta una verità archetipica: la via verso "l'alto" non è mai diretta, ma passa per il "basso". In termini alchemici gli opposti coincidono; in Dioniso gli opposti coincidono, la sua androginia ne è l'aspetto più evidente e in tal senso sembra acquisire l'aspetto del Lapis alchemico. Dioniso è anche un bambino che gioca e giocando crea il mondo.
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Uomini ultimo atto
di Anna M. Carpi
editore: Moretti & vitali
pagine: 157
Tre storie quasi interamente vere e legate dal filo di una stessa interlocutrice. Un giovane del Norditalia incarcerato per rapina che si esalta nella lettura di Nietzsche, un pittore di origine pugliese smarrito nei commerci dell'arte, un ragazzo inglese senza lavoro, nostalgico del grande passato della sua patria. Uomini di diversa estrazione sociale e di tre diverse generazioni che soffrono della crisi maschile del ruolo e al proprio sé trovano ricovero o rovina fra sete d'assoluto, fantasie di guerra e pulsione di morte. Un nesso con quei giovani europei che oggi guardano al Califfato?
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La danza della forza. Yoga e filosofia per la vita femminile
editore: Moretti & vitali
pagine: 77
Nel mondo contemporaneo le donne sono ovunque, nel mondo del lavoro, della politica, della scienza, della filosofia ecc. La novità del protagonismo espone ogni giorno alla pressione dei cambiamenti in corso, delle trasformazioni nel mondo del lavoro, delle nuove responsabilità che sempre più donne intendono asumersi, anche nella vita pubblica. Per affrontare tutto questo la vita femminile ha necessità di mantenersi ben orientata e radicata, ha necessità di creare, preservare e nutrire la forza e la determinazione, nel pensiero e nell'agire. Le due maestre autrici (una di yoga, l'altra di filosofia) hanno provato a intrecciare la loro sapienza in questo libro, in cui propongono esercizi yoga, sequenze di posizioni e meditazioni filosofiche sul tema della forza nella vita femminile. Lo scopo è quello di mettere a disposizione sapienza psicofisica concreta per aiutare la vita femminile a fare amicizia con la propria forza e a danzarne la fecondità politica e la bellezza estetica. In questo libro si trovano semplici sequenze Yoga Ratna e brevi percosi di meditazione per sostenere e trasformare la vita femminile.
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Sul dorso di un'oca. Il simbolismo iniziatico del Grande Gioco
di Roberta Borsani
editore: Moretti & vitali
pagine: 218
Molti secoli fa giungeva presso le corti europee il Gioco dell'oca, incontrando il favore di tutte le classi sociali. La sua funzione non fu semplicemente ludica, di puro intrattenimento: il Gioco offrì all'immaginario occidentale una nuova raffinata metafora del cammino iniziatico che ogni uomo è chiamato a compiere. Fatte della stessa sostanza della poesia e della fiaba, le caselle più significative del suo percorso a spirale (il ponte, la prigione, la morte...) rappresentano con grande efficacia simbolica le situazioni limite della vita (la caduta, il disonore, il lutto...), la cui portata spinge oltre le dimensioni dell'esistenza singola e si ripercuote sulla storia di una nazione, conferendo grandezza epica al quotidiano e alla cronaca. Imparare a disporre le vicende personali e collettive entro la cornice di un viaggio spiritualmente orientato, illuminato da una grande guida (l'oca, ad esempio, uccello uranico dalle molte valenze simboliche), è l'arte dei grandi rapsodi: la sola, forse, in grado di offrire all'uomo la salvezza dalla disperazione e dal nichilismo, riconsegnandolo al suo destino di custode dell'essere.
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L'uomo microcosmo e altri saggi sulla civiltà del Rinascimento
di Sozzi Lionello
editore: Moretti & vitali
pagine: 96
Questa raccolta di saggi, dedicati a vari aspetti della cultura italiana e francese del Rinascimento, di solito poco esplorati
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Simbolo e assenza. Fra codice multiplo e bi-logica
di Gabriele Pulli
editore: Moretti & vitali
pagine: 78
Il fascino dell'assenza, dell'acquisire qualcosa di assente un fascino un'incantata intensità - in virtù dell'assenza stessa, ciò per cui Platone ha potuto affermare nel Simposio che si desidera qualcosa che manca, è il carattere più proprio del simbolo, l'elaborazione più alta della "materia prima" che la sfera psichica priva della funzione simbolica gli pone dinanzi, non la soluzione del problema dell'assenza, né la sua negazione: la sua sublimazione.
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Europa inerme. Testo tedesco a fronte
di Robert Musil
editore: Moretti & vitali
pagine: 130
1921: all'indomani della prima guerra mondiale Robert Musil traccia un bilancio dello spirito europeo. La diagnosi è impietosa: stiamo vivendo una "bancarotta metafisica". Dopo secoli di protagonismo l'Europa appare inerme. "Ci sono mancati i concetti per interiorizzare il vissuto": la guerra ha lacerato l'esistenza e ha mostrato in un immane esperimento di massa la discrepanza tra ideologia e vita. Nel campo dello spirito manca l'analogo della funzione matematica: una forma spirituale che ponga ordine nel pullulare dei fatti. In una condizione disperata assistiamo all'indifferenza reciproca tra anima e intelletto. "È come nuotare sott'acqua in un mare di realismo, trattenendo il respiro, ostinatamente, ancora un po' più a lungo: semplicemente con il pericolo che il nuotatore non riemerga più".
