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Nottetempo

Londra per famiglie

di Mila Venturini

editore: Nottetempo

pagine: 234

Vacanze di Natale 2009, un gruppo di amici del liceo, ormai quarantenni con figli quasi adolescenti al seguito, si riunisce per un catastrofico Capodanno londinese al 110 di Muswell Hill Road: in tutto cinque adulti, sei ragazzini e un cane, assolutamente in disaccordo sul come godersi il tempo a disposizione... Oltre le più rosee previsioni, la grande casa di Gaia, borghesissima ma piena di spifferi, diventa il teatro di una commedia esilarante, con vendette e punizioni diaboliche, dispetti e crisi mal celate di coppia e di autorità. Le rocambolesche avventure di quella vacanza rivivono, attraverso gli anni, nel ricordo di alcuni membri della grande famiglia allargata e, tra matrimoni destinati al naufragio e figli impegnati a spezzare le catene, tutti affrontano un unico dilemma: è possibile per un genitore capire i desideri, le inclinazioni e le inquietudini di ragazzini in crisi preadolescenziale? Certamente, basta che non siano i suoi.
15,00

Lo sgurz

di David Riondino

editore: Nottetempo

pagine: 110

Lo sgurz è qualcosa di indefinibile che talora appare negli eventi e nelle persone. Cercavamo di inseguirlo e di definirlo in uno spettacolo a metà anni ottanta dal titolo "Chiamatemi Kowalsky", in cui Paolo Rossi e io, si presumeva che questo tal Kowalsky, di cui raccontavamo le gesta, avesse lo sgurz. Quando gli prendeva un colpo di sgurz faceva cose apparentemente poco logiche e coerenti, entrava in un'altra dimensione. Il termine poi precipitò in un film di Salvatores, "Kamikazen - ultima notte a Milano", che aveva nella locandina la dicitura "il primo film con lo sgurz", nientemeno. Sgurz mi ricorda una Milano viva, sentimentale, intelligente, in anni nei quali si contrapponeva alla Milano da bere un vitalismo malinconico e sensuale, sempre sorretto da una forte vocazione alla gioia, che circolava tra le canzoni di Jannacci e di Gaber, nei poemi di De André e Guccini, nei romanzi di Benni, e, in giro per l'Italia, nei disegni di Pazienza e nelle azioni del manipolo di Tango (Staino, Hendel, Pietrangeli).
10,00

Ai dolci amici addio

di Raffaele La Capria

editore: Nottetempo

pagine: 142

I ritratti raccolti in questo libro, dedicati da Raffaele La Capria ad alcuni tra i suoi più cari amici scomparsi, si collocano all'incrocio tra ricordo, racconto, biografia sintetica e autobiografia: perché, come dice l'autore con semplicità, "senza di loro oggi non sarei quello che sono". Chiunque conosca le ragioni profonde e i cammini tenaci dell'amicizia non potrà non rimanere colpito da queste testimonianze: Rosi, Patroni Griffi, Moravia, Morante, Bompiani, Parise, Garboli, Ortese (tra gli altri) - a ognuno dei "dolci amici", con le parole di Dante, è dedicato un addio appassionato, intenso e ricco di vita che, anche in questo nostro "tempo smemorato", li fa emergere dalle pagine con la schiettezza, nettezza di contorni e vivacità cui da sempre l'autore ci ha abituati. E raccontando di loro, descrivendone con grandissimo affetto "le opere e i giorni", lo scrittore racconta pure di se stesso e dei lunghi anni che ha attraversato: le stagioni culturali, gli incontri, il lavoro, le città, i viaggi, i libri, i pensieri - una speciale ricchezza che questo libro ci restituisce intatta.
12,50

