nuovadimensione
Vivere e morire con dignità
editore: nuovadimensione
pagine: 110
Gli ultimi giorni di una persona cara sono difficili da affrontare, per il malato, stremato dal dolore, e per i parenti, stretti attorno a lui, che condividono la sua sofferenza. In quei momenti ci poniamo diversi interrogativi, nell'arduo tentativo di dare un senso alla vita e alla morte. Nel mondo occidentale l'innalzamento dell'età media della vita unito alle acquisizioni scientifiche, mediche e tecnologiche, hanno protratto a lungo l'esistenza, trasformandola a volte in una vita solo biologica, in una presenza assente come per le persone in stato vegetativo permanente o in una sopravvivenza dolorosa. In alcuni casi sembra quasi che più che aiutare la vita si cerchi di impedire la morte. Qual è il confine tra cura e accanimento terapeutico? Si può decidere la propria morte? Come trovare, da credente, una dignità nella morte? In questo libro si analizza il tema del fine vita cercando delle risposte a queste domande dal punto di vista religioso, etico, legale e medico, con interventi di Beppino Englaro, padre di Eluana; dell'avvocato Giulia Facchini Martini, nipote del Cardinal Martini; di Don Pierluigi Di Piazza, fondatore del Centro di accoglienza Ernesto Balducci; di Vito Di Piazza, primario di Medicina Interna all'Ospedale di Tolmezzo (Ud) e di Marinella Chirico, unica giornalista ammessa al capezzale di Eluana alla casa di riposo La Quiete di Udine.
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Banche rotte. I giorni bui di Veneto Banca e della Popolare di Vicenza
di Maurizio Crema
editore: nuovadimensione
pagine: 126
Articolo 47 della Costituzione Italiana: "La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito. Favorisce l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese". La crisi delle banche raccontata con un ritmo incalzante, da giallo finanziario, con una ricca e dettagliata documentazione e una sezione conclusiva che propone un vademecum e i consigli per i risparmiatori. La ricostruzione delle vicende che hanno sconvolto due grandi banche del Nordest con filiali in tutta Italia e anche all'estero: Veneto Banca e Popolare di Vicenza. E la storia dei due banchieri che ne hanno segnato il destino, Zonin e Consoli. Le inchieste che hanno portato ai blitz della Finanza, i giochi e le strategie che hanno impedito la fusione, le manovre e i privilegi dei grandi soci, il ruolo della Banca d'Italia, l'illusione di essere al riparo dalla crisi e poi, invece, la rovina di tanti risparmiatori che hanno visto crollare il valore delle loro azioni, quasi dieci miliardi di euro bruciati nel volgere di poche stagioni. Infine la trasformazione in Spa e la quotazione in Borsa voluta dalla Bce. Una volta essere socio di una banca locale sembrava l'investimento più sicuro, affidato a persone conosciute e leali con il territorio. I fatti hanno svelato un'altra amara realtà.
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Affinità con i cieli notturni
di Katcharyan Astrid
editore: nuovadimensione
pagine: 333
Astra Sahondjian naso: negli ultimi anni dell'Ottocento nella culla del prestigio e della cultura dell'antica Armenia
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Vivere senza slot. Storie sul gioco d'azzardo tra ossessione e resistenza
di Collettivo Senza Slot
editore: nuovadimensione
pagine: 285
La crisi colpisce duro anche nel cuore della ricca e alacre Lombardia e Pavia da "Oxford sul Ticino" diventa "capitale italiana delle slot machine". Quattro trentenni, un po' per esperimento, un po' per attivismo, fondano il Collettivo Senza Slot e si occupano della questione usando gli strumenti e i linguaggi dei social network e delle lotte giovanili. Due di loro sono informatici e creano un sito, senzaslot.it, che mappa "dal basso" i bar senza macchinette mangiasoldi. In pochi mesi arrivano quasi 2000 segnalazioni da tutta Italia e il Collettivo comincia a chiedersi quali siano gli interessi che muovono la grande macchina "mangiauomini". "Senza Slot" diventa un fenomeno mediatico: compare su giornali, radio, televisioni; dà vita, il 18 maggio 2013 a Pavia, a una manifestazione nazionale di protesta; contribuisce a fare rete tra chi è impegnato nella lotta contro il gioco d'azzardo (tra i tanti: Libera, la comunità di S. Benedetto al Porto di Genova, il Nuovo Cinema Palazzo a Roma). A questo punto la lobby del gioco d'azzardo legalizzato prende contromisure: presenta un esposto che accusa il Collettivo di essere dei terroristi! La risposta del Collettivo è questo libro, uno spazio di riflessione e di controinformazione che dà la parola a voci diverse: il giocatore d'azzardo che lotta per smettere e l'installatore che vorrebbe affrancarsi dalle concessionarie; psicologi come Mauro Croce e Claudio Dalpiaz, esperti di gioco e videogioco come Beniamino Sidoti e Paolo Pedercini di Molleindustria...