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Con i piedi fasciati. Uno sguardo junghiano sulla cultura e la psicologia cinese
editore: Moretti & vitali
pagine: 251
Lo spunto del libro nasce dal ricordo personale di un avvenimento sincronistico. L'autrice racconta di avere incontrato, durante gli anni a Zurigo, un'anziana signora cinese che passeggiava appoggiandosi a un bambino e a un bastone. In quell'occasione Shirley See Yen Ma si rese conto che l'anziana signora aveva avuto i piedi fasciati e provò un'inspiegabile sensazione di disagio e d'inferiorità. Il legame tra i piedi fasciati dell'anziana signora e i sentimenti di insicurezza e di inferiorità provata in quell'occasione, ebbero su di lei l'effetto di un'illuminazione: "[...] scoprii che anche i miei piedi, così come quelli di tante donne con le quali avrei poi lavorato, erano stati psicologicamente fasciati". Questa presa di coscienza fu la spinta all'ampia riflessione sul fenomeno dei piedi fasciati e sulla "fasciatura psicologica", che sono diventati l'oggetto del libro. Si narra che l'uso della fasciatura dei piedi risalga all'ultima imperatrice della dinastia Shang (1520-1030 a.C), una figura mitologica che aveva il potere di trasformarsi in volpe. Per nascondere le zampe di volpe, l'imperatrice iniziò a fasciarle. Un giorno danzò con queste zampette fasciate la "Danza della luna sul fiore di loto" davanti all'imperatore. Egli fu talmente affascinato dallo spettacolo, che ordinò da quel giorno in poi che a tutte le bambine del regno fossero fasciati i piedi.
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Teoria dell'andatura
di Balzac Honoré de
editore: Moretti & vitali
pagine: 99
Balzac si pone al centro di quella che lui stesso definisce "contemporaneità", scorgendovi un intreccio di forze e di energie
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Generare la luce del bene. Incontrare veramente Platone
di Salvatore Lavecchia
editore: Moretti & vitali
pagine: 125
Perché incontrare, ancora oggi, Platone? Cosa significa incontrarlo "veramente"? Questo libro risponde alle due domande senza proporre alcuna nostalgia archeologica. Il lavoro di Salvatore Lavecchia intende riconoscere a Platone il suo posto, di nuovo centrale nella formazione della cultura europea, ma non per i consueti motivi che si trovano nei manuali di filosofia. Il percorso proposto nel libro mostra come il pensiero di Platone possa aprire un inedito percorso di esperienza spirituale ed etica. Nuova è la concezione della filosofia platonica come filosofia pratica in cui è centrale la luce del bene, non più intesa come esterna all'esistenza umana (come si intendeva quando si pensava Platone come puro idealista), ma anzi come esperienza generabile personalmente, nella condizione umana. L'autore rivela le pratiche di Platone orientate verso il futuro, nella luce del bene: individui e comunità, persone e universo, così, non vivono più in lacerante dicotomia, ma sono trasformati da una nuova creatività generata dallo splendore dell'esperienza del bene. Non ultimo aspetto d'interesse del libro consiste nella ridefinizione di parole-chiave della filosofia di Platone, resa possibile dalla competenza filologica dell'autore.
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Oltre l'ombra del femminile. Riflessioni sul potere
editore: Moretti & vitali
pagine: 230
Una delle maggiori trasformazioni della Storia sta avvenendo sotto i nostri occhi: il lento, ma ormai inarrestabile, accesso della donna alla vita pubblica e l'affermarsi in essa dello spirito femminile, le cui conseguenze si preannunciano radicali a tutti i livelli, pratici e teorici. Da differenti punti di vista i saggi di due studiose - psicoanaliste e antropologhe - si intrecciano con quello di un sociologo per anni impegnato sul fronte della differenza di genere nella società contemporanea. Ne scaturisce un volume che integra elementi estratti dalla Politica Sociale, dall'Antropologia e dalla Psicoanalisi, senza patriottismi di disciplina. Al tempo stesso è un'opera sostenuta da una passione fortemente argomentata che l'anima e coglie un processo che in tutto il mondo, ma soprattutto in Occidente, vede la vita pubblica e l'impegno che l'accompagna non più un fatto solo circoscritto al mondo maschile. L'apertura al femminile non è più un puro fatto strumentale a scadenze elettorali, ma il reale emergere di un ethos nuovo. Si prospetta così un nuovo modo di vedere e percepire il sociale e i meccanismi di potere che lo accompagnano, fondato sulla convinzione che lo spirito di empatia di cui le donne sono Donatrici possa espandersi e essere determinante nel "cambiare il mondo". E con questo far sperare che un mutamento dei meccanismi del potere, tradizionalmente gestito dai maschi in modo distruttivo, possa far posto a un nuovo tipo di organizzazione nelle relazioni politiche, economiche e sociali.
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Il labirinto di Narciso. Sade e Nietzsche nei simulacri di Pierre Klossowski
di Guido Brivio
editore: Moretti & vitali
pagine: 224
Creatore infaticabile attraverso la parola filosofica, la narrazione romanzesca e l'immagine pittorica di simulacri - cioè di luoghi in cui le intensità vitali possano svelarsi - Klossowski percorre da un capo all'altro il ventesimo secolo, nella sua devozione irriducibile per quelle forze, talora passioni, talora intuizioni, che abitano l'anima umana, restituendola enigmaticamente al suo senso. Condotto attraverso lo sguardo di due figure cardine del pensiero eterodosso occidentale - Sade e Nietzsche - riflesse nello specchio inquietante del più inclassificabile dei pensatori francesi contemporanei, l'occhio del lettore è invitato a un viaggio che lo spinge a interrogarsi sul significato dell'immagine e della fantasia, dell'eros e del corpo, del tempo e del mito, seguendo le tracce di un doppio sentiero in cui dispersione e raccoglimento, volontà e abbandono, parola e silenzio divengono i termini di un itinerario paradossale come unica via possibile all'esperienza dell'indicibile.
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