Rondini per formiche

di Giorgio Ghiotti

editore: Nottetempo

pagine: 144

Tommaso e Nicole Ciabatti sono fratelli e complici. Vivono in una bella casa dentro la quale, però, il padre è fuggito e la madre è impazzita. Tommaso e Nicole studiano e si curano dei genitori, responsabili e precisi come talvolta sono i bambini. Certo, vedono cose che gli altri non vedono, si innamorano di persone che altri non guardano e di libri che altri non leggono, barattando la realtà con le storie, come rondini per formiche, si affacciano alle finestre aperte su una Roma seducente e leggono i giornali a voce alta per incorniciare le loro vicende familiari con lo spazio e il tempo di tutti. Come i ragazzi di Prévert, anche quelli di Giorgio Ghiotti "si baciano in piedi e non ci sono per nessuno", ma non sempre hanno un letto dove stendersi e stare abbracciati. Al suo esordio nel romanzo, con un tono sognante e visionario Ghiotti racconta i disastri e gli amori dei ragazzi che, seduti su un motorino, corrono per viali e vicoli fino a diventare grandi.
12,00

Europa in seppia

di Dubravka Ugresic

editore: Nottetempo

pagine: 349

Come si sopravvive in un mondo dove non esistono più le cabine telefoniche, l'effigie di Tito è stampata su calzini-souvenir e si costruiscono musei sul domani per salvarsi dall'oggi? Dubravka Ugresic ci mostra l'Europa del primo secolo del nuovo millennio attraverso una galleria di scatti, di foto d'epoca color seppia: raccontando che cosa è rimasto di un Est che, puntato sull'orologio socialista, ha creduto al progresso e ormai non ha più neanche il tempo per sognare; e di un Ovest che, convinto di dettare il passo al futuro, moltiplica le connessioni e si barrica nei propri confini. Cartoline da aeroporti, alberghi, festival, istantanee di paure e ossessioni, una flotta di corrosivi messaggi in bottiglia lanciati da un'irriducibile contestataria.
18,50

Autobiografia di una femminista distratta

di Lepetit Laura

editore: Nottetempo

pagine: 125

Davanti ai libri mi sento come un cane da tartufi
12,00

Incidenti di percorso. Antropologia di una malattia

di Clara Gallini

editore: Nottetempo

pagine: 284

Che cosa accade quando una donna che ha viaggiato tutta la vita per raccogliere testimonianze e studiare comportamenti di persone e popoli, si trova costretta a un letto d'ospedale? La donna, una grande antropologa, scopre che l'abitudine al viaggio e allo studio è più forte del dolore, degli impedimenti fisici, delle cure amorevoli dei parenti e degli amici, dell'ossessione dei sani per l'igiene dei malati... cosi che la geografia da esplorare è proprio il corpo con le sue nuove abitudini, le lacune della memoria, gli intoppi del futuro e, non ultimo, l'orizzonte della dipendenza. Dopo aver indagato madonne e veggenti, apocalissi, miracoli e sonnambule, in "Incidenti di percorso" utilizzando gli strumenti dell'antropologia Clara Gallini viaggia, accompagnata dalla fida badante Abdia, nel proprio corpo malato, riportando aneddoti, oggetti sacri e profani e soprattutto ipotesi, con la curiosità e l'allegria che sempre si accompagnano alle scoperte. Un libro potente, esatto e scanzonato sulla malattia del nostro tempo: la paura di invecchiare.
16,50

Wittgenstein. Disegni sulla certezza

di Margherita Morgantin

editore: Nottetempo

pagine: 102

Con agilità e ironia Margherita Morgantin affronta attraverso i suoi disegni alcuni aforismi dell'ultimo Wittgenstein tratti da "Della certezza", scritti tra il 1949 e il '51. E mentre perlustra lo statuto della certezza e del senso comune, i limiti della conoscenza e l'ingombro del dubbio, l'incrocio tra convinzioni e convenzioni, l'immaginazione visiva dell'artista si muove acrobaticamente sul filo delle parole del filosofo.
12,50

