Ombre corte
Alchimie austeniane. Donne, fortuna e altre storie in "Pride and prejudice" di Jane Austen
editore: Ombre corte
pagine: 118
Mai dimenticato dalla letteratura critica, né dalla passione dei lettori, "Pride and prejudice" (1813) si segnala come l'opera di Jane Austen che meglio si presta a letture su più livelli. È questo il romanzo nel quale appare il passaggio da una visione morale triste ad una che reclama un ottimistico "diritto" alla felicità e che trova nuove fondamenta nell'amore "romantico". Il matrimonio rimane un tema centrale illuminato però da una luce obliqua che demolisce la precedente mercificazione della donna per far emergere una nuova tipologia relazionale: il matrimonio d'amore non più legato alla trasmissione della "fortune" ma alla proprietà transitiva della passione. Nel volume si pone l'accento sulla polifonia dei temi, sulle interferenze culturali o sulle ri-letture che concorrono a rafforzare il significato contenuto nei dettagli del testo austeniano.
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Hegel o Spinoza
di Pierre Macherey
editore: Ombre corte
pagine: 221
"Hegel au Spinoza" è apparso in Francia nel 1979, in un clima culturale e politico sideralmente lontano dal nostro. All'epoca, il riflesso ideologico che ha segnato gli anni Ottanta aveva appena preso piede, e si poteva ancora pensare che si trattasse di un fenomeno effimero che non avrebbe rimesso in discussione, nel profondo, gli effetti della grande rottura prodotta nel Maggio '68 sul piano delle concezioni e delle pratiche della vita collettiva. "L'indagine che avevo intrapreso - scrive l'autore nella prefazione all'edizione italiana - confrontando le posizioni filosofiche di Spinoza e di Hegel si basava sull'idea che il progetto di cambiare il mondo e di porre fine all'ideologia borghese continuasse ad avere un senso, e che il compito della filosofia fosse di fare la sua parte producendo degli avanzamenti sul piano che le è proprio". Oggi - egli osserva - le cose non possono più essere viste allo stesso modo: le tesi avanzate e sostenute allora devono trovare nuove strade per affermarsi. La sfida serenamente accolta da Macherey è quella di sottopore il suo lavoro a una nuova valutazione e interpretazione, in un orizzonte filosofico e politico completamente mutato rispetto a quello che lo aveva animato.
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Fascisti del terzo millennio. Per un'antropologia di CasaPound
di Maddalena G. Cammelli
editore: Ombre corte
pagine: 126
In questi ultimi anni, varie formazioni di estrema destra, fasciste, populiste o nazionaliste, sembrano aver assunto una maggi
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Scrittori e gusto urbano fra Settecento e Ottocento
di Iengo Francesco
editore: Ombre corte
pagine: 158
L'autore ripercorre, in una prospettiva storico-dialettica e letteraria, le tappe evolutive della nozione di gusto urbano per
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Precariato. Forme e critica della condizione precaria
editore: Ombre corte
pagine: 165
La precarietà è diventata oggi una condizione esistenziale che investe la sfera biologica, economica e affettiva della nostra vita. Il termine "precariato", del resto, sta proprio a indicare l'aspetto strutturale della precarietà nella società attuale. Questo libro si propone di esplorare il fenomeno nelle diverse forme sotto le quali si manifesta, non solamente nell'ambito lavorativo, ma più generalmente nel complesso delle relazioni sociali. Secondo un approccio multidisciplinare, sono qui riuniti i contributi di una decina di autori, i quali prendono spunto dai loro rispettivi campi di studio: sociologia, filosofia, letteratura, economia ecc. Le analisi vertono in special modo sulle cosiddette industrie creative e culturali, ove il precariato è particolarmente diffuso, e sui lavori della "conoscenza" di cui si nutre oggi il capitalismo immateriale e cognitivo. Al di là di una visione meramente eurocentrica dei processi esaminati, questo libro invita il lettore a interpretare criticamente il processo di "estetizzazione" di cui la precarietà tende a essere oggetto.
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Resistenze. Pratiche e margini del conflitto quotidiano
di Saitta Pietro
editore: Ombre corte
pagine: 116
Quali sono oggi le forme individuali e collettive con le quali si esprimono le resistenze, passive o attive, nelle relazioni d
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Ecologia-mondo e crisi del capitalismo. La fine della natura a buon mercato
di Jason W. Moore
editore: Ombre corte
pagine: 183
Economia ed ecologia vivono la stessa crisi. Analizzando i modi in cui si sono combinati finanza, cibo, lavoro, energia e materie prime, Jason W. Moore mostra come la grande forza del capitalismo sia sempre consistita nella sua capacità di creare "nature" a buon mercato, integrando il lavoro umano e il cambiamento ambientale in modo dinamico ma distruttivo. Sulla scorta del pensiero ambientalista, femminista e marxista, egli interpreta il capitalismo come un'ecologia-mondo, una civiltà in cui si compongono insieme l'accumulazione del capitale, la ricerca del potere territoriale e la co-produzione della natura. Cartografandone le tappe storiche a partire dalla cosiddetta accumulazione originaria, Moore individua nel XXI secolo il punto di non ritorno: ossia, la fine della natura a buon mercato. Cibo, energia, materie prime, lavoro costituiscono un tutt'uno. Pensare al lavoro-nella-natura invece che al lavoro e alla natura è una chiave per una politica radicale di liberazione: per gli essere umani e per la natura nel suo insieme. In questa prospettiva, le trasformazioni dell'uno e dell'altra sono dialetticamente connesse nella medesima rete della vita, nella loro degradazione in atto, così come nella loro possibile sottrazione alle pratiche di appropriazione e di sfruttamento.