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Riscatto mediterraneo. Voci e luoghi di dignità e resistenza
di Gianluca Solera
editore: nuovadimensione
pagine: 377
La Primavera araba e i movimenti degli Indignados hanno riportato il Mediterraneo al centro dei grandi cambiamenti della storia. Chi sono i protagonisti di queste ribellioni? Come si muovono, come si organizzano e in cosa sperano i giovani di questa generazione in rivolta? Che cosa hanno in comune questi movimenti che, in questi tempi di crisi, hanno tracciato il cammino di rinascita e progresso della regione "culla delle civiltà"? "Riscatto mediterraneo" è un reportage letterario che, dalla Tunisia alla Libia, dall'Egitto alla Siria, passando per Tel Aviv, Atene, Madrid o la Val di Susa, dà voce a coloro che, a costo di sfidare la morte, hanno preso in mano il proprio futuro ribellandosi all'ingiustizia. Prefazione di Leoluca Orlando.
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Un eroe in famiglia. Mio fratello Janko-Vojko
di Radoslava Premrl
editore: nuovadimensione
pagine: 299
"Un eroe in famiglia" è un memoriale scritto da Radoslava "Rada" Premrl, moglie dello scrittore triestino di lingua slovena Boris Pahor. L'eroe è Janko Premrl, fratello maggiore di Rada, comandante delle brigate antifasciste slovene, caduto in battaglia non ancora ventitreenne nel febbraio del 1943. Negli anni in cui le popolazioni slovene, annesse all'Italia dopo la Prima guerra mondiale, furono oggetto sotto il regime fascista di un'odiosa discriminazione civile, il ragazzo Janko si ribella fino a immolare, da partigiano, la propria giovane esistenza per la libertà della sua terra. Ma non meno coraggiosa è Rada, il cui irriducibile senso della libertà non si ferma di fronte ai pregiudizi di genere, né alle prove più crude della guerra. Intorno ai due fratelli si svela un intenso affresco di vita familiare, tra episodi minimi e felici di vita quotidiana e i momenti drammatici dell'umiliazione, del dolore e del lutto. Il memoriale di Radoslava Premrl scritto tra il 1966 e il 1972, quando le ferite della guerra erano ancora sanguinanti, oltre all'eloquente valore testimoniale conserva una felicità narrativa a cui questa traduzione italiana rende finalmente merito. Prefazione di Boris Pahor
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I mosaicisti raccontano. Storia e memoria di un mestiere in Friuli (1920-1950)
di Simone Battiston
editore: nuovadimensione
pagine: 259
La storia dei mosaicisti friulani negli anni immediatamente prima e dopo la Seconda guerra mondiale è ricostruita in questo volume grazie a uno studio di fonti archivistiche, orali e iconografiche inedite: gli anni trascorsi alla Scuola Mosaicisti di Spilimbergo, la pratica musiva tra laboratori-scuola e corsi a carattere industriale, le esperienze lavorative individuali e collettive in Italia e all'estero, l'emigrazione. Tematiche che si inseriscono in un quadro storico e sociale più ampio, segnato dagli eventi della grande storia: il fascismo e la propaganda, le crisi economiche, il conflitto mondiale, la prigionia e la vita dopo la guerra. Negli anni Venti e Trenta del XX secolo si forma una generazione straordinaria di artigiani-artisti del mosaico friulano. Essa si distingue da quelle precedenti, in cui l'arte musiva veniva appresa sul campo, trasmessa di padre in figlio, per essersi invece formata alla Scuola Mosaicisti del Friuli di Spilimbergo. I diplomati dell'istituto rispetto ai predecessori risultavano meglio qualificati e meno indifesi culturalmente sia in Italia durante il Ventennio sia nei paesi stranieri in cui emigrarono, un'esperienza quella migratoria che segnerà fortemente le loro esistenze.