Chi di noi

di Mario Benedetti

editore: Nottetempo

pagine: 115

Con lo sguardo profondissimo e tagliente che è la cifra della sua scrittura, Mario Benedetti esplora da par suo il tema del triangolo amoroso. Ai tempi del liceo, Miguel, Alicia e Lucas si ritrovano catturati in un platonico ménage à trois il cui motore è Miguel, col suo disprezzo per se stesso e il suo gusto manipolatorio: attratto da Alicia ma convinto che sia destinata a Lucas, decide di costruire l'amore tra i due. Quando, invece, Alicia sceglie proprio lui, è già troppo tardi: il fantasma del triangolo si è insediato, e non si capisce più chi sia davvero l'altro. Attraverso un diario, una lettera e un racconto, ciascuno affidato a uno dei protagonisti, la storia cambia radicalmente a seconda di chi la narra: e se dissolve ogni illusione di realtà, non perde nulla in verità, sondando in modo acutissimo sentimenti, frustrazioni, desideri, solitudini.
12,00

Il grande animale

di Gabriele Di Fronzo

editore: Nottetempo

pagine: 161

Francesco Colloneve, imbalsamatore per mestiere, ha imparato che non c'è modo di scampare alla perdita e dunque tanto vale esercitarsi in tutti quei gesti che aiutano a sopravvivere agli abbandoni. Quando il padre si ammala, la sua memoria tarlata è l'occasione per ricordare insieme mancanze e colpe di cui Francesco porta ancora i segni. Ma è alla morte del genitore, da cui si è dovuto trasferire, che Colloneve - esperto di abbandoni per indole nonché per professione - dovrà usare tutte le sue strategie per trasformare il dolore del lutto in un incantesimo di eternità. Perché se, come ha scritto Elizabeth Bishop, "l'arte di perdere non è difficile da imparare", più complicata è l'arte di sopravvivere alle cose perse. In questo suo romanzo di esordio, con una lingua esatta e tagliente - che evoca gli strumenti del suo protagonista Di Fronzo ci racconta come far si che ciò che altrimenti subito scomparirebbe, rimanga nostro per sempre.
12,00

Pulcinella ovvero divertimento per li regazzi in quattro scene

di Giorgio Agamben

editore: Nottetempo

pagine: 142

"Divertimento per li regazzi" è il titolo dell'album di centoquattro tavole in cui Domenico Tiepolo, rinchiuso nella sua villa di Zianigo come Goya nella Quinta del Sordo, illustra la vita, le avventure, la morte e la resurrezione di Pulcinella. Ma chi è Pulcinella? un uomo, un demone o un dio? Che cosa si nasconde sotto la sua maschera nera, che non si toglie mai? E che rapporto c'è fra la filosofia e la commedia? Come Tiepolo alla fine della sua vita, così Agamben sembra annodare nella figura enigmatica di Pulcinella i vari fili del suo pensiero in una sorta di immaginaria autobiografia filosofica. Forse la commedia non soltanto è più antica e profonda della tragedia, ma anche più vicina alla filosofia così vicina che, come avviene in questo libro, pare quasi confondersi con essa. Illustrato con le tavole su Pulcinella di Giambattista e Giandomenico Tiepolo.
27,00

L'esausto

di Gilles Deleuze

editore: Nottetempo

pagine: 92

A vent'anni dalla morte di Gilles Deleuze (4 novembre 1995), nottetempo rende omaggio al grande filosofo francese ripubblicando uno dei suoi ultimi saggi, "L'esausto". Se il testo è dedicato fin dal titolo alle posture dei personaggi di Samuel Beckett, allude anche all'esperienza privata di Deleuze, a quell'epoca gravemente malato e costretto a passare seduto la maggior parte del suo tempo. "Lo stanco ha esaurito solo la messa in atto, mentre l'esausto esaurisce tutto il possibile". E tuttavia, questo testo non è un saggio sulla fine, quanto su un altro, illuminante concetto deleuziano: il penultimo, la penultimità. Con un testo di Giorgio Agamben.
7,50

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