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Divenire corpo. Soggetti, ecologie, micropolitiche
di Ubaldo Fadini
editore: Ombre corte
pagine: 141
L'indagine a proposito del rapporto tra l'uomo e la tecnica continua ancora oggi a oscillare tra due polarità: quella che vede la tecnica come dimensione di compensazione e rilancio di caratteristiche proprie della natura dell'uomo e quella che coglie nella progressione tecnologica la registrazione "destinale" di una perdita di protagonismo da parte dell'essere umano. All'autore di questo testo pare opportuno andare oltre la riproposizione tradizionale della relazione tra soggetto e tecnica in termini soltanto adattivi o sostitutivi/compensativi, riscontrabili ancora nell'odierno "tecno-vitalismo": ciò al fine di delineare una prospettiva di analisi "post-antropologica" della tecnica, basata sull'idea di un rapporto storicamente determinato tra "macchina" e soggettività; quel rapporto che sembra oggi contraddistinto da una sorta di "introduzione" di funzioni produttive e significative (strumentali) all'interno del corpo vivente dell'attuale soggetto-di-lavoro, con gli inevitabili effetti sulle qualificazioni anche sociali e politiche di tale soggettività nel quadro delle trasformazioni del capitalismo contemporaneo.
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La pensatrice e lo specialista. Hannah Arendt e il processo Eichmann
di D'Alessandro Ruggero
editore: Ombre corte
pagine: 173
Assistere a questo processo è in qualche modo, io ritengo, un obbligo che ho verso il mio passato
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Ordine e mutazione. Figure, concetti e problemi del pensiero politico moderno
editore: Ombre corte
pagine: 350
L'asse attorno al quale ruota questa originale ricostruzione della storia del pensiero politico moderno - che privilegia un approccio per autori, temi e problemi attraverso un continuo confronto con i testi e i contesti - è costituito dalla coppia teorico-concettuale "ordine e mutazione". La produzione di un nuovo ordine, che a partire dal XVI secolo diventa necessario per neutralizzare l'umore popolare contro il dominio, mostra fin dal principio una natura problematica, che determina un'incessante riformulazione dei rapporti tra le trasformazioni sociali e gli apparati di Stato, tanto ideologici quanto materiali. Che il collasso delle categorie politiche (libertà, uguaglianza, potere costituente, sovranità, rappresentanza, costituzione, democrazia) nell'età globale riveli in controluce le alternative e le torsioni implicite già nella genesi del pensiero politico moderno, è l'ipotesi che questo volume mette costantemente a tema, per verificarne la tenuta. In questo senso, le pagine dedicate al pensiero non europeo (l'Islam) e agli sguardi dell'Europa sul mondo e del mondo sull'Europa (il colonialismo, la rivoluzione di Haiti) non sono meri compendi manualistici. Richiamano invece le fondamenta che sorreggono il pensiero politico moderno nello spazio globale in cui si è effettivamente svolta la sua storia.
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Fortune del femminismo. Dal capitalismo regolato dallo stato alla crisi neoliberalista
di Nancy Fraser
editore: Ombre corte
pagine: 284
In questo suo nuovo lavoro Nancy Fraser ripercorre l'evoluzione del movimento femminista a partire dagli anni Settanta e anticipa una nuova fase, radicale ed egualitaria, del pensiero e dell'azione femminista. Negli anni in cui la Nuova Sinistra era in fermento, la "seconda ondata" femminista emerse come una lotta per la liberazione della donna, ponendosi accanto ad altri movimenti radicali che mettevano in discussione le caratteristiche fondamentali della società capitalistica. Ma il successivo immergersi del femminismo in una politica identitaria coincise con il declino delle sue energie utopiche e con l'ascesa del neoliberismo. Ora, prevedendo una ripresa del movimento, Fraser sostiene la necessità di un radicalismo femminista rinvigorito, in grado di affrontare la crisi economica globale. Il femminismo può essere una forza che lavora in accordo con altri movimenti egualitari nella lotta per portare l'economia sotto il controllo democratico, nel mentre rielabora il potenziale visionario delle precedenti ondate del movimento di liberazione delle donne. Questa nuova indagine è destinata a diventare un punto di riferimento del pensiero femminista.
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