fbevnts Tutti i libri editi da Ponte alle Grazie - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 8
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Ponte alle Grazie

Elogio delle erbacce

di Richard Mabey

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 352

Flagello biblico, responsabili di avvelenamenti di massa o simbolo di rinascita postbellica: fin dagli albori l'umanità ha rin
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19,80

Disparità

di Zizek Slavoj

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 573

Che cos'è la disparità che dà il titolo a questo volume? Pressoché tutto: è la differenza presente già negli elementi primi de
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29,00

Lo splendore del nero. Filosofia di un non-colore

di Alain Badiou

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 105

Chi, durante l'infanzia, non ha fatto l'esperienza spaventosa di avanzare a tastoni nella notte nera? Alain Badiou, il più cel
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12,00

È giusto obbedire alla notte

di Matteo Nucci

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 363

Ai margini della Roma che tutti conosciamo, dove il Tevere crea un'ampia ansa prima di correre verso il mare, vivono uomini e
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18,00

Il mestiere dell'aria che vibra. Una visita guidata nei segreti della musica e dell'opera lirica

di Tutino Marco

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 254

Da piccolo, Marco Tutino ascolta Beethoven e Vivaldi in braccio al papà, da ragazzo ama i Beatles e i Rolling Stones (per non
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18,00

Cani di paglia. Pensieri sull'uomo e altri animali

di John Nicholas Gray

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 231

L'uomo è un animale come tutti gli altri, questa è la difficile eredità di Darwin, un'eredità che risulta ingombrante non solo
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16,00

Speranza (senza ottimismo). Una guida filosofica

di Terry Eagleton

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 170

«Credo di non essere la persona più adatta a scrivere un libro sulla spe¬ranza: per me, il proverbiale bicchiere non solo è mezzo vuoto, ma con buona certezza contiene un liquido disgustoso e potenzialmente letale. La filosofia di alcuni è 'mangia, bevi, sii contento, perché do¬mani si muore', quella di altri, a me senza dubbio più congeniali, è 'domani si muore'». Eppure, sostiene il grande critico inglese Terry Eagleton, può davvero sperare proprio chi non è ottimista. L'autentica speranza non è allegria, non è idealismo: essa nasce da un coraggioso confronto con le difficoltà della vita, con le tragedie della storia. Solo questo confronto può portare la salvezza. E la riflessione cristiana - cui è dedicata una parte importante di questo libro - è fra i capisaldi di questo pensiero. Anche Shakespeare lo è; e Benjamin, e naturalmente Marx. Erudito e colloquiale al contempo, Terry Eagleton offre in questo saggio un esempio fulgido di come si possa coniugare profondità filosofica, vastità d'interessi e capacità di coinvolgere il lettore in un corpo a corpo, duro e fecondo, con sé stesso e con le proprie più radicate convinzioni. Un libro di sterminata intelligenza, capace di informare e commuovere, di piantare il seme di una speranza - sofferta ma vibrante - nelle macerie della modernità.
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16,50

Il più grande spettacolo del mondo. Botanica e immaginazione

di Richard Mabey

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 375

Cos'hanno in comune i possenti alberi millenari con i delicati fiori di campo, le conturbanti orchidee con il mais o il cotone che utilizziamo ogni giorno? Giganti dei boschi come il tasso e la quercia sono così densi di significati culturali e religiosi da racchiudere nei loro anelli "una genealogia spirituale" che ha più a che fare con la decifrazione di un simbolo che non con un quesito strettamente botanico. Altri protagonisti del mondo vegetale come cotone e mais intrecciano mito ed economia, mentre felci e ninfee parlano della bizzarria dei gusti e delle mode, fino al caso emblematico dell'orchidea, sintesi di fascino, esotismo e pruderie vittoriana, incarnazione floreale del prepotente colonialismo britannico. Il segreto di Mabey sta nel descrivere la vita delle piante nel suo legame inestricabile con l'habitat umano, e quindi con la cultura, l'economia, l'arte. In molti sensi, le piante non sono mai "semplici vittime, esseri passivi", ma protagoniste di un unico grande spettacolo che la natura mette in scena da millenni proprio sotto i nostri occhi. Perennemente in bilico tra scienza e romanticismo, nel suo viaggio Mabey si fa accompagnare da ricercatori di ogni epoca così come dalle voci incantate di Keats e Wordsworth: sguardi diversi, ma colpiti dal medesimo fascino e mossi da un'unica passione.
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23,00

Rosso. Storia di un colore

di Michel Pastoureau

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 213

Nella civiltà occidentale, il rosso è il primo colore che viene usato sia in pittura che in tintoria. Probabilmente è per questo che è stato a lungo il colore per eccellenza, il più ricco dal punto di vista sociale, artistico e simbolico. Nell'Antichità è stato il simbolo della guerra, della ricchezza e del potere. Nel Medioevo ha assunto una forte connotazione religiosa, evocando sia il sangue di Cristo che le fiamme dell'Inferno, ma nella dimensione profana è stato anche il colore dell'amore, della gloria e della bellezza e la Rivoluzione francese lo farà diventare anche un colore ideologico e politico. Il primo colore che l'uomo abbia padroneggiato, fabbricato, riprodotto e dunque quello sul quale lo storico, il sociologo o l'antropologo hanno più cose da dire che su tutti gli altri. Rosso - quarto capitolo di un'opera di alto profilo che vede in libreria Blu, Nero, Verde e prevede il giallo come quinta e ultima tappa - è un testo ricchissimo, che considera il rosso lungo un orizzonte temporale molto ampio e sotto tutti i punti di vista: una bussola che ci permetterà di orientarci nel labirinto cromatico di questo colore archetipico della storia e della cultura occidentale.
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Storie di parole arabe. Il racconto di un mondo mediterraneo

di Alessandro Vanoli

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 145

Da sempre il Mediterraneo è stato teatro di commerci, lotte, violenze, scoperte. Sullo sfondo, la vicenda di civiltà e culture millenarie, dall'Egitto dei faraoni al mondo greco-romano, fino alle grandi religioni, ebraismo, cristianesimo e islam. Innumerevoli sono i modi per raccontare una storia tanto complessa e stratificata. Alessandro Vanoli, che si definisce "uno storico che gioca con le parole", sceglie una chiave di lettura trasversale: le parole arabe, protagoniste di vere e proprie storie che restituiscono tutta la vitalità di un mondo fatto di scambi e incontri fra popoli. In fondo, "scambiarsi conoscenze, scambiarsi merce, persino combattersi, tutto passa attraverso la parola". L'attenzione è quindi rivolta non tanto, o non solo, alla ricostruzione etimologica, ma piuttosto al senso sociale e concreto dei termini. Assistiamo così al viaggio nel tempo e nello spazio di parole dalla fragranza tipicamente araba, come calamo, minareto, hammam; mentre altre, come zafferano, pepe o tulipano, parlano di un'antica e vasta rete di traffici e scambi. Ma è proprio il Mediterraneo il protagonista assoluto di una narrazione avvincente, dove la storia dei suoi nomi distilla un universo unitario ma in febbrile e costante trasformazione: "Un po' stupisce per quante vie il destino possa legarci alla storia di una parola".
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13,50

La virtù dell'orto. Coltivando la terra si coltiva anche la felicità

di Pia Pera

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 135

Due passi in giardino, cesoie alla cintola
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13,50

Il Viva Verdi

di Ghilardotti Jacopo

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 272

Milano, 1879
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16,00

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