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Piazza Oberdan
di Boris Pahor
editore: nuovadimensione
pagine: 223
"Ho immaginato di passeggiare per Trieste, arrivando a piazza Oberdan, luogo dove convergono i ricordi dolorosi del Novecento". Una serie di testimonianze, racconti, aneddoti, memorie e biografie; un indice puntato sulle ingiustizie e sui soprusi, sulla cancellazione della identità e l'annientamento di un popolo; sulle colpe impunite del regime fascista che in nome della nazione italiana perseguitò la comunità slovena mettendone al bando la lingua e devastandone le istituzioni culturali. Episodi poco conosciuti della tormentata storia della Venezia Giulia. L'autore ha aggiunto per l'edizione italiana di Piazza Oberdan alcuni documenti storici che danno testimonianza della capillare organizzazione antifascista slovena. Citando la "Süddeutsche Zeitung" non c'è modo di evitare lo sguardo coraggioso e diretto di Boris Pahor. Il suo nome è stato giustamente accostato a quello di Primo Levi, Imre Kértesz e Robert Antelme.
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Notturni di versi. La crisi
editore: nuovadimensione
pagine: 107
Si può mettere in campo la poesia per descrivere il disagio, anche etico, della società attuale? Sembra di sì, se vediamo riuniti, in questa antologia, poeti ormai "classici" come Maurizio Cucchi e poeti ancora inediti; poeti in dialetto, come Fabio Franzin e Giacomo Vit, e poeti che sfruttano la sonorità della lingua italiana, come Carlo Marcello Conti, Matteo Fantuzzi, Raimondo lemma o il cantautore Vasco Brondi. E con loro, altri 22 compagni di viaggio, che hanno scelto di rispondere, con la forza dei versi, alla banalità del linguaggio che ci circonda. I testi sono accompagnati dalle immagini dei punti luce, le installazioni luminose realizzate appositamente da 12 artisti invitati a creare un percorso notturno attraverso gli spazi del parco che ospita il festival. Notturni di_versi è un festival di poesia, ma non solo, che si propone come luogo e laboratorio di ricerca per comprendere, percorrere e sfumare i confini tra le espressioni artistiche.
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Streghe stregoni stregati. La paura del diverso dal XV secolo ai giorni nostri
di Imelde Rosa Pellegrini
editore: nuovadimensione
pagine: 220
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Cronaca forense. Avvocati veneziani negli anni Sessanta: impegno, modernità e democrazia
editore: nuovadimensione
pagine: 220
Nel gennaio 1963 usciva il primo numero di "Cronaca Forense", una nuova rivista di diritto promossa da un gruppo di giovani avvocati veneziani. Il periodico si proponeva dichiaratamente "di esprimere l'intimo senso di disagio che investe molti di noi nella quotidiana fatica professionale; e l'amara constatazione della sempre più diffusa indifferenza per i problemi e le difficoltà della giustizia in Italia ". Nei dieci anni della sua esistenza "Cronaca Forense" diventò un originale laboratorio di dibattito e discussione che affrontò temi e argomenti (dal divorzio all'indipendenza dei giudici, dalla libertà sessuale al diritto di famiglia) cercando di rivolgersi anche ad un pubblico "esterno" alla ristretta cerchia di "specialisti" del settore. Un'esperienza innovativa che contribuì a riflettere profondamente attorno al nodo cruciale, e sempre attuale, del funzionamento e dell'applicazione della Giustizia in uno stato democratico, interrogandosi criticamente sul ruolo dell'avvocatura nel contesto politico e sociale. Il volume ripercorre la storia, le vicende, i momenti salienti del periodico anche attraverso i ricordi e i contributi di alcuni dei protagonisti e una selezione antologica degli scritti pubblicati, che, insieme, testimoniano lo spessore e la vivacità di una rivista capace di valicare i confini locali diventando un punto di riferimento per gli "operatori" del diritto di tutto il territorio nazionale.
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Il cantante del lager
di Eno Mucchiutti
editore: nuovadimensione
pagine: 140
"I francesi mi invitarono, assieme a Fellner e il gruppo musicale, nei loro uffici
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